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 Infermiere in farmacia? Al cittadino piace

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MessaggioTitolo: Infermiere in farmacia? Al cittadino piace   Gio Ott 22, 2009 10:04 am

Presentati a Roma i risultati di una ricerca della SDA Bocconi sull'impatto dei servizi sociosanitari affidati alle farmacie presso il pubblico e le istituzioni sanitarie. I cittadini apprezzano l'innovazione e chiedono che le farmacie eroghino anche altre prestazioni rispetto a quelle previste dalla Legge. "Una conferma della validità delle proposte che abbiamo presentato già nel 2006" commenta il presidente della Federazione degli Ordini dei Farmacisti Italiani, Andrea Mandelli

I cittadini vedono nella farmacia centro di servizi una positiva aggiunta all'assistenza sul territorio, e c'è da parte degli utenti delle farmacie una diffusa disponibilità a usufruire di questi servizi anche a pagamento. Questo uno dei dati più importanti emersi dalla ricerca, illustrata ieri a Roma, che la Scuola di direzione aziendale dell'Università Bocconi ha condotto con la Fondazione Francesco Cannavò per conto di Federfarma.Co.

"Già nel nostro Documento sulla professione del 2006 avevamo fatto la proposta di una farmacia centro polifunzionale di servizi sovrapponibile al dettato della Legge 69/2009 recentemente approvata, e oggi l'orientamento dei cittadini italiani suona una conferma della validità di questa proposta: oltre il 65% del campione dice che non avrebbe alcuna difficoltà a recarsi in farmacia per ottenere servizi che normalmente sono attribuiti ad altri operatori" commenta Andrea Mandelli, presidente della Federazione degli Ordini dei Farmacisti Italiani. "Ben un italiano su cinque ha poi risposto indicando tra i servizi che vorrebbe in farmacia quelli presenti nella Legge, ma è interessante notare che il 10% del campione intervistato propone ulteriori servizi, come la possibilità di vaccinarsi in farmacia grazie alla presenza di un infermiere, che non sono presenti nella Legge ma avevamo identificato nella nostra proposta". Un altro aspetto che la Federazione tiene a sottolineare è che il giudizio più positivo su questi servizi viene dalle fasce della popolazione meno favorite nell'accedere e nell'orientarsi nell'offerta di prestazioni sanitarie (erogate dal pubblico o a pagamento), per esempio i residenti dei centri alla periferia del sistema e delle Regioni con assistenza territoriale meno sviluppata e coloro che hanno condizioni socioeconomiche meno favorevoli. "Una conferma del credito e della fiducia di cui godono il farmacista e la farmacia" dice Mandelli "che resta il presidio più facilmente accessibile per capillarità e orari". Naturalmente, lo sviluppo della farmacia dei servizi pone alcune richieste a tutti gli attori coinvolti: "E' evidente dai risultati dell'indagine che la sanità regionale si è strutturata localmente in modi anche molto diversi: il modello indicato dalla Legge andrà necessariamente calato nelle diverse realtà regionali. Questa può essere anche l'occasione per promuovere alcuni servizi, penso al CUP o quelli legati all'Assistenza domiciliare integrata, nelle realtà che ne sono prive" dichiara il presidente della Federazione. "Quanto alle farmacie, occorreranno investimenti che non sempre il singolo titolare può affrontare da solo. Di qui la necessità di riconsiderare in chiave diversa l'associazionismo tra professionisti, di sviluppare una capacità di essere sinergici sul territorio per offrire ai cittadini prestazioni sempre più complete".

Fonte: Farmacista33, 22 ottobre 2009
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MessaggioTitolo: Re: Infermiere in farmacia? Al cittadino piace   Gio Ott 22, 2009 10:06 am

Le farmacie hanno la fiducia di molti italiani

Il 64% degli italiani conferma la propria fiducia nella farmacia e nel farmacista come professionista della salute. Il 64% degli abitanti del nostro Paese non avrebbe infatti nessuna difficoltà a rivolgersi a questi presidi sanitari per i nuovi servizi previsti dal decreto approvato nei giorni scorsi, che fissa i nuovi ruoli che la farmacia potrà avere nel futuro: al suo interno si potranno prenotare visite specialistiche, ritirare i referti e ottenere assistenza domiciliare. A rilevare il gradimento è un'indagine condotta dalla scuola di direzione aziendale dell'università Bocconi, promossa dalla Fondazione Francesco Cannavò e dalla Federazione degli Ordini dei farmacisti italiani, presentata ieri a Roma.

Lo studio ha affrontato tutti gli aspetti di questa innovazione, intervistando sia i cittadini che gli opinion leader. Dall'analisi sulle attese dei cittadini è emerso che il 70% del campione non saprebbe quali servizi chiedere in più alla propria farmacia: si vede ancora l'ospedale come il principale erogatore di assistenza. Ma il 21% degli intervistati, ovvero un cittadino su 5, ha proposto spontaneamente servizi analoghi a quelli che la nuova norma prevede. Il 9% ha pensato invece a servizi diversi, coma la vaccinazione, la possibilità di consultare un medico o la somministrazione di farmaci per iniezione. In ogni caso, l'indagine conferma la fiducia degli italiani nella farmacia: dopo l'illustrazione dei servizi previsti dalla legge 69/2009, il campione risponde a larga maggioranza che non avrebbe alcuna difficoltà a rivolgersi alla farmacia; solo il 21% non utilizzerebbe alcuni servizi previsti dalla norma e l'8% non userebbe i servizi di tipo più specialistico. La media di chi si dichiara ampiamente disponibile all'utilizzo dei nuovi servizi offerti dalle farmacie è molto alta, anche se variabile a seconda della tipologia: si va dal minimo riscontrato per la consulenza ortopedica al massimo per le prenotazioni (Cup) e ritiro referti. I cittadini manifestano inoltre una diffusa disponibilità ad accedere ai servizi descritti anche al di fuori della copertura del Servizio sanitario nazionale: "in Abruzzo - ha detto Erika Mallarini, principale autrice dell'indagine - addirittura l'80% dei cittadini è pronto a mettere mano al portafoglio per ottenere questi servizi. Anche in Trentino Alto Adige la percentuale è molto alta. Si tratta infatti di Regioni che al loro interno hanno aree che vengono scarsamente servite dalle strutture sanitarie e in cui gli abitanti hanno un reale bisogno di punti di riferimento".

"Questa legge non è un trofeo da esibire - ha sottolineato Andrea Mandelli, presidente della Federazione degli Ordini dei farmacisti - ma è una sfida da raccogliere. Da oggi inizia un lavoro serio verso la riforma della farmacia, che ha però bisogno di nuovi interventi legislativi, data anche la grande fiducia che gli italiani confermano di avere nei nostri presidii".


Il 64% degli italiani conferma la propria fiducia nella farmacia e nel farmacista come professionista della salute. Il 64% degli abitanti del nostro Paese non avrebbe infatti nessuna difficoltà a rivolgersi a questi presidi sanitari per i nuovi servizi previsti dal decreto approvato nei giorni scorsi, che fissa i nuovi ruoli che la farmacia potrà avere nel futuro: al suo interno si potranno prenotare visite specialistiche, ritirare i referti e ottenere assistenza domiciliare. A rilevare il gradimento è un'indagine condotta dalla scuola di direzione aziendale dell'università Bocconi, promossa dalla Fondazione Francesco Cannavò e dalla Federazione degli Ordini dei farmacisti italiani, presentata ieri a Roma.

Lo studio ha affrontato tutti gli aspetti di questa innovazione, intervistando sia i cittadini che gli opinion leader. Dall'analisi sulle attese dei cittadini è emerso che il 70% del campione non saprebbe quali servizi chiedere in più alla propria farmacia: si vede ancora l'ospedale come il principale erogatore di assistenza. Ma il 21% degli intervistati, ovvero un cittadino su 5, ha proposto spontaneamente servizi analoghi a quelli che la nuova norma prevede. Il 9% ha pensato invece a servizi diversi, coma la vaccinazione, la possibilità di consultare un medico o la somministrazione di farmaci per iniezione. In ogni caso, l'indagine conferma la fiducia degli italiani nella farmacia: dopo l'illustrazione dei servizi previsti dalla legge 69/2009, il campione risponde a larga maggioranza che non avrebbe alcuna difficoltà a rivolgersi alla farmacia; solo il 21% non utilizzerebbe alcuni servizi previsti dalla norma e l'8% non userebbe i servizi di tipo più specialistico. La media di chi si dichiara ampiamente disponibile all'utilizzo dei nuovi servizi offerti dalle farmacie è molto alta, anche se variabile a seconda della tipologia: si va dal minimo riscontrato per la consulenza ortopedica al massimo per le prenotazioni (Cup) e ritiro referti. I cittadini manifestano inoltre una diffusa disponibilità ad accedere ai servizi descritti anche al di fuori della copertura del Servizio sanitario nazionale: "in Abruzzo - ha detto Erika Mallarini, principale autrice dell'indagine - addirittura l'80% dei cittadini è pronto a mettere mano al portafoglio per ottenere questi servizi. Anche in Trentino Alto Adige la percentuale è molto alta. Si tratta infatti di Regioni che al loro interno hanno aree che vengono scarsamente servite dalle strutture sanitarie e in cui gli abitanti hanno un reale bisogno di punti di riferimento".

"Questa legge non è un trofeo da esibire - ha sottolineato Andrea Mandelli, presidente della Federazione degli Ordini dei farmacisti - ma è una sfida da raccogliere. Da oggi inizia un lavoro serio verso la riforma della farmacia, che ha però bisogno di nuovi interventi legislativi, data anche la grande fiducia che gli italiani confermano di avere nei nostri presidii".

Fonte: Doctornews, 22 ottobre 2009
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