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LETTERA APERTA

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AutoreMessaggio
R.Siniscalchi
Farmacista M.S.F.I.


Sesso:Maschile
Registrato il : 03/04/08
Messaggi : 5
Località : Cagnano Varano (FG)

MessaggioOggetto: LETTERA APERTA   Ven Lug 18, 2008 10:13 am

Lettera aperta all. on. Silvio Berlusconi - Presidente del Consiglio

e p. c.

all' on. Maurizio Sacconi - ministro per il Lavoro, Salute e Politiche sociali;
all' on. Renato Brunetta - ministro per la Pubblica amministrazione e l'innovazione;
all' on. Roberto Maroni - ministro per l'Interno;
all' on. Claudio Scajola - ministro per lo Sviluppo economico;
All' on. Roberto Calderoli - ministro per la Semplificazione normativa
*********************************************************************************************

Mi chiamo Siniscalchi Raffaele, sono farmacista e titolare di una farmacia in Cagnano Varano, un piccolo paesino del promontorio del Gargano in provincia di Foggia, terra meravigliosa, con paesaggi invidiati e conosciuti ai più, ma non priva di problemi.

L'entroterra foggiano, nonostante sia una terra generosa, è arido di lavoro, con molta disoccupazione e, per contraltare, fiorente di microcriminalità e delinquenza organizzata.
Non tutti i centri abitati godono del bene prezioso del turismo (stagionale o religioso) poiché non tutti sono sul litorale marino e uno solo ha avuto il privilegio di ospitare Padre Pio.
Cagnano Varano vive prevalentemente di pesca e pastorizia e delle consuete attività di contorno, ma principalmente di emigrazione.
Infatti, molti sono coloro che partirono per la Germania e il Nord Europa, negli anni cinquanta, alla ricerca di un futuro migliore.

Fin qui nulla di nuovo rispetto ad altre realtà del Sud Italia.
Quindi poco lavoro e quello che c'è mal pagato, delinquenza, soprusi, lentezza della pubblica amministrazione locale, ecc.

Un bel giorno (marzo 2008) il maresciallo della locale stazione dei Carabinieri, con il quale vi è un inevitabile rapporto di conoscenza e stima, mi notificava, su richiesta della Prefettura di Foggia, un articolo del giornale “Il Sole24Ore” in cui si ventilava la possibilità, anche per le farmacie, di usufruire di benefit fiscali per l'installazione di impianti di video-sorveglianza finalizzati alla tutela del patrimonio e dell'incolumità delle persone.

Già in precedenti occasioni la Prefettura, in incontri con la locale Federfarma, aveva esortato affinché le farmacie si dotassero di impianti di video-sorveglianza adeguati, valutando, addirittura, la possibilità di collegarli con le Forze dell'Ordine. Ciò per alleggerire il gravoso lavoro delle pattuglie in servizio, impossibilitate a presidiare tutti i punti critici di una città, soprattutto nelle ore serali e/o di chiusura degli esercizi commerciali.
Io accolsi tale richiesta e inoltrai formale domanda all'Ispettorato del Lavoro di Foggia.

Perché l'Ispettorato?
Perché l'art. 4 della legge 300 del 1970 dello Statuto dei Lavoratori prevede che, per installare impianti di video-sorveglianza in aziende prive di rappresentanza sindacale (quelle con meno di quindici dipendenti, cioè la maggior parte delle farmacie italiane), debba essere chiesto parere tecnico all'ispettorato il quale (fornito dal titolare dell'esercizio di una planimetria dei luoghi con l'ubicazione delle telecamere e relativa relazione tecnica) provvederà a un sopralluogo e, in caso favorevole, autorizzerà!

La mia domanda di autorizzazione perveniva all'Ispettorato il giorno 20 maggio 2008.
Non avendo notizia, oltre un mese dalla ricezione, e ritenendo si fosse consolidato, per la disciplina del silenzio-assenso, il procedimento autorizzativo, ho proceduto all'installazione dell'impianto di video-sorveglianza, attenendomi rigorosamente alla disciplina della tutela della privacy e concordando, con i miei due collaboratori, quanto era strettamente necessario per il fine perseguito: la tutela fisica di coloro che sono presenti in azienda.

Il giorno 11 luglio 2008, senza alcun preavviso, entrano in farmacia due persone che, dopo essersi qualificati verbalmente (senza esibire alcun tesserino di riconoscimento) come ispettori del lavoro, prendono visione degli ambienti e, nonostante la mia richiesta autorizzativa in loro possesso, mi sanzionano per la presenza delle telecamere ( la legge prevede una multa da 300,00 a 3000,00 euro). Precisano, altresì, che trattasi di un reato penale!

A nulla servirono le mie rimostranze in cui feci osservare che la mia richiesta era stata inoltrata oltre cinquantadue giorni prima (silenzio-assenso!?); che la ditta preposta per eseguire i lavori andava in ferie e c'era necessità, per l'imminente periodo estivo, di rendere operativo il sistema.

Inutile presentare il documento, stilato e sottoscritto dai miei collaboratori, in cui si comunicava loro (che accettavano) le finalità dell'impianto e le sue caratteristiche.

Inutile urlare a quegli individui l'amara esperienza di essermi trovato, assieme a mia moglie, un fucile puntato in faccia da due delinquenti.

La loro risposta fu: siamo agenti di Polizia Giudiziaria e facciamo il nostro dovere!

Ma quale dovere!

Mi dica Sig. Presidente, è questo il “dovere” dell'Ispettorato del Lavoro?
Sanzionare un onesto professionista che ha profuso tempo e danaro per proteggere quanto più possibile l'incolumità sua e di coloro che lo affiancano, quotidianamente, nel lavoro?

La farmacia è assicurata. Gli incassi sono assicurati. La vita stessa, mia e dei miei collaboratori, è assicurata!
Ma che valore e che senso ha tutto ciò?
L'impianto di video-sorveglianza è solo un deterrente per la micro-criminalità, come già Lei saprà.
Nulla aggiunge e nulla toglie alla serenità di chi lavora in farmacia.
Tuttavia, l'averlo, determina un minor afflusso di tossicodipendenti e vagabondi, oltre che una diminuzione di atti vandalici.

Io però, dall'undici luglio scorso, sono avvilito e schifato per come sono stato trattato da quei due ispettori.
Mi sono sentito criminalizzato.

E' pur vero che la legge non ammette ignoranza, ma, mi dica Sig. Presidente, come si fa a conoscere tutte le oltre 350.000 leggi italiane e relative sentenze in merito?
L'art.4 della legge 300 dello statuto dei lavoratori risale al 1970! All'epoca io avevo sei anni!
Allora i videoregistratori erano fantascienza e le telecamere (in B/N) le possedeva solo la RAI ed erano grandi quanto un'utilitaria!

Il fallimento maggiore per un Governo è promulgare leggi che non possono essere rispettate! (Albert Einstein)

Ritengo vi sia differenza tra quei datori di lavoro responsabili del rogo alle acciaierie della Tissengrup e il sottoscritto.
Eppure il trattamento a me riservato è stato lo stesso, con poche differenze, ma, in ultima analisi, sempre inerente la sfera del codice penale.
Eppure io ho agito su suggerimento della Prefettura, su consiglio delle Forze dell'Ordine ed esortazione degli stessi dipendenti.

A corollario di tutto, quasi a volersi discolpare, i due ispettori precisarono che non ero l'unico a subire siffatta sanzione; infatti, a loro dire, l'Ispettorato del Lavoro di Foggia stava “battendo a tappeto” l'intera Provincia irrorando sanzioni a tutti.
Quindi, mal comune, mezzo gaudio!

Credo che la vigilanza sulle farmacie dovrebbe assumere più il significato di una guida per il corretto svolgimento dell'attività professionale, che un'ingerenza repressiva nel normale esercizio lavorativo.

Se questo Stato Italiano, a cui mi si dice di appartenere, tratta indistintamente i propri cittadini come dei possibili criminali; se coloro che sono preposti a far rispettare le legge non hanno mezzi legislativi per discernere quando è necessario educare e guidare anziché reprimere e sanzionare; se non mi viene concesso il beneficio di ottemperare ad errori veniali, chiedendo, per tempo, all'autorità preposta di valutare il mio errore alla luce di un ravvedimento operoso finalizzato a sanare situazioni indipendenti dal dolo (cosa invece concessa ai criminali incalliti), allora preferisco non farne parte poiché significa che non vivo in uno Stato di Diritto.

Paradossalmente, a questo punto, l'unica alternativa possibile è l'Anti-Stato, la Mafia.
Poche regole, comprensibili, rispettate da tutti.

Se avessi avuto la protezione di un Padrino Mafioso, chissà .... forse avrei ricevuto più attenzioni.
Più attenzione dalla ASL che non mi paga da oltre cinque mesi!
Più attenzione dall'Amministrazione Comunale locale, a cui verso migliaia di euro all'anno di tasse per ottenere servizi scadenti!
Meno drogati e piccola delinquenza nel mio esercizio!
Più persone disposte ad ascoltarti e disponibili!
Insomma, più RISPETTO!

E' sufficiente pagare.
Forse è questo il motivo per cui l'Anti-Stato non verrà debellato.
Ci pensi Sig. Presidente.
E' più efficiente dello Stato e, forse, costa meno!

Con grande amarezza e la speranza di un suo intervento, anche legislativo e chiarificatore, distintamente La saluto.


Dr. Raffaele Siniscalchi.


Ultima modifica di R.Siniscalchi il Ven Lug 18, 2008 3:00 pm, modificato 1 volta
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Messaggi : 20
Località : roma

MessaggioOggetto: Re: LETTERA APERTA   Ven Lug 18, 2008 2:31 pm

Speriamo che rispondano.
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