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 INCOERENZA E ILLOGICITA'

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CATONE IL CENSORE



Numero di messaggi : 54
Data d'iscrizione : 19.04.12

MessaggioOggetto: INCOERENZA E ILLOGICITA'   Ven Mag 11, 2012 10:49 am

Farmacie: orizzonti confusi. Pensioni, aperture, orari: recita a soggetto- Tempesta di ricorsi in arrivo

La Asl di Avellino non ha perso tempo. Il decreto sulle liberalizzazioni era stato convertito in legge da appena una settimana quando il funzionario addetto ha imbracciato carta, penna e calamaio per ricordare ad una titolare di farmacia classe 1941 che Big Ben aveva detto stop, concedendole massimo 30 giorni per cercarsi un direttore di presidio. “ In mancanza si provvederà come per legge” è la chiusa dell’algido messaggio. Laddove la legge- e la successiva interpretazione ministeriale della medesima- intende priva dei requisiti che consentono l’apertura la farmacia con un ultrasessantacinquenne al timone. Veloce Avellino, ma altrettanto rapide Lucca, Palermo, Arezzo, Mantova, Lecco e via dicendo. Messaggi come questo ormai hanno sommerso da Nord a Sud Italia tutti gli interessati: salvo alcuni casi ( Avellino è tra quelli) non si danno scadenze perentorie ma ovunque è la stessa solfa: over 65 vade retro. Mentre è data per sfumata la possibilità la possibilità di vedere inserito nel Dl sulle concessioni bancarie l’emendamento “retard” promesso da Balduzzi a Federfarma(ovvero il rinvio di tre anni dell’applicazione della norma e l’esclusione dalla medesima dei titolari di farmacia rurale sussidiata che un direttore- anche volendo- non potrebbero neanche permetterselo dal punto di vista economico) già si pensa ad un’altra navetta legislativa cui agganciare il vagoncino dei sessantacinquenni al bancone, magari il Dl lavoro, puntando ad agganciare l’ammorbidimento della norma alla tempistica di transizione che sarà decisa dall’Enpaf, già al lavoro per obblighi di legge sulla stessa materia. Si vedrà. Intanto è più che certa la valanga di ricorsi e di richieste di chiarimento sull’attuazione di gran parte delle norme del decreto che definiscono in più punti illogico e incoerente. Non è un caso se alla fiera annuale del settore- Cosmofarma, in programma in settimana a Roma- abbondano i workshop dedicati ai rebus della riforma. L’ultima ombra l’ha evidenziata il Movimento spontaneo dei farmacisti italiani (Msfi), convinto che la norma sul pensionamento imporrebbe a tutti gli over 65 di trasformare la farmacia in una società, passaggio reso obbligato dalla legge 362/1991 che elenca tutti i casi in cui il titolare può nominare un direttore. Secondo Msfi c’è il rischio che le farmacie cadano nelle spire di finanziatori pronti a fornire un socio di comodo per poi fagocitare l’intera azienda. Un rebus tra i tanti, in un percorso applicativo su cui dall’inizio si recita a soggetto. Come sulla questione, spinosissima, dei resti. Un’interpretazione univoca non c’è: vanno obbligatoriamente aperte o no le farmacie che scattano quando si registra un’eccedenza di abitanti rispetto al quorum fissato dal Dl liberalizzazioni? Molte regioni- anche quelle meno orientate a veder sfruttata fino in fondo la norma- hanno passato la palla ai Comuni e questi ultimi stanno facendo di testa propria, per lo più abbondando nel numero di aperture previste. Il totale di queste non è ancora noto e contribuisce a tenere con il fiato sospeso i titolari che nel frattempo non hanno di che annoiarsi alle prese con la nuova ( ma annunciata) tempesta degli orari. La possibilità concessa dal Dl sulle liberalizzazioni di prolungare a piacimento l’orario di apertura sta disamorando i farmacisti volontari della notte: 8 defezioni su 25 a Milano; 8 su 50 a Roma, sono i primi risultati a fronte della scelta da parte di “presìdi” concorrenti della stessa zona che hanno annunciato il prolungamento dell’orario fino alle 21,30 o 22, la fascia oraria dove si concentra la maggior parte degli acquisti da parte dei ritardatari. Il problema non si evidenzia ovunque ma anche in questo caso ci sarà da attendere un periodo di assestamento per vedere l’effetto finale dell’extra-orario soggettivo sul servizio. Qualcuno però è già corso ai ripari: la Puglia ha liberalizzato fino alle 20,30 e il sabato, lasciando intangibili i turni di notte e i festivi; la Sicilia ha chiesto un parere dell’avvocatura dello Stato sulla stessa questione. Anche in questo caso, l’esito finale lo si avrà solo a bocce ferme, ma è chiaro fin d’ora che le soluzioni potranno risultare diversificate da territorio a territorio, con un nuovo sequel di polemiche. E intanto c’è un nuovo ronzio fastidioso che arriva a rendere ancora più confusa la scena…ma se il veterinario prescrive al Pet di casa un farmaco per uso umano la parafarmacia che fa? Dispensa o no? Certo che si, rispondono le interessate. Com’è lontana l’epoca in cui si chiedeva al medico della mutua di prescrivere anche la medicina per Fido a carico del Ssn…
(Il Sole 24 Ore Sanità- 14 maggio 2012)
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