Sembra sia stato fatto un accordo commerciale tra Teva e Federfarmaco che penalizza e strozza le farmacie socie di cooperative, obbligandole anche a propria insaputa ad acquistare i farmaci "generici Teva" solo attraverso Federfarmaco, vanificando di fatto la possibilità di avere quello sconto, 41,35 che solo un acquisto diretto in azienda può essere concesso infarmacia.
Ricordo che a seguito il Decreto " Abruzzo" trasformato successivamente in legge, solo l'azienda, in questo caso la TEVA può effettuare lo sconto del 41,35 alla farmacia, mentre grossista e cooperativa possono arrivare ad un massimo del 34,70.
E' tassativamente proibito superare queste percentuali di sconto e le penali non sono certo una passeggiata se si considera che si arriva anche alla chiusura temporanea della farmacia ed ad una fortissimaammenda per l'Azienda che supera tali sconti.
Al fine di trarne Voi le dovute conclusioni, vi espongo i fatti, tutti documentabili attraverso Copia Commissioni, Documenti di trasporto, Fatture e lettere inviate con R.R. di cui ad oggi non è stato dato riscontro, e che sono adisposizione delle Autorità competenti che volessero indagare se dovessero individuare eventuali illeciti.
Qualche mese fà, dopo l'emanazione del D.L. " Abruzzo" che ha inserito all'interno precisi riferimenti sui farmaci generici, annullavo un ordine al collaboratore di Federfarmaco poichè lo sconto che mi effettuava, del 34,70 come previsto dalla normativa, non poteva certo essere appetibile, lo fanno tutti i grossisti e senza dover caricare le scorte di magazzino.
Ero invece interessato al 41,35 facendo l'ordine direttamente in Azienda, poichè la differenza del 6,65 è notevole
Alcuni giorni dopo, contattato da un collaboratore di Teva, provvedevo ad effettuare un ordine DIRETTO con lo sconto del 41,35, nel pieno rispetto della normativa.
Trascorsi i tempi tecnici per processare l'ordine ed inviare la merce, la farmacia riceveva i farmaci pattuiti con regolare D.d.T.
Il mazziniere, pur avendo notato che il D.d.T. proveniva dalla Cooperativa, trovando corrispondenza tra le quantità in ordine e i farmaci ricevuti,provvedea a caricarli ed immetterli nel circuito per la dispensazione.
Solo successivamente, al carico delle fattura, il Titolare della farmacia si accorgeva che lo sconto non era del 41,35 come concordato, ma del 34,70 e che l'ordine era stato inltrato da FEDERFARMACO.
Ci si è subito attivati per chiedere spiegazioni telefoniche convinti di un disguido ma: la cooperativa rispondeva che Lei aveva ricevuto l'ordine da Federfarmaco e la collaboratrice di Teva rispondeva che aveva inoltrato l'ordine direttamente a Teva e non in Federfarmaco.
A questo punto, concordi con il Titolare della farmacia, si provvedeva ad inviare una Raccomandata con R.R. a TEVA per richiesta di chiarimenti ed adeguamento dello sconto pattuito, a cui ad oggi la farmacia non ha avuto riscontro, ed una raccomandata R.R. alla Cooperativa per bloccare il pagamento di un ordine mai effettuato.
L'unica risposta avuta èstata telefonica da parte di un " Dirigente" della Cooperativa è stata: esiste un accordo tra Federfarmaco e Teva per cui tutte le farmacie SOCIE DELLE COOPERATIVE che fanno parte di FEDERFARMACO in Italia non possono fare ordini diretti ma solo attraverso FEDERFARMACO ed allo sconto del 34,70, perdendo il 6,65 che ovviamente và a favore di Federfarmaco.
La soluzione proposta dalla cooperativa è stata di far rientrare i farmaci e chiudere la partita, cosa impossibile perchè nel frattempo i farmaci sono stati tutti esitati.
Questi sono i fatti, adesso le considerazioni.
Con quale diritto Federafarmaco e cooperative hanno hanno stipulato un acccordo con TEVA, PENALIZZANTE per i Titolari di farmacie socie senza il relativo consenso?
Quali e quante sono le Cooperative che hanno aderito a questa operazione?
Sono stati informati tutti i Soci?
Sono stati informati che avrebbero perduto il 6,65%
Perchè le Cooperative e FEDERFARMACO che avrebbero la funzione di aggregare e tutelare i margini delle farmacie loro associate, ultimamente ridotti ad i minimi termini, hanno deciso di incamerarsi ben un 6,65% sul fatturato generici TEVA fascia A?
Cosa e chi devono pagare con questi sodi sottratti ad i farmacisti soci?
Federfarma è a conoscenza di queste cose? e se si, quale è la sua posizione e che genere di interventi intende adottare?
Attenzione signori farmacisti, non lasciatevi abbindolare dalle proposte che vi fanno per ottenere certi sconti anche attraverso una testata giornalistica di categoria, non posso documentarle con prove certe perchè dovrei fare in modo che una farmacia aderisse, mettendola a rischio delle forti sanzioni previste dalla normativa, ma il meccanismo lo conoscete in quasi tutta l'Italia.
Ricordatevi che mediaticamente siete stati ingiustamente accusati di TRUFFA e di essere TRUFFATORI, state per pagare una penale SALATISSIMA, 1,4% del Vostro fatturato SSN e Federfarma non si è preoccupata di difendervi denunciando il denigratore.
Oggi se aderite a certe proposte, pensando di essere furbi e più bravi, la stessa persona avrà tutto il diritto di denunciarvi senza preoccuparsi di ricevere una querela, cosa allora doverosa per tutelare l'immagine della farmacia, e per di più rischiate la chiusura della farmacia.
Ettore Lembo