Forum di discussione del M.S.F.I.
IndiceIndice  FAQFAQ  RegistrareRegistrare  ConnessioneConnessione  
Inviare un nuovo argomento   Rispondere all’argomento
 l'europa e i farmacistiVedere l’argomento precedente Vedere l’argomento seguente Andare in basso 
AutoreMessaggio
skipper
Ospite




MessaggioOggetto: l'europa e i farmacisti   Mar Mag 13, 2008 7:34 pm

l'unione europea a quanto pare sta insistendo parecchio con tutti perchè la proprietà delle farmacie non sia più esclusiva dei farmacisti. forse verrà tolto anche l'obbligo del farmacista per gli otc e i sop. inoltre si vociferà (ma di questo chiedo conferme) che in canada sia stato realizzato un distributore automatico all'interno del quale si inserisce la ricetta ed esso consegna il farmaco sia di fascia A che di fascia C. Quale futuro per i professionisti della salute visto che ormai la loro presenza è di relativa importanza?
Tornare in alto Andare in basso
Darimar
Farmacista M.S.F.I.


Sesso:Maschile
Età : 32
Registrato il : 03/04/08
Messaggi : 20
Località : Pordenone

MessaggioOggetto: Re: l'europa e i farmacisti   Mar Mag 13, 2008 10:38 pm

Io credo che, quando si comincia a parlare di contesti che esulano dal panorama italiano (ma non di rado anche quando si parla del contesto italiano...), automaticamente entrino in gioco fraintendimenti, malintesi, voci di corridoio e anche bugie vere e proprie. Da un lato perchè quasi nessuno ha un'esperienza diretta e di "prima mano" di quello che succede o che è la realtà al di fuori dei notri confini; dall'altro perchè è facile dire "Nel Paese X succede/non succede così" senza che il lettore occasionale sia al corrente della realtà dei fatti.

Questa lunga premessa perchè, "in nome" del contesto europeo, ne ho davvero sentite/lette di cotte e di crude negli ultimi anni. Ora, io non ho la minima idea di quali smanettamenti stiano facendo a Bruxelles o di quali decisioni siano già state prese mesi/anni fa per poi ufficializzarle nell'autunno 2008.

Tuttavia, tanto per fare un paio di esempi, a me risulta che nella maggior parte degli stati europei non sia stata adottata la "liberalizzazione" dei farmaci da banco (qui intesi nella loro accezione più ampia di "farmaci di libera vendita": nella maggior parte dei Paesi europei non esiste una netta distinzione fra SOP e OTC) e mi risulta che la maggior parte dei stati europei adotti un qualche tipo di "pianta organica". Questo per evidenziare come tutti i discorsi del tipo "liberalizziamo perchè ormai siamo in Europa" siano, per adesso, solo c@zzate che lasciano il tempo che trovano. Vedremo in autunno.

Peraltro è solo la Commissione Europea, a quanto ho notato, a insistere sulla "mercantilizzazione" del settore sanitario laddove, invece, il Parlamento Europeo sembra più attento alla normativa che regola e istituisce la Comunità Europea (l'Art. 152 del trattato che istituisce la Comunità europea parla chiaro: l'azione comunitaria nel settore della sanità pubblica rispetta appieno le competenze degli Stati membri in materia di organizzazione e fornitura di servizi sanitari e assistenza medica).

Per quanto riguarda la situazione italiana in particolare, come al solito tutti si sentono in diritto/dovere di dire la propria e c'è effettivamente chi propone l'esclusione della mediazione obbligatoria del farmacista fra cittadino e farmaco (anche se le correnti sono molte e variegate: da chi parla di tutti i farmaci di libera vendita a chi parla di una selezione ristretta di rimedi estrapolata dall'attuale lista di SOP e OTC). Del Canada ammetto di non saper nulla, quindi attendo interventi da parte di chi è più informato.

Concludo rispondendo alla tua ultima domanda: l'importanza del professionista della salute è direttamente proporzionale all'importanza che si attribuisce alla salute stessa. Ora, siamo un Paese che nel 2006 vantava il 40% degli incidenti domestici causati da un impiego improprio di farmaci; siamo un Paese in cui, in un solo fine settimana a inizio 2007 sono state riportate 17 segnalazioni di sovradosaggio al solo paracetamolo, tutte in bambini di età inferiore ai 5 anni; siamo un Paese in cui 1.2 miliardi di "pillole" sono state gettate nell'immondizia del 2006, con una spesa pari a 700 milioni di Euro per lo Stato e 70 milioni di Euro per le famiglie (oltre il 56% di queste ultime inserisce i farmaci fra i normali rifiuti urbani); eccetera. Eppure, abbiamo scelto di "liberalizzare" il farmaco e di proseguire su questa linea piuttosto che prendere atto della situazione reale e di puntare su un'informazione trasparente e oggettiva rivolta al cittadino per migliorare anzitutto la sua percezione del "farmaco", educandolo a un acquisto, un impiego e uno smaltimento corretti, ottimizzando quindi il ricorso ai medicinali e risparmiando in sprechi e in ambiti iatrogeni.

Questo, a parer mio, la dice lunga sull'importanza che il valore della Salute ha rivestito in Italia rispetto all'importanza del mercato della Salute stessa (l'importanza relativa del professionista sanitario ne è una diretta conseguenza).
Tornare in alto Andare in basso
skipper
Ospite




MessaggioOggetto: Re: l'europa e i farmacisti   Sab Mag 17, 2008 10:57 am

Arriva il bancomat del farmaci

E' in tutto e per tutto simile a un bancomat. Unica differenza: invece del denaro, dispensa medicine. Il particolare distributore – che incorpora al proprio interno Rfid, un programma per l'analisi crittografica dei dati e una web cam – si chiama PharmaTrust, stato realizzato dalla canadese Pca Services ed è in grado di leggere le prescrizioni mediche e di dispensare fino a 150 diverse tipologie di farmaci di uso comune. Il primo test del macchinario è attualmente in corso presso il Sunnybrook Health Services Centre di Toronto.

Nelle intenzioni dell'azienda costruttrice questo apparecchio – pensato per essere installato negli ambulatori, negli ospedali e nelle farmacie - potrà aiutare il sistema sanitario a ridurre i frequenti errori oggi riscontrati nella prescrizione dei medicinali. “In maniera molto semplice e pratica la clientela può inserire la propria ricetta nella macchina e, dopo avere pagato in contanti o con la carta di credito, ritirare il prodotto”, afferma Don Waugh fondatore di Pca Services. “Per un'eventuale richiesta di informazioni, inoltre, l'utenza può connettersi mediante la web cam con un call center dove è sempre disponibile del personale medico in grado di fornire ogni genere di consulenza”.

Per utilizzare il dispenser è necessario disporre di una prescrizione elettronica rilasciata dal medico di base e contenente, oltre alla sua firma digitale, le informazioni relative all'identità del paziente e alla posologia del farmaco. La prescrizione - che può essere anche spedita manualmente dal farmacista – è contrassegnata da un apposito codice a barre e leggibile dalla macchina mediante un'antenna Rfid, a sua volta in grado di movimentare i farmaci “taggati” sulla base di specifici codici identificativi. Quando la medicina viene espulsa dall'apparecchio una cartella interna relativa al paziente viene aggiornata e, automaticamente, data comunicazione dell'avvenuto ritiro al medico di base. In caso di dubbi o incertezze, poi, il call center è sempre attivo.

“Il distributore contiene solo i farmaci comunemente prescritti e non sostanze a carattere stupefacente che potrebbero essere oggetto di interesse da parte di tossicodipendenti o criminali”, continua Waugh. “Lo scopo principale di PharmaTrust non è tanto quello di automatizzare la distribuzione dei medicinali, quanto migliorare il rapporto tra paziente e farmacista e di evitare la somministrazione di medicine sbagliate”.
Tornare in alto Andare in basso
Annalisa
Ospite




MessaggioOggetto: distributore automatico   Lun Mag 19, 2008 7:16 pm

Caro skipper,

se vuoi divertirti, per modo di dire, leggendo le mie premonizioni
sull'argomento, vai sul forum di puntoeffe , nel topic " Delibera asl.... "
leggi il post che ho scritto il 24 settembre 2007, intitolato " Possibili
scenari futuri. Parte prima. " affraid

Ciao

Annalisa
Tornare in alto Andare in basso
skipper
Ospite




MessaggioOggetto: indipendence day   Mar Mag 20, 2008 12:18 pm

cavolo tu si che sei pessimista.anzi in questo caso più catastrofica che altro. secondo me è uno scenario irrealizzabile per il semplice fatto che il negozio in sè non morirà mai.Quel che intendo è che anche automatizzando le prescrizioni rimarrebberò sempre i negozi di cosmetica ed erboristerie che dotate di distributori o magari di farmacisti in carne e ossa potrebbero chiamarsi ancora farmacie.anche perchè sarei curioso di vedere un ultra ottantenne imprecare contro la macchina perchè non riesce a farla funzionare.o durante un blackout critico, lasciare senza farmaci città intere.e poi anche se fosse realizzabile uno scenario simile non credo che vivrei tanto per riuscire a vederlo e considera che ho 20 anni.ancora neanche internet è riuscita a sotituire il negozio.di nessun genere. eppure è molto più comodo del distributore.forse è questione di mentalità.....
Tornare in alto Andare in basso
ettore
M.S.F.I.


Sesso:Maschile
Età : 49
Registrato il : 06/04/08
Messaggi : 20
Località : roma

MessaggioOggetto: Re: l'europa e i farmacisti   Dom Mag 25, 2008 11:10 am

L'europa, o meglio il capitale mondiale spinge verso la direzione che ha indicato la Dottoressa Annalisa, e questo è un dato di fatto.
Il fatto che il " negozio" difficilmente sparirà, è la nostra unica speranza, ma per far ciò bisogna lottare con forza.
Quello che tu dici , caro Skipper,è corretto, ma non uscirà mai fuori, a meno chè Noi non ci impegnamo con ogni mezzo a sviscerare quei problemi che tu ben evidenzi.
Anche per questo motivo è nato questo Movimento.
Ti faccio degli esempi, la continua e reiterata banalizzazione del farmaco, serve da un lato ad aumentare i consumi, dall'altro a rendere insignificante la professione del farmacista, che è un forte vincolo data la sua natura di controllore che inevitabilmente frenerebbe quel processo.
Ovvio che aumentare i consumi significa per le Aziende, che sono fatte di capitali, ad aumentare i capitali, anche a totale scapito della salute e del cittadino.
Sono convinto che in poche battute non è facile spiegare tante cose, ma ti invito a seguirci poichè tra qualche settimana pubblicheremo una mia relazione sulla questione della globalizzazione e delle liberalizzazioni per il settore ffarmaceutico.
Ti dico subito che dovrai attendere fino al 6 giugno, poichè in quel giorno presenterò questa relazione in un congresso su questi temi che si terrà a Civitanova Marche.
Grazie per i vostri interventi interessanti,
Aiutateci a crescere, nell'interesse di tutti
Ettore
Tornare in alto Andare in basso
skipper
Ospite




MessaggioOggetto: OTC e SOP liberi   Dom Giu 08, 2008 12:21 pm

qulcuno dirà finalmente; altri diranno che purtroppo è arrivata l'ora. fatto sta che stando alle dichiarazioni del ministro a breve otc e sop saranno vendibili senza farmacista o almeno tutta la situazione lo lascia presumere. le coop esultano, federfarma tace ma non sembra certo essere affranta, i liberi farmacisti gridano allo scandalo, dall'ordine tutto tace a riguardo o almeno così sembra. caro dott. Lembo, dopo aver letto la Sua relazione del convegno svoltosi il 6 giugno non sono riuscito a farmi un'idea di come si ponga il movimento di fronte a questa notizia.
Tornare in alto Andare in basso
ettore
M.S.F.I.


Sesso:Maschile
Età : 49
Registrato il : 06/04/08
Messaggi : 20
Località : roma

MessaggioOggetto: Re: l'europa e i farmacisti   Dom Giu 08, 2008 12:58 pm

Caro lettore,
il documento relativo al congresso non poteva tenere in considerazione l'ultima dichiarazione del Ministro Sacconi, che ovviamente necessita di una riflessione accurata, ma teneva in considerazione tutte quelle " presunte" liberalizzazioni" volute dall' allora Ministro Bersani, che di liberalizzazioni non hanno nulla se non quello di creare confusione ed un forte monopolio olidarchico.
Per quanto riguarda la dichiarazione del Ministro Sacconi, bisogna guardare tutto il contesto e tutto ciò che ha espresso in tema di farmacia, senza lasciare spazio a slogan giornalistici, che con un sapiente taglio di battute, riportano ciò che fà loro più comodo e notizia.
Non a caso molti quotidiani venerdì hanno riportato la notizia, attribuendola al Ministro Lunetto, circa la liberalizzazione della pianta organica.
Da Nostre informazioni molto serie, risultata non attendibile.
In ogni caso, l'abolizione del farmacista dai "corner" della GDO, può rivelarsi utile, purchè si osservino dei parametri ben precisi.
La invito ad attendere il documento che andremo a proporre in questo ambito, e che stiamo preparando, nel rispetto della salute.
Nel ringraziarla per la attenzione che presta al Nostro Movimento,
Le porgo i miei piu Cordiali Saluti
Ettore Lembo
Tornare in alto Andare in basso
Darimar
Farmacista M.S.F.I.


Sesso:Maschile
Età : 32
Registrato il : 03/04/08
Messaggi : 20
Località : Pordenone

MessaggioOggetto: Re: l'europa e i farmacisti   Mar Giu 10, 2008 7:46 am

skipper ha scritto:
qulcuno dirà finalmente; altri diranno che purtroppo è arrivata l'ora. fatto sta che stando alle dichiarazioni del ministro a breve otc e sop saranno vendibili senza farmacista o almeno tutta la situazione lo lascia presumere. le coop esultano, federfarma tace ma non sembra certo essere affranta, i liberi farmacisti gridano allo scandalo, dall'ordine tutto tace a riguardo o almeno così sembra. caro dott. Lembo, dopo aver letto la Sua relazione del convegno svoltosi il 6 giugno non sono riuscito a farmi un'idea di come si ponga il movimento di fronte a questa notizia.


Tieni conto che Sacconi ha parlato solo di "farmaci di automedicazione", quindi (sperando che sappia quel che dice) solo di OTC.
Premesso questo, e senza nulla togliere alla "gravità" della cosa, vorrei sottolineare, anche qui, come già adesso l'OTC sia vendibile senza che il farmacista sia direttamente coinvolto (fermo restando quanto sancito dalla "Legge Bersani").

E' notizia di oggi che, a breve, anche in Francia dovrebbe divenire legge il "self-service" sui farmaci di automedicazione (cfr. Farmacista33 del 10 giugno 2008).

Guardando al resto dell'Europa mi risulta che non esista una differenziazione così netta come in Italia fra OTC e SOP; anzi, per dirla tutta è solo in Italia che l'intero comparto dei farmaci di libera vendita è reperibile al di fuori delle farmacie MA con l'obbligo della presenza fisica del farmacista nel punto vendita.

E' quindi a parer mio abbastanza "normale" (il che non significa necessariamente che sia "giusto") che la situazione tenda a essere progressivamente ridimensionata. Il punto fondamentale, a mio avviso, è: nell'interesse di chi?

Se vogliamo "eliminare" il farmacista per sgravare la GdO dallo stipendio del professionista, allora non ci siamo; se vogliamo ignorare i rischi tossicologici e iatrogeni legati all'assunzione impropria di farmaci (seppure classificati come OTC) per renderne più "libero" il mercato, allora non ci siamo; se vogliamo "parlare bene" (i farmaci hanno sempre un loro potenziale intrinseco di rischio e il consiglio del farmacista è essenziale al fine di una corretta automedicazione) per poi "razzolare male" (il cittadino ha libero e diretto accesso al farmaco di automedicazione e non è necessaria l'intermediazione del farmacista), allora non ci siamo; se vogliamo rendere disponibile l'OTC (magari ridimensionando opportunamente la proposta di Sacconi) in zone incompatibili col raggiungimento della farmacia più vicina o in ambiti in cui alcuni farmaci rappresentano in qualche modo un'urgenza e una necessità effettiva, allora il discorso è già più ragionevole.
Tornare in alto Andare in basso
skipper
Ospite




MessaggioOggetto: Re: l'europa e i farmacisti   Gio Giu 12, 2008 5:04 pm

secondo me ci sono 2 punti di vista da cui vedere la cosa.Il primo è quello più cinico, ovvero il ragionamento fatto con il portafoglio. Siccome avete (consumatori, associazioni varie ed eventuali) voluto il farmaco fuori dalla farmacia solo per far valere le vostre idee comuniste di vendetta verso il titolare monopolista e milionario(magari....), allora adesso è giusto che il farmaco di libera vendita possa anche essere venduto senza farmacista. glielo spiegate voi poi a chi si presentano gli effetti collaterali, perchè è successo tutto ciò, chi ha destabilizzato il sistema. Il secondo punto di vista è quello di mettere da parte le ripicche e capire che lasciare il farmaco senza farmacista è pericoloso e cercare di trovare una soluzione che accontenti tutti senza però creare grossi rischi. almeno non estremi. io pensavo che sarebbe più giusto far rientrare in farmacia i SOP e lasciare fuori qualche OTC senza farmacista.oppure lasciare tutti i farmaci da banco senza farmacista ma con confezioni o blister ridotti. O con dosaggi ridotti anche se poi la gente si lamenterebbe dell'effetto troppo blando...
Tornare in alto Andare in basso
ettore
M.S.F.I.


Sesso:Maschile
Età : 49
Registrato il : 06/04/08
Messaggi : 20
Località : roma

MessaggioOggetto: Re: l'europa e i farmacisti   Ven Giu 13, 2008 9:55 am

Siamo concordi con quello che scrivi, caro Skipper, e stiamo lavorando ad un progetto in tal senso da presentare al Governo.
Alcuni farmaci OTC, di pronto intervento ma che non provochino effetti collaterali che possono mettere in pericolo la propria ed altrui salute, e che non abbiano effetto dophing.
Rigidamente in monodose.
Per Noi del movimento il farmaco è sempre un farmaco, anche se OTC.
Tornare in alto Andare in basso
l'europa e i farmacistiVedere l’argomento precedente Vedere l’argomento seguente Tornare in alto 
Pagina 1 su1

Permesso del forum:Puoi rispondere agli argomenti in questo forum
Movimento Spontaneo Farmacisti Italiani - Forum :: Sezione pubblica :: Area servizi informativi-
Inviare un nuovo argomento   Rispondere all’argomento