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 La Farmacia Italiana

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Maschile Numero di messaggi : 570
Località : M.S.F.I.
Data d'iscrizione : 03.04.08

MessaggioTitolo: La Farmacia Italiana   Mer Feb 22, 2012 11:18 am

Tutti i giorni e più volte al giorno le farmacie si approvvigionano dei medicinali necessari alle necessità della popolazione, perché trattasi di servizio essenziale per la comunità, neanche nei giorni di sciopero dei trasporti si è avvertita carenza di medicinali, ciò a dimostrazione che il farmaco non è una merce qualsiasi, ma un bene primario.

Quanti negozi abbiamo visto aprire e chiudere nel giro di pochi mesi o anni, mentre ciò non può e non deve accadere per le farmacie, affinché possano svolgere il servizio cui sono preposte. Questo concetto fu concepito per primo dall’imperatore Federico II, che sappiamo, quanto amava la nostra Puglia ed in particolare la Capitanata dove ha terminato i suoi giorni in quel di Castel Fiorentino in agro di Torremaggiore.

Nel corso dei secoli la farmacia è sempre stata regolamentata fino ai giorni nostri, quando a fine ‘800 il governo Crispi volle liberalizzarle, la farmacia poteva essere proprietà di chiunque e poteva stabilirsi dove voleva, , accadde che le zone periferiche erano sguarnite, i paesi piccoli non avevano possibilità di ricevere medicinali, per cui nel 1913 il governo Giolitti dovette correre ai ripari e riprese i concetti e la regolamentazione.

Tale regolamentazione è diffusa in tutta Europa, laddove hanno liberalizzato, hanno poi fatto precipitosi passi indietro.

In Belgio sono circa venti anni che non è permesso aprire nuove farmacie, perché la liberalizzazione ne ha fatte nascere troppe, in Francia stanno fallendo perché il rapporto di una farmacia ogni 2.500 abitanti era troppo basso, infatti a novembre è stato portato ad una farmacia ogni 4500 abitanti.

In Svezia le farmacie erano proprietà dello stato, hanno deciso di venderle, adesso hanno 3 (TRE) proprietari, il ramo svedese della Coop (sì proprio la stessa dell’IperCoop di Foggia), il ramo svedese di Alleanza, che è una multinazionale italiana della distribuzione intermedia di farmaci, un gruppo svedese sempre della distribuzione intermedia. Che beneficio ne hanno avuto i farmacisti svedesi? Hanno visto coronato il desiderio di avere una farmacia dove svolgere autonomamente la professione? Sono passati da dipendenti statali a dipendenti di multinazionali.
Nella liberale Gran Bretagna esiste un meccanismo chiamato “Control of entry”, se vuoi aprire una farmacia, ti proponi alle autorità locali ed essi ti dicono se ne hanno necessità, il risultato è che c’è una farmacia ogni 4700 abitanti. Ma lì si consente al ramo inglese di Alleanza (la stessa di prima che lì si chiama Boots) di avere una catena di migliaia di farmacie.

Potrei continuare con Norvegia, Spagna, Ungheria, Portogallo, Austria, Germania (che ha un sistema tutto particolare), Polonia, Danimarca (1 farmacia ogni 12.500 abitanti) ecc.

Negli Stati Uniti, dove tutto è libero, hanno problemi di reperimento delle farmacie nelle città, perché presenti solo nei super ed iper mercati (drug stores)delle periferie, lì i medicinali hanno i prezzi più alti al mondo.

La legislazione italiana sulle farmacie è stata esaminata dalla Corte di giustizia europea che, in più sentenze, ha dichiarato perfettamente compatibile con le normative comunitarie.

Il servizio della farmacia è ritenuto, da anni, il migliore e più efficiente fra tutti, ma poi si scopre che c’è la farmacia che fa scorrettezze importanti, come tutti abbiamo visto nella trasmissione delle “Iene”. Bene hanno fatto a denunciare la situazione di illegalità.

Cosa trova il paziente in farmacia?

Tutti medicinali e sottolineo tutti, non solo quelli a maggior rotazione, se qualcosa manca in poche ore la farmacia lo reperisce.

Che altro? Tanti servizi.

Analisi del sangue: glicemia, colesterololemia, transaminasi, PSA, trigliceridemia.
Misurazione del peso e della pressione.

Consulenza per il capello, per la pelle, ricerca delle intolleranze.

Noleggio di tutto quanto gli serve: bilancia pesa-neonati, stampelle, carrozzine, aerosol, letti ortopedici, materassi antidecubito, ecc.

Consulenza sul corretto stile di vita, sulla corretta alimentazione, bioimpedenziometria.

Ma oggi anche nuove figure, l’infermiere, il fisioterapista, l’estetista.

Consulenza omeopatica, fitoterapica, sulle modalità di assunzione dei farmaci, su come risparmiare senza nulla togliere all’efficienza della terapia, molte di queste sono gratuite.

Elettrocardiogramma, holter pressorio e holter cardiaco.

Altri servizi che le ASL ancora non ci consentono di fare, ma previsti dalla legge:
Prenotazione visite specialistiche ed esami, ritiro referti, servizi che toglierebbero dagli sportelli tanto personale che potrebbe essere impiegato in altre mansioni laddove c’è carenza.

La professione del farmacista non può disgiungersi dalla struttura, il trinomio farmaco-farmacista-farmacia è inscindibile affinché si possa veramente svolgere la professione con autonomia.

Trovi sempre una farmacia al tuo servizio 24 ore su 24 e 365 giorni su 365 che sopperisce anche alle tante carenze della sanità.

Gradirei che ci fosse un dibattito sull’argomento, per cui chi vuole può mandarmi un’e-mail presso fabrizi@farmaciafabrizi.it.

Dr. Fabrizio Fabrizi
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Gius
Ospite



MessaggioTitolo: ma cosa dici?   Gio Feb 23, 2012 11:44 pm

tutto bello... io in effetti vorrei una farmacia ogni 25.000 abitanti.. .ma un solo dubbio... perchè tu devi fare il farmacista e io no? e se sono più bravo di te? E perchè tuo figlio si può laureare, come tanti colleghi che ho visto all'università, a 40 anni tanto la farmacia ce l'ha già e mio figlio se si laurea a 22 lo fa solo per fare il collaboratore da tuo figlio?
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AD
Ospite



MessaggioTitolo: Re: La Farmacia Italiana   Ven Feb 24, 2012 4:46 pm

le domande del collega possono trovare risposta .Il farmacista non deve necessariamente lavorare in farmacia . Può fare dell'altro nella vita dal Prof Universitario , all'ISF al manager d'azienda al NAS al membro dell'AIFA all'insegnamento etc etc .Non mi risulta che tutti gli avvocati hanno uno studio così come tutti i medici. Il merito è corretto che ci sia, ma credo che non possa esserci merito con concorsi per soli titoli
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ric
Ospite



MessaggioTitolo: libertà   Ven Feb 24, 2012 7:46 pm

Non tutti gli avvocati hanno uno studio e neanche tutti i medici, ma la differenza sostanziale sta nel fatto che non gli viene impedito di averlo...è qui che c'è il fulcro di tutto il discorso la libertà di professare
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Fede
Ospite



MessaggioTitolo: Re: La Farmacia Italiana   Ven Feb 24, 2012 7:54 pm

Non confondiamo l'esercizio di una professione con la titolarità di un'azienda. Sono due cose diverse.
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AD
Ospite



MessaggioTitolo: Precisazioni    Dom Feb 26, 2012 3:22 pm

Solo per precisione di commento : Se stringiamo l'argomento alla Sanità , il MMG ha una pianta organica ( un numero di pazienti tali che lo scelgono come medico di fiducia ) . Questa categoria si avvicine a quella del Titolare di Faramacia , anche se non viene stabilita la " fiducia " come il MMG . Le Parafarmacie dovrebbero essere a mio avviso equivalenti ai Medicci Specialisti ( Cardiologi , Diabetologi etc ). A mio sempre modesto avviso invece queste realtà non sono caratterizzate e specializzate. Il MMG "vende" una professionalità diversa da quella venduta dalla specialista ,. Chiunque di noi si reca dallo specialista , quando il campo di azione del MMG non è sufficiente . Altrettanto dovrebbe essere la distinzione tra Farmacia e Parafarmacia , che in realtà si sovrappongono su molte aree. Da qui nasce sempre a mio avviso la complessità dell'identificazione
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Gius
Ospite



MessaggioTitolo: Re: La Farmacia Italiana   Lun Feb 27, 2012 12:03 am

x AD
è ovvio, e non te ne faccio una colpa, che non ti rendi neanche conto di quello che dici.... ed è per questo che ancora di più mi chiedo in che mani di professionisti siamo.
Il paragone tra MMG e farmacia, tra specialista e parafarmacia... lo capirei se espresso da un mentecatto .. ma da un farmacista no!
Tu lo sai vero che il MMG quando va in pensione lascia la convenzione? I mobili rimangono suoi, l'apparecchietto della pressione, il pc, tutto rimane suo... ma la convenzione torna indietro! Noti qualche differenza con la farmacia?

La complessità dell'identificazione che è vera, te la spiego io da dove nasce: nasce dal fatto che la gente non capisce perchè entra in un negozio dove trova una persona gentile magari che si prodiga in 1000 consigli e gli chiede un antiinfiammatorio particolare... e non lo hanno o meglio la persona gentilissima spiega che non lo può vendere... e la gente si chiede perchè!
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AD
Ospite



MessaggioTitolo: Re: La Farmacia Italiana   Lun Feb 27, 2012 5:46 pm

Caro gius hai ragione il MMG restituisce indietro "la licenza". Tuttavia il MMG ha un rischio più basso in quanto il paziente fa una preferenza di scelta dello stesso , mentre in farmacia o in parafarmacia la scelta non c'è , il paziente può accedere quando e come vuole . C'è come dici tu una logica di mercato . Peccato io la intendevo invece una Professione al pari del Medico e mi sono sempre adoperato per renderla tale .
Opinioni diverse , ma sempre giuste
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conta
Ospite



MessaggioTitolo: Re: La Farmacia Italiana   Sab Mar 03, 2012 10:48 am

non bisogna confondere il servizio farmaceutico che offre la farmacia con il commercio del farmaco che avviene in parafarmacia
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MessaggioTitolo: Re: La Farmacia Italiana   

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