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futuro incerto?

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skipper
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MessaggioOggetto: futuro incerto?   Lun Apr 14, 2008 8:48 pm

Cosa cambierà con silvio?
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Darimar
Farmacista M.S.F.I.


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MessaggioOggetto: Re: futuro incerto?   Mer Apr 16, 2008 12:42 am

Domanda da un milione di Euro (e te lo dice uno che di politica non capisce un tubo - e ne va fiero!). Personalmente credo che nessuno possa fare previsioni a lungo termine, con o senza sfera di cristallo: in prima analisi, credo che le fregature e gli imprevisti siano sempre dietro l'angolo quando c'è la politica di mezzo.

Ovviamente, dichiarazioni pubbliche ed esplicite pre-elettorali alla mano, la "farmacia italiana" sembrerebbe trovare una situazione più "rassicurante" (lo metto fra virgolette di proposito e il condizionale rimane di una certa importanza) in questo Governo piuttosto che nell'alternativa proposta dal PD.

Io personalmente ero e sono contro le "liberalizzazioni" del farmaco e del suo mercato, "selvagge" o moderate che siano. Io credo che TUTTI i cittadini vadano tutelati nel proprio diritto costituzionale alla salute (non solo i fortunati che abitano vicino all'ipermercato capace di "iperscontare" un SOP e non solo gli acculturati che sanno distinguere un'associazione di neomicina+clostebol dalla semplice connettivina): di conseguenza, io rimango per condizioni "uniche, fisse & nazionali" di accesso al farmaco (a tutti i livelli) e per una maggior rilevanza del ruolo professionale del medico e del farmacista piuttosto che di una maggiore libertà decisionale del cittadino (che, in quanto tale, può non avere la cultura scientifico-sanitaria adatta a tutelare al meglio la propria salute).

Così, senza voler a tutti i costi estremizzare i discorsi, spero che ci sarà un po' più attenzione alla reale tutela della salute pubblica e un po' meno attenzione per il mercato e gli smanettamenti vari che coinvolgono il farmaco (bene etico di salute e NON bene commerciale di consumo).
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skipper
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MessaggioOggetto: Re: futuro incerto?   Mer Apr 16, 2008 3:19 pm

penso che la mia domanda fosse da ben più di un milione di euro... Very Happy comunque con la vittoria del centro destra si era vociferato in merito all'ingresso del capitale nella proprietà delle farmacie private. Questo potrebbe rafforzare la pianta organica?
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Darimar
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MessaggioOggetto: Re: futuro incerto?   Gio Apr 17, 2008 10:13 am

skipper ha scritto:
con la vittoria del centro destra si era vociferato in merito all'ingresso del capitale nella proprietà delle farmacie private. Questo potrebbe rafforzare la pianta organica?


Non so davvero darti una risposta in merito; per dirla tutta, non ero proprio al corrente di queste voci.

Si potrebbe ipotizzare che il grande capitale veda la pianta organica come una sorta di "protezione" ai propri interessi economici e, quindi, che potrebbe spingere per conservarla; d'altra parte non credo che il grande capitale sia interessato alla capillarità della farmacia, assicurata dalla pianta organica stessa.

Intendiamoci, come ti ho accennato non mi intendo un gran che di questi argomenti e queste sono solo un paio di congetture da due soldi che mi sono venute in mente Wink

Spero che qualcuno di più competente possa darti un parere, perchè l'argomento è sicuramente interessante.
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marant
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MessaggioOggetto: Re: futuro incerto?   Gio Apr 17, 2008 5:09 pm

Aspettando gli esperti dico la mia.

Premetto che sono un fautore della Pianta Organica come mezzo legislativo utile ad una corretta distribuzione territoriale del servizio farmaceutico.

Tuttavia questo strumento è efficace solo con la frammentazione legata al principio un farmacista una farmacia, anche nella versione edulcorata dalla legge Bersani.

Pensare che una singola società di capitali possa detenere più farmacie (potenzialmente tutte quelle di una cittadina o migliaia di farmacie in tutta italia) e mantenere la pianta organica sarebbe inaccettabile dal punto di vista dell'antitrust.
i 17000 titolari sono in concorrenza, mentre le 3/4 catene di farmacie si metterebbero daccordo subito (hai presente le COOP...nelle regioni rosse, dove hanno il monopolio grazie agli accordi politici che impedisacono aperture concorrenti, praticano prezzi anche del 30% superiori rispetto alle zone "libere").

Il sistema si regge su più pilastri: monoproprietà, pianta organica, legame farmacista-farmacia.
Se ne salta uno cade il castello e si va alla situazione inglese: i grossisti possiedono tutte le farmacie e buona notte alla concorrenza! (e al servizio)
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skipper
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MessaggioOggetto: Re: futuro incerto?   Gio Apr 17, 2008 9:16 pm

In realtà il castello non regge più tanto bene. Non è proprio vero che un farmacista possa avere una sola farmacia.Col decreto bersani si può essere titolari di quattro farmacie o possedere quote di una società di farmacisti che siano proprietari di quattro farmacie purchè uno di questi sia il titolare. Tutte le farmacie devono essere ubicate nella stessa provincia.E comunque il problema è sorto da quando sono nate le società di gestione che si sono impadronite delle comunali e anche di alcune private. Tipo Gehe e alliance che hanno rilevato le comunali di milano e altre grandi città. A ferrara verranno rilevate dalla coop (pharmacoop). Sono tutte cose che ho letto su internet su siti di farmacisti titolari e non.
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marant
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MessaggioOggetto: Re: futuro incerto?   Gio Apr 17, 2008 10:08 pm

Nel mio post precedente ho appunto scritto di un principio (un farmacista-una farmacia) edulcorato dalla legge Bersani.
In realtà la legge Bersani (il decreto è stato convertito) parlava di società di farmacisti che possono possedere almax 4 farmacie ed il cui numero di soci non potesse essere inferiore a quello delle farmacie stesse.
In soldoni ogni farmacia avrebbe il proprio socio/direttore.
Ma il codice uscito pochi mesi fa ha permesso anche al singolo titolare di possedere 4 farmacie.
E' il segno inequivocabile della volontà del precedente governo di smantellare il sistema Farmaceutico italiano con l'accetta e non con una riforma ponderata.
(il numero di 4 è stato mutuato dalla legislazione tedesca...)
Anche la possibilità dei grossisti di medicinali di gestire le catene di farmacie è stata bocciata dalla corte costituzionale e reintrodotto dal governo Prodi.

Una vergogna....speriamo che l'attuale governo possa limitare i danni del precedente e dare una prospettiva di rinnovamento alla profession
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skipper
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MessaggioOggetto: Re: futuro incerto?   Dom Apr 20, 2008 1:33 pm

una curiosità: se foste voi il legislatore che legge fareste per la riforma del servizio farmaceutico?
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Darimar
Farmacista M.S.F.I.


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MessaggioOggetto: Re: futuro incerto?   Lun Apr 21, 2008 11:45 am

skipper ha scritto:
una curiosità: se foste voi il legislatore che legge fareste per la riforma del servizio farmaceutico?


Beh, io ammetto di non avere una conoscenza dell'intero settore tale da poter offrire ipotesi di soluzioni. Ho una mia personale visione delle cose nell'ambito del farmaco e di quel che gli ruota intorno ma premetto, e me ne rendo conto, che si tratta di idee assolutamente utopiche e molto difficilmente sfruttabili nella situazione attuale.

Ad esempio io sono per un prezzo al pubblico unico, fisso e nazionale per tutti i farmaci; sono contro il "self-service" degli OTC; sono per una riclassificazione complessiva di tutti i medicinali; sono per una procedura di registrazione che possa discriminare tutto quel che ha un'azione farmacologica da quel che, in effetti, non ce l'ha; sono per una rivisitazione del quorum non solo in rapporto al numero di farmacia per numero di abitanti ma anche ai vari contesti logistico-geografici; sono per un maggiore e più studiato numero di controlli nelle strutture sanitarie e verso gli operatori sanitari (con proporizionali sanzioni); eccetera.

Insomma io sono, anzitutto, per iniziative che tutelino la salute pubblica e i diritti costituzionali del cittadino, magari valorizzando la nostra figura professionale (che attualmente è "sprecata", in tutti i sensi). Di certo non sono per uno sviluppo economico basato sullo sfruttamento del mercato del farmaco, se non nella misura in cui è possibile intervenire abbattendo gli sprechi e ottimizzando le spese (sono le basi della Farmacoeconomica e mi piacerebbe che il legislatore ne sapesse un po' di più): trattare il farmaco come una qualsiasi altra merce di consumo a parer mio non deve esistere.
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skipper
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MessaggioOggetto: Re: futuro incerto?   Lun Apr 21, 2008 8:30 pm

io farei una legge x cancellare i canali alternativi alla farmacia ma non facendo rientrare gli otc.dividendo i farmaci a largo consumo da quelli più particolari.x esempio l'aspirina fuori farmacia anche senza farmacista.altri otc più importanti invece rientrano in farmacia. e poi abbassamento del quorum a 3000 e ripristino della monoproprietà
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Nexi
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MessaggioOggetto: Re: futuro incerto?   Lun Apr 28, 2008 8:09 pm

Cosa cambierà con silvio?



A questa domanda non saprebbe rispondere neanche il Silvio in questione.
Probabilmente saremo solo sfiorati dalle prossime liberalizzazioni, a meno che non riprendano con forza le spinte europee, e comunque dovremo sempre confrontarci con la realtà delle parafarmacie. Queste ormai esistono e sono andate in eredità al nuovo governo che non potrà assolutamente chiuderle o metterle in difficoltà, quindi dovrà fare sicuramente delle concessioni a nostro discapito e la più probabile sarà la fuoriuscita della classe C.
Il fatto è che loro combattono per la sopravvivenza e quindi sono motivati ed attivi, mentre da noi vige la solita apatia rinforzata dalla sicurezza dell'intoccabilità da parte della Destra.
Nei prossimi mesi si vedrà se saremo capaci di svegliarci e difenderci.
Giorgio Nenna
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C.Lazzeri
Farmacista M.S.F.I.


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MessaggioOggetto: Re: futuro incerto?   Lun Apr 28, 2008 11:50 pm

skipper ha scritto:
una curiosità: se foste voi il legislatore che legge fareste per la riforma del servizio farmaceutico?

-Istituzione nuove sedi dove realmente c'è bisogno o vi sono realtà anomale con 1 farmacia per 10000 ab., per esempio.
-Concorsi immediati per le farmacie vacanti e nuove sedi, riservati ai non titolari.
-Salvaguardia del quorum (da stabilire, ma non lontano dall'esistente) e della pianta organica, unico sistema in grado di garantire la sopravvivenza del servizio in zone commercialmente poco appetibili.
-Parafarmacie esistenti da non sanare con condoni vari, trasformandole in farmacie (e la pianta organica?) o cedendo loro la fascia C.
-Adeguamento dei prezzi al pubblico dei medicinali alla media europea, fissi e trasparenti, affinché tutti abbiano il diritto ad un'assistenza dello stesso livello ovunque abitino.
-Tagli alla sanità dove realmente vi sono sprechi immondi, vedi asl e loro impiegati (il consiglio dei 10 assenti fantozziano...)
-Ridurre la spesa farmaceutica indagando sulla strana "transumanza" delle prescrizioni dal generico alla specialità "quasi uguale", ma molto più costosa (gli esempi si sprecano).
-Stabilire il confezionamento adatto ai cicli di terapia e confezioni "di prova"
-Vietare in modo assoluto la pubblicità sui medicinali e lasciare il consiglio al farmacista.
-Permettere la preparazione galenica dei farmaci da banco e consentire il rimborso dei medesimi se trattasi di specialità con brevetto scaduto o farmaci o dosaggi orfani, con prezzo uguale o inferiore alle specialità o generici. Ciò permetterebbe di fare il nostro mestiere e d'imbrigliare chi ci sta distruggendo: i capitali esteri.
Sono le prime cose che mi sono venute in mente, sicuramente ve ne sono altre importanti, ma... Sleep
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