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 Sif: no alla liberalizzazione della fascia C

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MessaggioTitolo: Sif: no alla liberalizzazione della fascia C   Lun Nov 16, 2009 1:18 am

"Se è condivisibile il tentativo di Federconsumatori di cercare di incrementare il risparmio sui farmaci e ridurre i costi a carico dei cittadini, bisogna tuttavia fare molta attenzione a fornire oltre che sconti sulla spesa anche sicurezza nei servizi" lo afferma in una nota Pier Luigi Canonico, Preside della Facoltà di Farmacia di Novara e Presidente eletto della S.I.F (Società Italiana di Farmacologia) in merito alla proposta di Federconsumatori di incrementare il risparmio sui farmaci avviando la produzione di confezioni monouso e liberalizzando la vendita dei farmaci di fascia C. "La proposta di vendere farmaci monouso - continua Canonico - in linea teorica potrebbe essere utile per evitare sprechi, ma prima dell'attuazione bisognerebbe ben valutare il rapporto costi-benefici, e quindi oltre che i costi di produzione anche gli aspetti regolativi e legislativi nazionali e internazionali di una simile iniziativa". È invece da evitare, per il presidente della Sif, l'estensione della vendita dei farmaci di fascia C in punti vendita alternativi alle farmacie.

Fonte: Farmacista33, 16 novembre 2009
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MessaggioTitolo: Re: Sif: no alla liberalizzazione della fascia C   Lun Nov 16, 2009 1:29 am

Admin ha scritto:
"Se è condivisibile il tentativo di Federconsumatori di cercare di incrementare il risparmio sui farmaci e ridurre i costi a carico dei cittadini, bisogna tuttavia fare molta attenzione a fornire oltre che sconti sulla spesa anche sicurezza nei servizi" lo afferma in una nota Pier Luigi Canonico, Preside della Facoltà di Farmacia di Novara e Presidente eletto della S.I.F (Società Italiana di Farmacologia) in merito alla proposta di Federconsumatori di incrementare il risparmio sui farmaci avviando la produzione di confezioni monouso e liberalizzando la vendita dei farmaci di fascia C. "La proposta di vendere farmaci monouso - continua Canonico - in linea teorica potrebbe essere utile per evitare sprechi, ma prima dell'attuazione bisognerebbe ben valutare il rapporto costi-benefici, e quindi oltre che i costi di produzione anche gli aspetti regolativi e legislativi nazionali e internazionali di una simile iniziativa". È invece da evitare, per il presidente della Sif, l'estensione della vendita dei farmaci di fascia C in punti vendita alternativi alle farmacie.

Fonte: Farmacista33, 16 novembre 2009

Concordo al 99% con Pier Luigi.

Anzitutto, considerata la normativa che prevede il prezzo del farmaco etico di fascia C fisso, nazionale e a discrezione del titolare dell'AIC, non ha senso ipotizzare un risparmio per il paziente (PAZIENTE! Il farmaco non si "consuma", si "assume" se c'è effettiva necessità, per il tempo necessario e nelle minori quantità utili) neppure se il medicinale venisse venduto nelle bancarelle del mercato cittadino. La legge risale al 2005: se Federconsumatori non la conosce, farebbe bene ad aggiornarsi anzichè sparare c@zzate sulla scia delle banalità - fasulle, appunto - propagandate a gran voce negli ultimi anni.

In secondo luogo, l'osservazione relativa alle confezioni monouso è ineccepibile: di certo una singola compressa di farmaco costerà "poco" ma, in proporzione al numero di unità posologiche, risulterà più cara rispetto a una confezione da 6 - 12 - 24 compresse (ad esempio). Anche qui cavalchiamo l'ovvietà senza pudore.
Perchè, piuttosto, non investire su massiccie campagne di informazione rivolte alla popolazione per evitare sprechi o acquisti inutili (a proposito, la recente corsa agli "antivirali" o agli "igienizzanti" non dice nulla sulle effettive condizioni culturali del Paese?...) oppure, ancor meglio (so che qui rasentiamo l'utopia ma io non mi abbatto...), rivedere il concetto di "libera vendita" e di "automedicazione", lasciando che sia il Farmacista a "filtrare effettivamente" gli acquisti dei farmaci da parte del cittadino?
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