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 I farmaci, la liberalizzazione e i prezzi aumentati dell'8,7%

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MessaggioTitolo: I farmaci, la liberalizzazione e i prezzi aumentati dell'8,7%   Gio Set 10, 2009 9:36 am

Fonte: Corriere della Sera, 8 settembre 2009.
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MessaggioTitolo: Re: I farmaci, la liberalizzazione e i prezzi aumentati dell'8,7%   Gio Set 10, 2009 9:47 am

Sui prezzi vigila il Garante

Una nota del Ministero dello Sviluppo Economico precisa, in merito alle notizie circolate sulla stampa riguardo agli aumenti dei prezzi dei farmaci in seguito alle liberalizzazioni, che il Garante per la sorveglianza dei prezzi, Roberto Sambuco, "non ha mai spento i riflettori sulle dinamiche dei prezzi dei farmaci

Il Garante su indicazione del ministro Claudio Scajola, "ha già richiesto alla Guardia di Finanza di effettuare ulteriori indagini, anche attraverso puntuali e capillari controlli sul territorio, monitorando così la trasparenza dei comportamenti degli operatori di settore". Il Garante già in passato era intervenuto sul tema della trasparenza dei prezzi dei farmaci, favorendo la sottoscrizione di un Protocollo d'intesa fra i rappresentanti delle categorie della distribuzione (farmacie private e pubbliche, parafarmacie, GDO), associazioni dei consumatori e istituzioni, volto ad assicurare che presso ogni punto vendita fosse chiaramente esposto un cartello con i prezzi praticati per i 20 prodotti maggiormente commercializzati. Sambuco ha reso noto che riconvocherà a breve il tavolo di lavoro che aveva condotto alla predisposizione del Protocollo di intesa al fine di valutare lo stato di attuazione dell'iniziativa e portare avanti il progetto.

Fonte: Farmacista33, 9 settembre 2009
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MessaggioTitolo: Re: I farmaci, la liberalizzazione e i prezzi aumentati dell'8,7%   Gio Set 10, 2009 9:56 am

Farmaci da banco: l'andamento dei prezzi si muove nella logica della liberalizzazione

"L'indagine di 'Altroconsumo', pubblicata da 'Il Corriere della sera', dimostra dove volevano arrivare le tanto sbandierate liberalizzazioni della legge Bersani.
"Che uno stesso farmaco senza obbligo di ricetta sia venduto a un prezzo diverso nei diversi punti vendita non mi meraviglia affatto" osserva il presidente di Federfarma Annarosa Racca commentando i risultati dell'indagine in cui Altroconsumo confronta i prezzi di vendita di farmaci acquistati in diverse farmacie, parafarmacie e ipermercati. "E' anche ovvio che i prezzi siano diversi in quanto dipendono dalle regole del mercato che sono variabili".
Dall'indagine emerge anche che le farmacie non sono piu' care delle parafarmacie o degli ipermercati. Gli ipermercati riescono a essere molto competitivi ma solo su pochi farmaci griffati e pubblicizzati - osserva ancora l'indagine - mentre le farmacie hanno disponibilità di un numero molto piu' elevato di farmaci e sono in grado di offrire anche l'alternativa del farmaco generico a prezzi piu' convenienti.
"Il dato che emerge chiaro - sottolinea Racca - però è quello dell'aumento generale dei prezzi dopo anni di prezzo bloccato. Tale tendenza è però inferiore nelle farmacie che negli altri canali. Il sistema delle farmacie resta la migliore sentinella per il controllo dei costi e per la tutela della salute".

Fonte: Federfarma, 8 settembre 2009
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MessaggioTitolo: Re: I farmaci, la liberalizzazione e i prezzi aumentati dell'8,7%   Gio Set 10, 2009 9:56 am

Prezzi degli OTC: un altro confronto ineguale

L'ultima indagine condotta da Altroconsumo segnala una limitata convenienza della grande distribuzione, ma continua a non considerare le differenti condizioni in cui operano le farmacie e gli esercizi di vicinato rispetto agli ipermercati. A cominciare dal più favorevole regime fiscale accordato alle cooperative

L'indagine di Altroconsumo, ripresa dal Corriere della sera, sui prezzi dei farmaci da banco praticati da farmacie, esercizi di vicinato e grande distribuzione offre l'occasione per puntualizzare alcuni aspetti che si ripresentano in tutti i confronti di questo genere che sono stati condotti nei tre anni di liberalizzazione del settore. Puntualizzazioni che il presidente della Federazione, Andrea Mandelli, ha messo per iscritto in una lettera al Corriere, ampiamente citata in un articolo comparso ieri sul quotidiano. In primo luogo, l'indagine rileva che in media i corner degli ipermercati consentono un risparmio del 17% rispetto alle farmacie e del 13% rispetto agli esercizi di vicinato: "E' un risultato lontano dalle aspettative suscitate dalla Legge Bersani" dice Mandelli. Inoltre, l'indagine fa presente che tra una farmacia e l'altra, e tra un corner e l'altro, possono esserci differenze notevoli (fino al 59% per le farmacie e fino al 27% per i corner). "Quindi si può concludere che praticare sconti, anche forti, non è prerogativa della sola grande distribuzione". Ma non è l'unico rilievo importante: l'indagine, infatti, è stata condotta considerando 68 farmaci OTC (i più venduti), "ma è evidente che un punto vendita che possa concentrare gli acquisti su una gamma così ridotta di prodotti, come avviene nella grande distribuzione, può ottenere condizioni più favorevoli dal produttore e ha, comunque, una spesa di gestione del magazzino contenuta, situazione ben diversa da quella di una farmacia, che normalmente dispone di centinaia di farmaci differenti" ricorda Mandelli. "Quanto agli aumenti registrati dall'indagine rispetto alle edizioni precedenti, non si può trascurare che il prezzo dei farmaci da automedicazione è stato bloccato - per legge - per anni, ed era prevedibile un rimbalzo: anche questo è un effetto delle liberalizzazioni, anche questo è il mercato". C'è poi una circostanza importante che spesso nemmeno viene citata: per i farmaci di questa categoria non esiste più l'indicazione di un prezzo di vendita al pubblico, ma solo il prezzo di cessione da parte dell'azienda. Il farmacista, dunque - fa notare il presidente della Federazione - si è trovato di fronte a un compito nuovo e lontano dalla sua cultura: determinare il prezzo di vendita del farmaco. Come ben dovrebbe sapere chi si occupa di mercato, non è una cosa semplice e c'è stato un inevitabile rodaggio per impadronirsi del meccanismo. Andrea Mandelli sottolinea inoltre una circostanza spesso taciuta in queste analisi di mercato: "Le cooperative che operano nella grande distribuzione hanno un regime fiscale ben più favorevole di quello applicato alle farmacie e ai colleghi degli esercizi di vicinato e questo, inevitabilmente, si riflette su quanto alla fine paga il cittadino". Non è una questione di poco conto, se la stessa Commissaria europea alla concorrenza, Neelie Kroes, ha avviato nel giugno 2008 un'indagine per valutare se gli sgravi fiscali riconosciuti alle cooperative presenti nella grande distribuzione siano compatibili con il principio di concorrenza, visto che queste cooperative operano esattamente come normali società a scopo di lucro. "Sono ormai anni che si denunciano le più diverse turbative del mercato, vere o presunte" conclude Mandelli "ma di questo aspetto non si è mai parlato, neppure nelle peraltro accurate segnalazioni che l'Autorità garante della concorrenza italiana ha dedicato al settore del farmaco. Non ci sembra molto equo che si trovino a competere sullo stesso terreno, quello dello sconto, grandi società fiscalmente favorite e i singoli farmacisti delle farmacie e degli esercizi di vicinato. La libera concorrenza nella distribuzione del farmaco deve considerare anche questo aspetto".

Fonte: Farmacista33, 10 settembre 2009
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MessaggioTitolo: Re: I farmaci, la liberalizzazione e i prezzi aumentati dell'8,7%   Ven Set 18, 2009 12:03 pm

PREZZI DEI FARMACI SENZA RICETTA: IL PROBLEMA E’ L’INFORMAZIONE

L’indagine relativa ai prezzi dei medicinali senza ricetta nei diversi canali, condotta da Altroconsumo e ampiamente ripresa dal Corriere della Sera dell’8 settembre, ha dato lo spunto per formulare alcune osservazioni.
Uno degli elementi che emerge in modo evidente dall’indagine è la grande variabilità dei prezzi che si registra soprattutto nelle farmacie più che negli altri canali; variabilità che, tra farmacia e farmacia, arriva fino al 60%.
Tali differenze dimostrano in modo evidente che le farmacie si sono perfettamente adeguate al nuovo contesto competitivo e determinano autonomamente, e ciascuna per conto proprio, i prezzi dei singoli medicinali senza ricetta: la concorrenza tra farmacie è una realtà e, per questo aspetto, la legge ha prodotto esattamente gli effetti attesi dalla legge.
Questo primo dato significativo ha una spiegazione ben precisa: ciascuna farmacia stabilisce il prezzo di vendita al pubblico dei farmaci senza ricetta, tenendo conto innanzitutto delle condizioni di acquisto del singolo prodotto; condizioni che sono legate alle quantità acquistate, al fornitore di volta in volta utilizzato (che può essere un grossista o direttamente l’azienda produttrice), alle modalità e ai tempi di pagamento (in contanti o dilazionati), all’eventuale acquisto in occasione di promozioni da parte delle aziende o dei grossisti (ad esempio, su prodotti legati alla stagionalità, come sciroppi per la tosse, antifebbrili, ecc.). Le condizioni di acquisto, peraltro, possono variare nel tempo: lo stesso prodotto nella stessa farmacia può, ad esempio, cambiare prezzo a fronte di variazioni nelle condizioni di acquisto ottenute.
È l’effetto delle leggi del mercato che hanno sostituito le regole in vigore precedentemente.
Il secondo elemento di interesse dell’indagine è costituito dai vantaggi che caratterizzano le farmacie rispetto alla Grande Distribuzione Organizzata e alle parafarmacie, soggetti che, in alcuni casi, possono anche praticare prezzi più convenienti, ma su una gamma molto limitata di medicinali “griffati”. In farmacia, invece, è disponibile un assortimento estremamente ampio di farmaci, tra i quali vi sono anche molti generici, con prezzi più bassi rispetto ai medicinali di marca equivalenti, anche se questi sono in promozione.
Se un problema c’è, è quello dell’informazione, perché proprio il gran numero di confezioni presenti sul mercato e disponibili in farmacia rende estremamente difficile informare in modo agevole i cittadini sui prezzi praticati su ciascun prodotto. La stessa iniziativa “Prezzi trasparenti”, promossa dal Garante dei prezzi e alla quale Federfarma ha aderito con convinzione, non può garantire un’informazione esaustiva su tutti i prezzi praticati e sulle variazioni che via via si registrano.
Infine sarebbe utile una riflessione di tutti gli operatori coinvolti: per i cittadini è fuorviante continuare a parlare di sconti percentuali sui prezzi dei medicinali senza ricetta, posto che ogni operatore pratica il prezzo che ritiene giusto in quel momento. Il cittadino, come per altri beni “deregolamentati”, deve abituarsi a confrontare tra loro i prezzi reali praticati nei diversi esercizi, senza farsi suggestionare da uno sconto che non ha alcun parametro di riferimento. Non solo, ma come giustamente affermato da Altroconsumo, deve abituarsi a chiedere il prodotto più conveniente, indipendentemente dal fatto che si tratti di un farmaco di marca o di un generico. Su questo tema bisognerebbe insistere nelle campagne di comunicazione e informazione.
Questi argomenti devono essere affrontati tramite un confronto tra operatori del settore, Garante dei prezzi e Autorità Antitrust, per individuare soluzioni condivise che vadano a reale vantaggio del cittadino. Ben venga, quindi - conclude la nota - l’iniziativa preannunciata dall’Antitrust, alla quale Federfarma aderisce sin d’ora.

Fonte: Farma7 online, n° 33, 18 settembre 2009
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