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 SOLIDARIETA'!

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R.Siniscalchi
Farmacista M.S.F.I.
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Maschile Numero di messaggi : 127
Località : Cagnano Varano (FG)
Data d'iscrizione : 03.04.08

MessaggioOggetto: SOLIDARIETA'!   Mar Gen 24, 2012 2:14 pm

Desidero disquisire su un argomento, cioè la possibilità che l'apertura delle farmacie in posizioni di disagio economico venga garantita con prelievi forzosi dalle casse dell'ENPAF (ente previdenziale dei farmacisti).

Ovviamente ciò comporterebbe un aumento del prelievo sia in DCR (ora 0,90% sul lordo del SSN) sia del contributo pensionistico obbligatorio.

A me quest'idea pare una stortura dalle derive difficilmente compatibili in uno Stato di Diritto ma, soprattutto, con le teorie liberiste che gli economisti attualmente in auge vanno professando.
Semplicemente l'antitesi del "libero mercato" e il riconoscimento dell'essenzialità della farmacia e della sua capillarità come Pubblico Servizio che non può estinguersi in nome del profitto.

Oggi sentivo blaterare, su una rete nazionale della RAI, una giornalista del "IL Sole24 ore" entusiasta della politica del premier Monti.
Superfluo ricordare che il giornale per cui scrive è l'organo ufficiale di informazione di Confindustria e che la sig.ra Marcegallia (attuale presidente) sia stata la prima a incensare la politica liberista del governo per gli ovvi e auspicati benefici che le multinazionali, come quella in cui siede nel C.D.A, ne trarranno.

La seducente giornalista evidenziava l'importanza dell'equità dei provvedimenti presi, dimentica del solletico fatto con una piuma a banche e assicurazioni e altri poteri forti rispetto allo stillicidio indotto alla media borghesia. A rafforzare questo concetto ostentava la difficoltà che incontra l'editoria classica su carta stampata rispetto al potere informativo della rete internet e causa del susseguente ridimensionamento.

Lo strambo esempio paragonerebbe la difficoltà determinata dall'evolversi del sistema comunicativo (dell'informazione) allo stravolgimento per decreto di un sistema distributivo (farmaceutico) che le farmacie hanno, nei secoli, saputo dominare e sapientemente amministrare; continuando sempre a offrire un servizio pubblico degno di tale definizione.

Mi sarebbe piaciuto inserirmi, anche telefonicamente, nella discussione solo per sottolineare che l'informazione gode, affinché i cittadini possano fruire della maggior pluralità di fonti (?), di sovvenzionamenti statali.

Facciamo allora così: da oggi tali sovvenzionamenti non siano più a carico dei cittadini ma di quei giornali che hanno maggior tiratura. In pratica che la testata giornalistica più forte “adotti” la più debole cedendo a essa parte dei suoi introiti.
Anzi, estendendo il concetto in altri settori economici, vorrei che la GDO partecipasse al reddito di tutti quei piccoli esercizi commerciali che a causa del suo continuo drenare risorse, sono sul punto di fallire e chiudere o che non possono garantire un servizio decente nelle periferie delle metropoli e nei piccoli centri urbani a quella popolazione che ivi risiede.

Questa si che sarebbe una vera rivoluzione culturale e una giusta redistribuzione del reddito con garanzia di equità ben maggiore di quella professata dal prof. Monti.

Chissà perché, ma una vocina mi sussurra all'orecchio che qualcuno dell'estrema sinistra ne sarebbe entusiasta.

E consentitemi, …. vaffanculo a Milton Friedman e Friedrich August von Hayek!
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R.Siniscalchi
Farmacista M.S.F.I.
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Maschile Numero di messaggi : 127
Località : Cagnano Varano (FG)
Data d'iscrizione : 03.04.08

MessaggioOggetto: Re: SOLIDARIETA'!   Mar Gen 24, 2012 2:21 pm

Molte regole introdotte vanno contro quella libertà d'impresa a cui si ispirano e, aggiungo, in contrasto con la pianificazione della pianta organica e del pubblico servizio svolto dalle farmacie che dovrebbe ispirare il legislatore.

Cosa produrrebbe infatti il concetto espresso nella frase "... sono fissati i livelli di fatturato delle farmacie aperte al pubblico il cui superamento comporta, per i titolari delle farmacie stesse, l’obbligo di avvalersi, ai fini del mantenimento della convenzione con il Servizio sanitario nazionale, di uno o più farmacisti collaboratori." ?

Se non aumento quindi il numero di collaboratori, per convenienza o impossibilità a reperirli, il territorio nel quale è dislocata la farmacia resta senza distribuzione in convenzione?
E il danno principale chi lo riceve, il titolare o il cittadino?

Ma ci rendiamo conto delle fesserie scritte nel D.L.?
Cosé questo, un tentativo di far digerire ai sindacati l'indigesta abrogazione dell'art. 18?
Magari una forma velata dei contratti di solidarietà di una neo-politica marxista?

Sarei moderatamente propenso se tale regola valesse per tutti (dalla FIAT di Marchionne alle imprese di Della Valle, ecc.) in un'economia di scala.

Di fesseria in fesseria, anche auspicherei l'applicazione di tale principio in altri servizi, dai bancari a quelli postali, sino al raggiungimento di una saturazione pari o prossima a quella della pletora di statali imboscati nei vari ministeri e enti pubblici.

Chissà, anche gli utenti delle farmacie diverrano nel futuro prossimo vittime di un fannullismo imperante.

Nella trasmissione "In mezz'ora" di Lucia Annunziata, il Presidente del Consiglio ha rilasciato le seguenti dichiarazioni:

"... Quello delle farmacie “è un settore molto specifico. Tutti i settori chiedono di essere considerati così, ma questo è uno dei settori che, essendo intrecciato con la salute e con il Ssn, ha oggettive specificità. Ed è per questo, solo per questo che siamo andati con le farmacie meno a fondo nell'apertura e nello scompaginare le difese preesistenti di quanto fatto in altri settori”.

“È vero che il Pil reagisce in modo impercettibile a ciò che accade nel mondo delle farmacie, ma oltre a una relazione economica, c'è una relazione civile, sociale e politica: se i cittadini vedono che alcune categorie sono esenti dall’essere incluse nel grande sforzo nazionale per la modernizzazione, sono meno pronti a partecipare se si vedono toccati mentre altri non lo sono”.

Monti, in quelle frasi, inserisce in modo nemmeno tanto velato la minaccia di cosa sarebbe potuto e che potrebbe verificarsi se non passa così com'è il testo definitivo del D.L.

In pratica il maggiordomo di banche e assicurazioni invita gli ospiti, sgraditi al padrone, di starsene zitti e buoni in un angolo della cucina ad aspettare gli avanzi del banchetto e di non disturbare chi, in sala, si dedica ai festeggiamenti del battesimo di una rinata Europa.

E guai a far notare che la nascitura ha difetti genetici!
Guai a proferir parola sulla sua progenie.

E' chiaro che tutto ciò che sta facendo il governo è puramente demagogico e di facciata, per aumentare la credibilità economica dell'Italia di fronte ai partners europei.

Quando le altre nazioni europee si accorgeranno dell'inganno, e la patata bollente finirà nelle mani del successivo governo, Monti non ci sarà più ma avrà soddisfatto gli interessi suoi e di chi lo promuove.
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