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 Conflitto di interessi e prezzo della benzina.

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R.Siniscalchi
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MessaggioOggetto: Conflitto di interessi e prezzo della benzina.   Sab Gen 14, 2012 7:39 pm

A proposito del declassamento della S&P avvenuto or ora per Francia e Italia, ho trovato un interessante articolo al seguente link:

http://www.byoblu.com/post/2012/01/14/Il-grande-conflitto-di-interessi-mondiale.aspx

Il grande conflitto di interessi mondiale

Un Italia incapace di rialzare la testa fa comodo alla speculazione internazionale. Mantenere elevati i tassi di interesse, abbassando la credibilità finanziaria di un paese, per qualcuno significa sacrifici, per tanti altri vuole dire guadagni. Il paziente deve essere mantenuto in una costante, stabile agonia: se guarisce, il gioco finisce. Se muore, pure.

Così, eccoci in Europa a portare alla maestra il quaderno con i compiti fatti. La maestra mette un “bene” sul diario, ma qualcuno si accorge che l’alunno rischia di essere promosso. Così, il giorno dopo gli si mette un bel 4 in condotta e lo si rimanda. Anche se ha fatto i compiti. Questo è il giochetto di Standard & Poor's. Un bel 4 in condotta e si può continuare a incassare i soldi delle ripetizioni, dei libri di testo, degli eserciziari e di tutto ciò che serve a chi è rimandato a settembre.

Il giudizio di Standard & Poor's passa come un giudizio politico: guardano come ci comportiamo, fanno ipotesi sulla stabilità e si lanciano in previsioni degne del mago Zurlì. Zurlì & Poor's. Evidentemente i baci e gli abbracci sul diniego alla custodia cautelare per Cosentino non devono avere fatto una bella impressione. E neppure il rifiuto della Consulta di avallare i quesiti referendari sull’abrogazione del porcellum. Visto che al prossimo giro insomma non potremo scegliere i nostri rappresentanti, e dato per assodato il criterio con cui i partiti politici li scelgono per noi, la prossima legislatura non promette nulla di buono. E neppure il Malinconico Affaire, seguito a ruota dal Patroni Griffi Gate, sembrano segnare un elemento di discontinuità con il passato. Specialmente se continueremo a scegliere il presente ed il futuro basandoci sulle stesse persone che hanno scavato il sistema dall’interno fino a ieri costruendo, con tecnica mirabolante, una struttura reticolare di gallerie e scorciatoie degna di un termitaio. Per questo, forse, li chiamano tecnici: mica è da tutti realizzare una ragnatela simile di interessi, costruita in modo che il crollo di un singolo tunnel non pregiudichi il flusso complessivo di vantaggi e privilegi acquisiti.

Ma il grande conflitto di interessi mondiale, tuttavia, è ancora più affascinante: basta scavare e vengono alla luce una serie di reperti che in confronto Pompei è un arido terreno improduttivo. La giovane economista Federica De Benedetto, sul suo blog, nel tentativo riuscito di dimostrare che le liberalizzazioni sulla distribuzione della benzina non influiranno che per un massimo di 7 centesimi sul costo finale al litro, si è imbattuta in una scoperta interessante. Il prezzo grezzo della benzina, all’uscita dalle raffinerie, è determinato da Platts, una società che fornisce le quotazioni base per i prezzi dei prodotti energetici e petrolchimici, condizionando in questo modo il costo della benzina intesa come materia prima (33% del prezzo finale), cui si aggiunge il margine lordo operativo (7%, quello su cui le liberalizzazioni possono avere un’influenza) e le tasse (60%), ovvero le accise e l'iva elencate nell’articolo “la verità sul prezzo della benzina”.

Il Giornale ha ripreso il suo articolo ma non ha colto l’aspetto più succulento: Platts è una costola di McGraw-Hill. Quella dei libri di testo sui quali imparano gli studenti di tutto il mondo. Compresi gli economisti. Dunque McGraw-Hill, l’impero del sapere, paga i cervelli per insegnare agli studenti come applicare le teorie economico-finanziarie sulle quali poi lei incide determinando le condizioni di base, i parametri chiave che il mercato poi digerisce ed elabora. A partire dai prodotti petrolchimici infatti, oltre alla benzina si sviluppa tutta una serie di industrie di fondamentale importanza, compresa quella della plastica, dei materiali per le imbarcazioni e dei tre quarti degli oggetti che utilizziamo ogni giorno.

Ma non è finita: volete sapere chi figura tra le sorelline di Platts, ovvero chi “lavora” per McGraw-Hill essendone una seconda costola? Una signorina dal nome assolutamente sconosciuto e che ha scarsa o nulla influenza sul tessuto economico mondiale: Standard & Poor's. Il mago Zurlì di cui sopra. Dunque McGraw-Hill da un lato condiziona il mercato a partire dalle materie prime, cioè dal basso. Dall’altro condiziona il mercato influendo sul rating dei grossi gruppi, delle banche, delle assicurazioni e degli stati, cioè dall’alto. E come se non bastasse condiziona gli ingranaggi con i quali il mercato funziona, formando intere generazioni di economisti e insegnando loro come devono comportarsi di fronte alle condizioni che loro stessi contribuiscono a determinare, cioè dall’interno.

A mero titolo di curiosità: McGraw-Hill ha sede nel Rockefeller Center, a New York, un complesso di 19 edifici ad uso commerciale costruito durante la grande depressione americana da John D. Rockefeller, il padre di David Rockefeller, il grande banchiere statunitense che nel 1973 ha fondato la Commissione Trilaterale. Poteva McGraw-Hill non avere una banca? Certo che no: la McGraw-Hill Federal Credit Union, che nel 2008 ha evitato di subire pesanti perdite dalla crisi, liberandosi in tempo dei prestiti a rischio.

Quando si dice avere le informazioni giuste al momento giusto…
**********************************************************************
P.S.: Sapete chi fa parte della Commissione Trilaterale?
Mario Monti, anzi, ne è il presidente!

http://ilcorsivoquotidiano.net/2011/11/15/mario-monti-commissione-trilaterale/

L'articolo citato della giovane economista Federica De Benedetto è invece al seguente link:

http://vivendolapuglia.blogspot.com/2012/01/la-verita-sul-prezzo-della-benzina-in.html

La verità sul prezzo della Benzina in Italia

Il Governo Monti presenterà nelle prossime settimane un decreto legge volto all’abbassamento del prezzo della benzina, svincolando i singoli distributori dall’acquisto obbligato del carburante dalla propria compagnia petrolifera di riferimento.

Mi sono quindi chiesta:
in che modo può incidere questa liberalizzazione sul reale costo della benzina a noi consumatori?
Ho cercato il dettaglio che definisce il prezzo dei carburanti in Italia, per capire quanto il margine delle compagnie petrolifere incida davvero sul prezzo finale.
La maggior parte degli articoli ripetevano i soliti dati con le accise della guerra in Abissinia o il disastro del Vajont. Ma queste sono solo alcune delle accise che negli anni sono state gravate sulla produzione dei carburanti. Ho così raccolto dati da varie fonti, arrivando alla seguente conclusione, come sempre suscettibile a migliorie grazie al vostro contributo.

Come si determina il prezzo della Benzina?

Il primo passo per iniziare a comprendere quali fattori influiscono sul prezzo finale dei carburanti per autotrazione (benzina e diesel) in Italia è sicuramente quello di scomporre il costo alla pompa in due principali COMPONENTI: vi è infatti un componente INDUSTRIALE ed uno FISCALE.
1 - COMPONENTE INDUSTRIALE
Il componente industriale è a sua volta scomponibile in due macroaree di facile comprensione:
Il costo della MATERIA PRIMA
Occorre ora specificare che il costo della materia prima non è legato, come molti credono, all’andamento del costo del Greggio, bensì esso è fortemente correlato all’andamento della c.d. quotazione Platts Cif High Med del relativo prodotto raffinato. Tale indice rappresenta infatti il valore a cui le raffinerie possono vendere una tonnellata di benzina o di gasolio in quel dato giorno. Platts è una compagnia americana fondata nel 1909, che oggi fa parte del gruppo McGraw Hill. Il suo business è quello di determinare il prezzo di mercato delle principali materie prime raffinate, quali benzina, gasolio, metalli, energie elettrica, carbone, etc. etc. Tanto per dare da pensare ai teorici del complotto, l’agenzia di rating Standard & Poor's è anch’essa detenuta dalla McGraw Hill ed è dunque strettamente legata all’indice Platts. Per chi volesse acquistare tale fonte di informazione ecco il link: http://www.platts.com/Products/europeanmarketscan/Oil/ALL/PriceAssessmentIndices
Faccio presente che l’indice Platts espone i prezzi in dollari per tonnellata metrica ($/mt). Occorre dunque tenere a mente anche l’andamento del tasso di cambio €/$ al fine determinare il costo della materia prima. Inoltre, sappiate che 1tonnellata metrica è pari a 1000kg, che la densità media della benzina è pari a 710Kg/m3 e che 1m3 è pari a 1000litri, ricordatevi di convertire il costo per tonnellata metrica (1000kg) in costo al litro. Io l’ho fatto nell’esempio più avanti partendo da un bollettino “sample” trovato sul sito della Platts che riportava un valore pari a 1044 $/mt che secondo i miei calcoli risulta pari a 0,5825 €/lt
Il MARGINE LORDO
Il margine lordo è solitamente pari a circa il 7-15% del prezzo finale del carburante ed è l’aumento di prezzo che serve a remunerare tutti i restanti passaggi della filiera… distribuzione, erogazione, etc. Per intenderci, il guadagno del singolo benzinaio è una parte del margine lordo.
2 – COMPONENTE FISCALE
Il componente fiscale si suddivide anch’esso in due sottocategorie:
ACCISE sui carburanti, Nazionali e Regionali
IVA – essendo un imposta sul valore e quindi sul prezzo di un bene viene applicata anche sull’importo dell’accisa, determinando l’odioso fenomeno della tassa sulla tassa.
Attualmente l’accisa Nazionale sui carburanti risulta pari ad euro 704,20 per ogni 1000 litri di benzina e pari a euro 593,20 per ogni 1000 litri di gasolio. L’aliquota IVA da applicarsi sui carburanti è pari al 21%.
IL PREZZO ALLA POMPA
Se consideriamo dunque tutti questi costi, potremmo scomporre il costo finale di un litro di benzina nel seguente modo:


Quotazione PLATTS (Materia Prima): €/lit 0,5826*
Margine Lordo: €/lit. 0,1254
ACCISE: €/lit. 0,7042
IRBA Puglia: €/lit. 0,0258**
IVA 21%: €/lit. 0,3020
Totale: €/lit. 1,74

*Fonte: European Marketscan Bollettino Platts del 11/07/2011 per Premium Unleaded Gasoline 10ppm Italy. 1044,00 $/mt - Tasso di cambio €/$ del 07.01.2011 a 1,272 - Densità benzina 710Kg/mc
**Ho preso come riferimento l’imposta della mia regione, la Puglia: http://tributi.regione.puglia.it/web/guest/irba-approfondimento

Possiamo notare che il componente fiscale pesa per un buon 59,31% sul prezzo finale della benzina.
Il costo della materia prima invece solo il 33,48%, mentre il margine lordo risultante condiziona il prezzo finale solo per il 7,21%.
Tengo a precisare che questo 7,21% serve a remunerare tutti i restanti passaggi della filiera da quando la benzina esce dalla raffineria fino a quando giunge a noi (stoccaggio, distribuzione primaria e secondaria, costi di commercializzazione nonché il margine del gestore e il margine industriale).


A cosa serve la proposta di Monti?
La manovra del Premier vuole andare ad incidere principalmente sul margine lordo, consentendo ai singoli distributori di poter scegliere quale compagnia di volta in volta riesca a garantire il costo di distribuzione più basso, e residualmente sul costo della materia prima, consentendo ai distributori di andare a scegliere la compagnia che offre il prezzo più basso. Ricordiamoci che l’indice Platts è un valore consigliato del prezzo di mercato, suppongo possa sempre avvenire una contrattazione che preveda un prezzo di vendita diverso da quello consigliato. In altri termini, credo che sia sempre possibile che vi siano sconti per i propri fornitori privilegiati.


CONCLUSIONI
Volendo essere ottimisti, di quanto mai potrà essere ridotto il costo della benzina se il margine lordo consiste del 7,21% e il costo della materia prima è legato all’indice Platts dal quale è difficile che si discosti? Facciamo un 3 o 4% al massimo? Ammetto che mi sembra un valore ottimistico, comunque benissimo che vada, il 4% porterebbe ad un risparmio pari a 6,96 cent. Ultima mia considerazione, ammesso che tale risparmio avvenga sarebbe però certamente contestuale ad un notevole abbassamento del servizio offerto dai distributori, tradotto in ulteriori licenziamenti tra i benzinai.
Il self service, al gestore, costa molto meno del servito.
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C.Lazzeri
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MessaggioOggetto: Re: Conflitto di interessi e prezzo della benzina.   Dom Gen 15, 2012 1:26 am

Farebbe ridere, se non facesse piangere, che gli italiani sono presi ancora per il culo da questa gente.
Ti aumento le accise di altri 30 centesimi al litro, ma puoi risparmiare 1 centesimo se il distributore è...libero.
Ripeto il concetto: CI PRENDONO PER IL CULO.
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R.Siniscalchi
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MessaggioOggetto: Re: Conflitto di interessi e prezzo della benzina.   Dom Gen 15, 2012 6:18 pm

....LA BOCCIATURA DELLA CGIA.

Di parere ben diverso è invece la Cgia, l’associazione degli artigiani di Mestre, secondo cui le misure del governo Monti rischiano di trasformarsi in un bluff, come è già avvenuto in passato con altri provvedimenti analoghi. La Cgia non si cimenta in stime sugli effetti economici delle prossime liberalizzazioni ma preferisce analizzare quelle approvate negli ultimi 10-15 anni, che si sono rivelate quasi sempre un boomerang: invece che provocare una riduzione dei prezzi, come si sperava, li hanno fatti crescere, pesando sul bilancio delle famiglie per ben 110 miliardi di euro, nell’arco di 3 lustri.

La liberalizzazione delle polizze RcAuto, per esempio, è costata a ciascun assicurato oltre 150 euro all’anno e quelle del gas almeno 56 euro a ogni famiglia. Per non parlare dei servizi bancari che, nell’arco di 18 anni, hanno pesato per oltre 900 euro sulle tasche di ciascun cittadino, a causa dell’aumento dei costi dei conti correnti. Secondo il presidente della Cgia, Giuseppe Bortolussi, all’origine di questo salasso c’è una ragione ben precisa: nel nostro paese, le liberalizzazioni sono state fatte “all’italiana”, cioè senza introdurre una vera concorrenza sul mercato, ma “sostituendo i vecchi monopoli pubblici con delle oligarchie controllate da privati”.

Per questo, secondo il presidente della Cgia, invece di iniziare dai taxi o dalle edicole, il governo Monti dovrebbe intervenire contro “i potentati economici che controllano le banche, le assicurazioni e il settore energetico”

http://blog.panorama.it/economia/2012/01/12/liberalizzazioni-meglio-cominciarle-dallalto-gas-ferrovie-trasporto-pubblico-locale/

http://www.cgiamestre.com/2012/01/le-liberalizzazioni-all’italiana”-sono-costate-alle-famiglie-110-miliardi-di-euro/
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R.Siniscalchi
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MessaggioOggetto: Alberto Mingardi (IBL) e il prezzo della benzina.   Dom Gen 20, 2013 9:02 pm

Per ritornare sull'argomento precedentemente trattato del prezzo della benzina, ecco un piccolo cammeo con protagonista Alberto Mingardi tra gli ospiti di "Uno Mattina", la trasmissione di Rai Uno.

Mingardi imputa il costo alto dei carburanti alla pletorica rete distributiva italiana fatta, a suo dire, di troppi gestori che la rendono estremamente frazionata e costosa.

http://www.youtube.com/watch?v=8xJ26XmCz_s

La considerazione che faccio è la seguente.

In un primo periodo si parlava di ristrutturare la rete dei carburanti per ridurne il numero in maniera da abbattere i costi fissi a vantaggio degli utenti. Poi con le liberizzazioni di Bersani si è scritto che una maggior concorrenza avrebbe portato benefici ai consumatori in termini di risparmio con abbassamento dei costi (e così non è stato e nell'articolo precedente si è chiarito che il margine operativo su cui incidere è irrisorio).

Ora L'istituto Bruno Leoni, per bocca del suo direttore, ritorna sui suoi passi a proporre di ristrutturare la rete distributiva, razionalizzandola su meno punti di erogazione (e magari concentrandoli nelle mani di pochi soggetti).

Ma che bravi!

E lo stesso lo si vuol realizzare nella rete distributiva del farmaco che, ricordo, per volumi di fatturato è approssimativamente pari a quella dei carburanti e dei tabacchi.

Ma non sarà che queste liberizzazioni (da distinguere dalla liberalizzazioni) siano utili piuttosto a gruppi economicamente forti per concentrare nelle loro mani le risorse strategiche della nazione invece che avvantaggiare i cittadini.

Mi pare che nel settore energetico, bancario, assicurativo, autostrade, ferrovie, aerovie, siano andate proprio così le cose.
Tra qualche anno le affermazioni di Mingardi e altri come lui saranno dimenticate dai più.
Forse resteranno nella memoria le sue sgargianti giacche e gli assurdi vestiti indossati da Oscar Giannino, anch'egli nel team dell'IBL!
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