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 Tomassini: liberalizzare senza favoritismi

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MessaggioTitolo: Tomassini: liberalizzare senza favoritismi   Gio Giu 04, 2009 11:06 pm

Il Senatore, dopo un riccendersi delle polemiche, torna a spiegare le finalità del DDL che porta il suo nome

Antonio Tomassini, presidente della Commissione Sanità del Senato, in un'intervista sul sito www.pdlsenato.it è intervenuto a difesa del disegno di legge di riforma del servizio farmaceutico di cui è firmatario, attualmente in discussione in Commissione. "Il progetto di liberalizzazione di Bersani - afferma Tomassini - era evidentemente viziato dal desiderio di favorire, unilateralmente, un certo tipo di distribuzione (le Coop) che, senza nasconderlo, aveva già promosso una raccolta di firme e una serie di iniziative tendenti a portare nei propri supermercati anche i farmaci. La proposta Gasparri-Tomassini prevede invece, e questa è una grandissima liberalizzazione in linea con tutta l'Europa più evoluta, che alcuni farmaci possano essere reperiti ovunque a costi contenuti, vista la non più necessaria presenza del farmacista". "Sempre, continuiamo a sottolinearlo - prosegue Tomassini - per quei prodotti che non prevedono obbligo di prescrizione, e purché nelle dosi minime previste. Le finalità più significative - spiega - sono quelle di migliorare la distribuzione delle farmacie sul territorio e l'apertura di circa 1.500/2.000 nuovi esercizi, consentendo, in deroga, l'apertura di alcune centinaia di farmacie in situazioni particolari. Inoltre, prevediamo che tutti i medicinali, i presidi farmaceutici e sanitari, i prodotti dietetici destinati ad alimentazioni particolari, attualmente erogati dal Ssn o dai servizi sanitari regionali nelle forme più disparate, vengano distribuiti attraverso le farmacie, a costi definiti, per favorire al massimo l'accesso di tutti i cittadini ai prodotti necessari per le proprie cure", conclude.

Fonte: Farmacista33, 4 giugno 2009
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MessaggioTitolo: Re: Tomassini: liberalizzare senza favoritismi   Gio Giu 04, 2009 11:08 pm

DDL FARMACIE. TOMASSINI: FARMACI CON PRESCRIZIONE SOLO IN FARMACIA. NESSUN RITORNO AL PASSATO MA NUMEROSE INNOVAZIONI 04/06/2009
In Commissione Sanità è in discussione il Ddl Gasparri-Tomassini sul riordino del settore farmaceutico. Ne parliamo con Antonio Tomassini, Presidente della XII Commissione e cofirmatario del Disegno di Legge.

Qual è l'obiettivo della vostra proposta?
"Il Disegno di legge si propone di riformare il sistema farmaceutico, mantenendone gli aspetti di efficienza e di grande qualità che sono riconosciuti universalmente al sistema "farmacia" italiano. Le finalità più significative sono quelle di migliorare la distribuzione delle farmacie sul territorio e l'apertura di circa 1500/2000 nuovi esercizi. Si modificherebbe così il rapporto abitanti/farmacia consentendo, in deroga, l'apertura di alcune centinaia di farmacie in situazioni particolari. Inoltre, prevediamo che tutti i medicinali, i presidi farmaceutici e sanitari, i prodotti dietetici destinati ad alimentazioni particolari, attualmente erogati dal SSN o dai servizi sanitari regionali nelle forme più disparate, vengano distribuiti attraverso le farmacie, a costi definiti, per favorire al massimo l'accesso di tutti i cittadini ai prodotti necessari per le proprie cure."


Cosa accade, invece per i farmaci senza ricetta?

"Nel nostro ddl, e su questo non transigiamo, vige il principio basilare che il farmaco con prescrizione deve rimanere nelle farmacie, con la garanzia della presenza del farmacista. Vogliamo, invece, consentire la distribuzione di farmaci, vendibili senza ricetta medica, oggi classificati come "da banco", anche in esercizi diversi dalle farmacie, senza obbligo di presenza del farmacista, purchè in confezioni e con principi attivi di assoluta sicurezza secondo indicazioni fornite dalla AIFA, dalla Conferenza dei Presidi delle Facoltà di Farmacia e dalla Commissione per la Farmacopea Ufficiale."
Molti hanno dimostrato la loro contrarietà a questa proposta ma una sentenza della Corte Europea vi ha dato ragione
"E' vero, siamo molto soddisfatti del pronunciamento della Corte di Lussemburgo, ma per noi non è stata una sorpresa. L'ennesima dimostrazione che il DDL è perfettamente in linea con lo sviluppo europeo e, ad esempio, con la normativa tedesca, cioè: la titolarita' e l'esercizio di una farmacia devono essere riservati ai soli farmacisti. La sentenza testualmente recita: "A giustificare questa regola e': <>


Ma il ddl si propone anche altre novità....
"Certamente. Ci prefiggiamo di promuovere in tempi rapidi un concorso straordinario che consenta di aprire tutte le farmacie, già previste nelle piante organiche e non ancora attivate, e le farmacie di nuova istituzione in base al DDL 863. In questo modo si favorirebbe con punteggi adeguati l'accesso alla titolarità di quei farmacisti che hanno aperto le parafarmacie senza essere né parenti né affini di titolari di farmacia, né legati a grandi gruppi organizzati per l'apertura di parafarmacie. La nostra proposta si propone, infine, di rivedere i meccanismi di distribuzione dei medicinali innovativi per evitare che, con la distribuzione diretta da parte delle ASL, si creino continui disagi per i cittadini, nessun risparmio effettivo per il SSN e la completa indisponibilità dei dati di spesa che, al contrario di quello che avviene per la spesa farmaceutica erogata dalle farmacie, non è mai resa pubblica in modo trasparente e completo.

Parliamo delle parafarmacie, cosa sono e quale è la loro situazione attuale?
Con il termine parafarmacia si intende un punto vendita simile alla farmacia che può dispensare farmaci senza l'obbligo di presentare la ricetta medica e farmaci da banco detti integratori alimentari, prodotti erboristici ovvero fitofarmaci erbe sfuse, prodotti cosmetici, articoli sanitari, alimentazione, prodotti per l'infanzia e per l'igiene.
Oggi, la situazione delle parafarmacie (quelle vere) è di circa 2300 esercizi, dei quali non più di mille non riconducibili ad una delle situazioni sopra citate con un numero di addetti (farmacisti) non superiore alle 1000 unità. Esistono poi alcune centinaia di corner nella grande distribuzione con alcune centinaia di addetti, prevalentemente farmacisti, la maggior parte dei quali sono posseduti o da società di distribuzione di farmaci o da società di capitale che intendono mettere i propri interessi anche all'interno del sistema farmacie

Presidente, l'opposizione e alcune associazioni di consumatori vi accusano con questo DDL di voler restaurare l'assetto precedente alle cosiddette lenzuolate varate nel 2006 da Bersani....
"Non c'e' affatto un ritorno al passato, ma, come dimostrato, numerose innovazioni e nemmeno una opposizione ad una distribuzione di supporto nel corner o nelle parafarmacie. Per mesi hanno definito il nostro DDL come illiberale e corporativo, nonché contrario alla normativa europea, poi la Corte di Giustizia ci ha dato ragione. Ora, non contenti del pronunciamento da Lussemburgo, si cerca di affermare che sia il DDL Tomassini-Gasparri, invece che il DL Bersani, il protagonista di una liberalizzazione anarchica del settore. Bisogna, invece, dire chiaramente che il progetto di liberalizzazione di Bersani era evidentemente viziato dal desiderio di favorire, unilateralmente, un certo tipo di distribuzione (COOP) che, senza nasconderlo, aveva già promosso una raccolta di firme ed una serie di iniziative tendenti a portare nei propri supermercati anche i farmaci.
La proposta Gasparri-Tomassini prevede invece, e questa è una grandissima liberalizzazione in linea con tutta l'Europa più evoluta, che alcuni farmaci possano essere reperiti ovunque a costi contenuti, vista la non più necessaria presenza del farmacista. Sempre, continuiamo a sottolinearlo, per quei prodotti che non prevedono obbligo di prescrizione, e purché nelle dosi minime previste."

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