Forum di discussione del M.S.F.I. - www.msfi.it
 
IndiceIndice  PortalePortale  FAQFAQ  RegistrarsiRegistrarsi  Accedi  

Condividere | 
 

 O sono stupidi o conniventi!

Vedere l'argomento precedente Vedere l'argomento seguente Andare in basso 
AutoreMessaggio
R.Siniscalchi
Farmacista M.S.F.I.


Maschile Numero di messaggi : 127
Località : Cagnano Varano (FG)
Data d'iscrizione : 03.04.08

MessaggioOggetto: O sono stupidi o conniventi!   Mer Mag 16, 2012 9:51 pm

E' molto interessante quanto dice l'avv. Federico Jorio (partner studio associato Jorio) in merito alla cessione delle aziende a prestanome che, spesso, non hanno la coscienza (e forse la fedina penale) candida.


".... Sono infatti già numerose le farmacie che hanno ricorso e stanno ricorrendo alle procedure concorsuali. Prioritariamente, al piano di ristrutturazione di cui all’art. 182 bis. Alternativamente, alle procedure di concordato preventivo. Entrambe per scongiurare quelle fattispecie, ormai divenute troppo frequenti: quelle verosimili dichiarazioni di fallimento, spesso minacciate dai fornitori senza scrupoli allo scopo di “convincere” i malcapitati a cedere le loro attività a qualche compare di turno, magari a prezzi stracciati ....."


Voglio ricordare che lo stesso avvertimento fu promosso da Caldoro tempo fa e riportato da filodiretto federfarma:


Napoli: rischio malavita per farmacie non rimborsate dal SSN?
Nel corso di un convegno il presidente della Regione Campania, Stefano Caldoro, ha confermato l'allarme che farmacie e laboratori di analisi possano finire nelle mani della malavita organizzata. "Ho cercato di capire chi stesse comprando farmacie, laboratori e cliniche che si stanno vendendo a ripetizione, ma nessuno è riuscito a spiegarmelo. Per questo - ha aggiunto il governatore - mi sono sentito in dovere di scrivere una nota al Prefetto di Napoli. Mi sentirei più tranquillo se sapessi chi sono gli acquirenti, invece vedo che si continua a vendere perchè i prezzi sono bassi e appetitosi per chi ha soldi". Il riferimento di Caldoro alla criminalità organizzata non è diretto, ma che nell'ultimo anno ci sia stato un vertiginoso aumento della vendita di farmacie e laboratori - a secco di fondi per il mancato rimborso da parte della Regione su cui grava il deficit della sanità - è un dato di fatto.
L'elevato numero di vendite di farmacie è stato confermato alla stampa anche da Michele di Iorio, componente del Consiglio di Presidenza Federfarma, il quale auspica che il presidente Caldoro, nel denunciare il rischio, realizzi anche tutte le iniziative economiche e normative per procedere ai rimborsi e scongiurare il pericolo.



Ovviamente tutto ciò non nasce da oggi. Molte cose le si sapevano da tempo e le sapeva anche il Governo Prodi che non rispose alla seguente interrogazione (almeno così mi risulta):


Legislatura:
XIII
Ramo:
Camera
Tipo Atto:
INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA
Numero atto:
4/05212
Data presentazione:
10-11-1996
Seduta di presentazione:
93
Presentatore
Cognome
Nome
Gruppo
SCOZZARI
Giuseppe
MISTO (MISTO)

Cofirmatari
Cognome
Nome
Gruppo
PISCITELLO
Rino
MISTO (MISTO)
DANIELI
Franco
MISTO (MISTO)
Stato Iter
Iter in corso
Destinatari
Data
MINISTERO DELL'INTERNO
10-11-1996
MINISTERO DELLA SANITA'
10-11-1996
Argomento


Classificazione con termini TESEO
ACCONTI E ANTICIPAZIONI
COLLEGI E ORDINI PROFESSIONALI
CONVENZIONI SANITARIE
FARMACIE
PERSONALE AMMINISTRATIVO DELLA SANITA'
SOCIETA' FINANZIARIE
UNITA' SANITARIE LOCALI
PRESIDENTI E VICE PRESIDENTI
PAGAMENTO
FARMACISTI
Indicizzazione : geopolitica e sigle
CAMPANIA
SICILIA



Testo dell'Atto
Ai Ministri dell'interno e della sanità. - Per sapere -
premesso che all'interrogante risultano i seguenti fatti:
notevole scalpore hanno suscitato gli arresti, avvenuti nei
mesi scorsi a Palermo e a Napoli nell'ambito di due diverse
inchieste, di personaggi che, in vario modo, influenzavano
pesantemente la gestione di farmacie;
a Napoli l'inchiesta ha coinvolto il presidente dell'ordine
dei farmacisti e alcuni dipendenti della unità sanitaria locale
41; secondo le accuse, i ritardi con i quali la stessa unità
sanitaria locale pagava ai farmacisti i rimborsi delle ricette
sarebbero stati pilotati al fine di indurre i professionisti in
difficoltà economiche a rivolgersi ad una finanziaria alla quale
venivano ceduti i crediti verso la regione Campania;
la finanziaria, poi, agiva in giudizio per il recupero del
credito, mentre dagli uffici della unità sanitaria locale,
provenivano pretestuose opposizioni alle azioni intentate al fine
di incrementare le spese legali a tutto danno del pubblico erario
e a vantaggio della finanziaria;
a Palermo, come riportato dagli organi di stampa nazionali,
è stato arrestato Carmelo Riccobono, un imprenditore del settore
delle forniture di medicine alle farmacie, al quale viene
contestata l'acquisizione di alcune farmacie palermitane
attraverso un meccanismo che gli investigatori hanno definito di
"usura impropria";
il grossista, infatti, concedeva particolari linee di
credito per il pagamento delle fatture con dilazioni ben maggiori
dei trenta giorni solitamente concessi; in tal modo,
approfittando del ritardo con cui le Usl competenti per
territorio provvedono al pagamento delle spettanze alle farmacie,
il grossista avrebbe fatto aumentare l'esposizione debitoria dei
farmacisti, cui all'improvviso chiedeva l'immediato rientro dello
scoperto e, ove questi non fossero stati in grado di soddisfare
la richiesta, poneva l'alternativa fra l'istanza di fallimento o
la vendita sottocosto della farmacia;
il Riccobono avrebbe agito attraverso le sei ditte di
distribuzione di farmaci di cui è titolare o socio, in regime,
dunque, di sostanziale monopolio in tutta la Sicilia;
le due vicende, pur nelle loro diversità, sono accomunate
dalla facile sponda offerta delle gravissime responsabilità delle
ASL che tardano oltre ogni limite tollerabile i pagamenti
spettanti alle farmacie;
ai sensi dell'accordo nazionale di cui al decreto del
Presidente della Repubblica del 15 settembre 1979, le Aziende
sanitarie locali dovrebbero provvedere al pagamento delle somme
richieste dai farmacisti per i farmaci forniti agli assistiti, al
massimo entro il mese successivo a quello di presentazione delle
ricette da rimborsare;
i tempi di rimborso delle ricette si sono invece sempre più
dilatati, soprattutto nelle regioni meridionali ed in Sicilia in
particolare, fino ad arrivare, negli anni compresi tra il 1990 e
il 1992, ai dieci mesi;
per comprendere l'entità del danno subito dalle singole
farmacie, basti pensare che le stesse anticipano circa il 75 per
cento del costo complessivo del farmaco fornito agli assistiti
(fra prezzo pagato al grossista e IVA versata nelle casse dello
Stato) e che le cifre che le Usl dovrebbero pagare sono, per le
farmacie di medie dimensioni, di parecchie centinaia di milioni
per ogni mese;
come già rilevato dagli investigatori nel citato caso del
Riccobono, spesso i grossisti operano in regime di quasi
monopolio sul territorio: secondo i dati forniti da alcune
associazioni di farmacisti, risulterebbe che alcuni grossisti
sono arrivati a "controllare" anche quindicimila farmacie su
tutto il territorio nazionale, detenendo partecipazioni azionarie
di maggioranza in oltre ottanta ditte di distribuzione
all'ingrosso;
gli stessi grossisti sono spesso titolari o controtitolari
di società di factoring, cui i farmacisti sono costretti a
rivolgersi per far fronte alle pesantissime situazioni debitorie
nei confronti degli istituti di credito; sarebbero poi proprio
tali società a gestire le fasi di vendita e acquisizione delle
farmacie con pesanti situazioni finanziarie;
in questa situazione, il pagamento delle somme dovute ai
farmacisti da parte delle unità sanitarie locali (che avviene di
solito soltanto grazie all'adozione di decreti ingiuntivi di
parte dell'autorità giudiziaria) è a mala pena sufficiente al
saldo degli interessi che sulle stesse somme sono maturati a
favore dei fornitori, o delle società di factoring ad essi stessi
intestate o, nel migliore dei casi, delle banche;
la motivazione addotta dalle unità sanitarie locali per
giustificare il ritardo nei pagamenti, secondo cui esso sarebbe
dovuto a sua volta ai ritardi con cui i fondi vengono erogati
dalle regioni, appare poco convincente sia verificando l'ampio
lasso di tempo che intercorre tra il momento dell'accreditamento
delle somme alle Usl e il loro trasferimento ai farmacisti, sia
verificando come i ritardi si manifestino anche in quelle Usl
che, per motivi che appaiono incomprensibili, ricevono i fondi
molto prima delle altre della stessa regione o, addirittura,
quando queste non ne ricevono affatto;
d'altro canto, tali motivazioni pongono con forza il
problema del controllo e del ridimensionamento della spesa
farmaceutica nel nostro paese;
è noto a tutti infatti che, soprattutto in quelle regioni
come la Sicilia che non hanno ancora ottemperato all'obbligo di
dotarsi di un efficiente sistema di controllo mediante lettura
automatica, la spesa sanitaria ha subìto una impennata fino a
sfiorare i duemila miliardi annui (per singola regione), spesa in
buona parte derivante dai farmaci forniti a soggetti esenti da
ticket: il 20 per cento della popolazione avrebbe consumato,
stando agli ultimi dati ufficiali disponibili, oltre il 70 per
cento dei medicinali -:
se siano a conoscenza dello sconfortante dato secondo cui
soltanto in Sicilia sarebbero pendenti circa mille istanze di
fallimento da parte delle farmacie e che giudizio diano di esso;
se siano a conoscenza di operazioni che, secondo quanto
risulta all'interrogante, vedrebbero coinvolte le società di
distribuzione di farmaci "Nuova Safarm" e "Scravaglieri", che
avrebbero notevoli tratti comuni con quelle individuate dalla
procura della Repubblica di Palermo e giudicate di "usura
impropria" ai danni dei titolari delle farmacie;
se da parte del ministero per la sanità sia mai stata
condotta una approfondita indagine per verificare i motivi per i
quali, soprattutto nelle regioni meridionali, le unità sanitarie
locali trasferiscono con notevole ritardo le somme di competenza
alle farmacie e, in caso negativo, se non si ritenga che debba
esserne prontamente disposta una;
se siano a conoscenza del dato secondo cui l'illecito
aumento dei prezzi dei farmaci oggetto dell'indagine che vede
coinvolto l'ex direttore del ministero della sanità Poggiolini,
avrebbe determinato un aumento del fatturato di ogni singola
farmacia pari ad una media di trecento milioni dai grossi
distributori che, come si è detto operano in regime di quasi
monopolio;
se siano a conoscenza dell'interessamento al problema
dell'alto Commissario antimafia da parte di alcune associazioni
di farmacisti ed eventualmente che notizie possano fornire su
eventuali accertamenti condotti;
se corrisponda a verità che sull'intera vicenda della
fatturazione farmaceutica, in considerazione delle ingentissime
somme che mette in circolo, sia stata avviata una indagine da
parte del Sisde ed eventualmente se essa sia tuttora in corso o,
se essa si è conclusa, quale ne sia stato l'esito;
quali urgenti iniziative il Governo intenda assumere nei
confronti di quelle regioni che a tutt'oggi non hanno ottemperato
all'obbligo di dotarsi di un sistema di controllo delle ricette
mediante lettura automatica, unico strumento in grado di
effettuare un monitoraggio della correttezza della spesa
farmaceutica.
(4-05212)


Se a tutto ciò aggiungiamo quanto pubblicato oggi sul sito del M.S.F.I.


" http://darimar.altervista.org/movimento/ "


credo che il disegno sia chiaro ed evidente anche il burattinaio dietro a tutto questo sfascio.
A volte Federfarma mi da l'impressione di voler imitare il Titanic!


Ci sono tutti i segnali di pericolo ma persevera, con la sua dirigenza, imperterrita su una rotta che porterà al naufragio della Farmacia Italiana.


Delle due l'una: o sono stupidi o conniventi!


Ultima modifica di R.Siniscalchi il Dom Mag 20, 2012 10:01 pm, modificato 1 volta
Tornare in alto Andare in basso
Vedere il profilo dell'utente
R.Siniscalchi
Farmacista M.S.F.I.


Maschile Numero di messaggi : 127
Località : Cagnano Varano (FG)
Data d'iscrizione : 03.04.08

MessaggioOggetto: Una lettera drammatica e raccapricciante.   Mer Mag 16, 2012 10:00 pm

E proprio oggi su "il farmacista online" appare la seguente lettera riportata in home page su questo sito.

**********************************************
Spettabile Redazione,

Ho letto l' articolo dell'avvocato Federico Jorio postato sul vostro sito e colgo l'occasione per offrirvi il mio 'contributo'. Sono un farmacista napoletano, titolare (o meglio 'ex') di una farmacia con sede a Scampia-Secondigliano. La farmacia ricade nella zona di pertinenza della 'famigerata' Asl Na1, nota per i suoi costanti annosi ritardi nei pagamenti delle competenze alle farmacie.

Come il 90% (o più) delle farmacie napoletane, per far fronte ai pagamenti ai grossisti, abbiamo dovuto far ricorso alle 'anticipazioni distinte' con Credifarma. Gli interessi pagati a quest'ultima più gli interessi ai grossisti superano gli 800.000,00 euro negli ultimi 15 anni, a fronte di pochi spiccioli recuperati con atti ingiuntivi dalla Asl Na1.

Negli ultimi tempi, con oltre un anno di ritardo nei pagamenti, Credifarma non ci ha più anticipato notule e non abbiamo più potuto far fronte ai pagamenti.

Come sapete, i titolari di farmacia, grazie ad una scellerata legge, non possono attivare decreti ingiuntivi contro le Asl fino al 31.12.2012 e questo già dal 01.01.2011, due anni. Ma non c'è alcuna legge che lo impedisca ai fornitori o all'Equitalia! E i fornitori hanno preteso e ottenuto il pagamento di interessi ad un tasso (>11%) superiore all'utile medio della famacia!

Ebbene si! Ma non finisce qui. Sui soldi che la Regione Campania non versa ai farmacisti, e che impedisce possano essere pignorati, lo Stato pretende il pagamento delle tasse! Non potendo, chiaramente, pagare il fisco l'Equitalia aziona i pignoramenti nei confronti dei farmacisti con interessi e sanzioni pazzeschi!

Un anno e mezzo fa abbiamo dovuto licenziare i nostri 4 dipendenti e due mesi fa ci hanno dichiarati falliti per insolvenza ...ed i 'crediti' (tasse) 'vantati' dallo Stato (sanzioni ed interessi compresi) risultano essere crediti privilegiati da pagare ancor prima dei dipendenti. Grottesco eh?!?

Essendo una snc ci hanno pignorato tutto, auto, mobili e l'unica casa di famiglia di nostro possesso. Siamo tra i 'candidati' al suicidio!

Ecco come agisce lo stato italiano (volutamente minuscolo questa volta) tanto difeso dal 'presidente' Napolitano. Si commuovessero di meno lui e la Fornero, e scendessero dai loro scranni a vedere cosa succede quaggiù per colpa dei ladri che hanno lassù.

dott. Giorgio Basile Giannini

Fonte: Il Farmacista Online, 16 maggio 2012
Tornare in alto Andare in basso
Vedere il profilo dell'utente
R.Siniscalchi
Farmacista M.S.F.I.


Maschile Numero di messaggi : 127
Località : Cagnano Varano (FG)
Data d'iscrizione : 03.04.08

MessaggioOggetto: Re: O sono stupidi o conniventi!   Gio Mag 17, 2012 10:43 am

Da "farmacista33" di oggi rilevo quanto segue:


Ciampi (Credifarma): i titolari facciano rientrare capitali in farmacia

«I tempi sono cambiati, i titolari non possono più confondere quello che entra nel registratore di cassa con l'utile e gravare di debiti le loro imprese». Non usa giri di parole Claudio Ciampi, amministratore delegato di Credifarma, per dipingere la congiuntura economica che le farmacie devono affrontare.

Dr. Ciampi, a Cosmofarma ha detto che i farmacisti devono cominciare a investire nella loro farmacia. Che cosa intendeva dire?
Fino a poco tempo fa era convinzione diffusa che le farmacie non potessero fallire e quindi il titolare avrebbe potuto indebitarsi finché voleva: i fornitori non lo avre bbero abbandonato e il magazzino sarebbe sempre stato pieno. E poi c'era sempre l'avviamento. Oggi non è più così: a parte le liberalizzazioni, l'utile Ssn è in arretramento da anni e non si prevedono inversioni di tendenza per il prossimo futuro. Il titolare, di conseguenza, non può più scambiare il cassetto con l'utile e spendere subito quello che entra. Anzi, è arrivato il momento di invertire il percorso dei capitali: se prima i soldi uscivano dalle farmacie per finire in immobili o altri beni, oggi è consigliabile che il farmacista - laddove necessario - venda qualche proprietà per far entrare liquidi nella sua impresa, cioè ricapitalizzarla.

Sono diversi gli esperti che lo predicano, in questo momento...
Non c'è dubbio. Il fatto è che la stretta sul mercato del credito che si sta registrando in questo momento rende forte il rischio che molte farmacie possano trovarsi pres to a corto di capitale operativo, ossia dei liquidi necessari all'attività quotidiana. Occorre rifinanziare, una farmacia che non paga i fornitori da più di 300 giorni è già di fatto un'impresa che appartiene ad altri.

È una situazione molto diffusa?
Diciamo che è diffusa l'abitudine a sottovalutare i bilanci. Molti di quelli che vedo non convincerebbero una banca a dare un prestito di un solo centesimo. Le responsabilità sono anche di quei commercialisti che per anni hanno tranquillizzato i titolari con false rassicurazioni. E hanno assecondato la loro propensione a indebitare l'impresa nella convinzione che tanto le entrate avrebbero ripianato tutto. Oggi è utile che i titolari vadano dal loro commercialista, lo guardino negli occhi e decidano se non sia il caso di cambiare consulente.

Veniamo a Credifarma: i vertici sono in via di rinnovo, a fine mese ci saranno le elezioni di presidenza e consiglio. Quanto sta soffrendo l'istituto per questa congiuntura?
Siamo una finanziaria iscritta nell'elenco 107, quindi vigilata dalla Banca d'Italia. L'ultima ispezione si è svolta recentemente e ha avuto esito positivo. Abbiamo un patrimonio di 34 milioni di euro e siamo l'unico istituto del suo genere che non ha avuto bisogno di aumenti di capitale. Abbiamo linee di credito robustissime con le due banche che dividono la proprietà con Federfarma (Unicredit e Bnp, ndr) e grazie alle ultime cartolarizzazioni non abbiamo problemi di tesoreria. Può bastare?
Tornare in alto Andare in basso
Vedere il profilo dell'utente
R.Siniscalchi
Farmacista M.S.F.I.


Maschile Numero di messaggi : 127
Località : Cagnano Varano (FG)
Data d'iscrizione : 03.04.08

MessaggioOggetto: Re: O sono stupidi o conniventi!   Gio Mag 17, 2012 12:01 pm

E' un argomento già accennato, ma vale la pena spenderci qualche pensiero. Prima però leggete le due notizie sotto riportate.

Da filodiretto federfarma:

Napoli: rischio malavita per farmacie non rimborsate dal SSN?

Nel corso di un convegno il presidente della Regione Campania, Stefano Caldoro, ha confermato l'allarme che farmacie e laboratori di analisi possano finire nelle mani della malavita organizzata. "Ho cercato di capire chi stesse comprando farmacie, laboratori e cliniche che si stanno vendendo a ripetizione, ma nessuno è riuscito a spiegarmelo. Per questo - ha aggiunto il governatore - mi sono sentito in dovere di scrivere una nota al Prefetto di Napoli. Mi sentirei più tranquillo se sapessi chi sono gli acquirenti, invece vedo che si continua a vendere perchè i prezzi sono bassi e appetitosi per chi ha soldi". Il riferimento di Caldoro alla criminalità organizzata non è diretto, ma che nell'ultimo anno ci sia stato un vertiginoso aumento della vendita di farmacie e laboratori - a secco di fondi per il mancato rimborso da parte della Regione su cui grava il deficit della sanità - è un dato di fatto.
L'elevato numero di vendite di farmacie è stato confermato alla stampa anche da Michele di Iorio, componente del Consiglio di Presidenza Federfarma, il quale auspica che il presidente Caldoro, nel denunciare il rischio, realizzi anche tutte le iniziative economiche e normative per procedere ai rimborsi e scongiurare il pericolo.

Quanto sopra risale all'anno scorso.
Oggi pare che la situazione non sia mutata.


13/06/2011 15.28.41
SANITA': FEDERFARMA NAPOLI, IN CRISI PER TROPPI ARRETRATI
NAPOLI - ''Con dieci mensilità arretrate nei pagamenti delle farmacie di Napoli, più o meno le corresponsioni di un intero anno, si rischia di andare incontro al fallimento''. E' quanto denuncia Michele Di Iorio, presidente di Federfarma Napoli secondo il quale ''sono 800 le farmacie che ricadono sul territorio della Asl Napoli 1 che attendono i pagamenti da parte della Regione Campania''. ''Al momento - ha aggiunto Di Iorio - sono seimila i posti di lavoro, ma i livelli occupazionali si assottigliano, di certo non possiamo prendere altro personale''. E, quindi, si pone, sottolinea Di Iorio, un problema di ''imprenditori che devono far quadrare i conti''.
Abbiamo incontrato, fa sapere Di Iorio, ''Danilo Del Gaizo, capo di gabinetto del governatore Caldoro, e ci ha detto che, entro il 30 giugno, si provvederà a un decreto commissariale per il pagamento del primo trimestre del 2011, salvo poi appianare i conti del resto del 2010''. ''Dovrebbe anche essere chiuso - ha aggiunto - un accordo per il pagamento del trimestre fino ad agosto 2010''. ''Se è vero, si tratta di un piccolo passo in avanti, ma più umano che sindacale - ha concluso - Vorrei comunque ricordare alla Regione che loro possono scrivere tutti i decreti e i provvedimenti che vogliono, ma noi i fornitori li paghiamo con i soldi, non con le carte''. (ANSA).

Tempo fa, molto tempo fa, scrissi questa frase in un post:

“..... Potremmo, in tal modo, evitare che molte farmacie diventino prede di società di factoring. Penso ai colleghi di regioni, come la Campania e il Lazio per fare un esempio, oppressi dai ritardi di AUSL inadempienti.
Essi, pur di ricevere dilazioni temporali nel debito verso i distributori, hanno accettato che gli stessi cedessero il credito a società di factoring.
Domanda: cosa accadrebbe a una farmacia che, non ricevendo il corrispettivo dovuto dalla AUSL, si trova a fronteggiare, priva di risorse economiche, le richieste di rientro del debito da parte del “factor”?
Risposta: fallisce. .....”

Questo il post, per chi ne ha tempo e voglia di leggerlo:
(Inviato: Dom Lug 16, 2006 5:20 pm)

Abbiamo vinto!
Questo il grido che si sentiva qualche giorno fa, non dopo la partita finale dei mondiali di calcio, ma successivamente all'incontro di Bersani con i tassisti!
Ma i tassisti sono proprio sicuri di aver vinto, e cosa poi. Promesse e rassicurazioni. Chiacchiere e favole.
Le stesse che hanno propinato prima delle elezioni tutti i politici e che smaccatamente continuano a enunciare come verità.
Veniamo a noi.
Si è capito, e se a qualcuno non è chiaro farebbe meglio a pre-pensionarsi, che per le COOP il vendere i prodotti OTC nei propri spazi non è il principale obbiettivo.
Il fine perseguito è di giungere alla distribuzione diretta di farmaci e servizi, ora appannaggio esclusivo della farmacia. Sottolineo farmacia e non farmacista titolare.
Infatti gli unici soggetti, non farmacisti, che sino ad oggi hanno potuto detenere più farmacie, senza avere una laurea, sono stati i Comuni.
Per alcuni di essi però le cose non dovevano andare tanto bene se poi alla fine hanno deciso di dismettere le farmacie che avevano prelato dai (pochi) circuiti concorsuali.
Come mai? Semplice, la redditività non era tale da coprire le spese e gli stipendi dei professionisti che in esse vi lavoravano. Non oso azzardare altre ipotesi!
Qualche sindaco un po' più spregiudicato di altri, specie in piccoli centri ove il lavoro scarseggia, ha avuto la gloriosa pensata di assumere l'unico farmacista come dipendente comunale con la qualifica di farmacista e le mansioni da direttore.
La dismissione delle farmacie comunali, specie in centri importanti come Milano, non è passata inosservata. Soprattutto se ad acquisirle è un grosso gruppo industriale.
Con il decreto Bersani si è dato un colpo di spugna alla sentenza della Corte Costituzionale (n.275/2003) che invalidava siffatte concentrazioni.
Sono certo che le prime farmacie che passeranno di mano saranno proprio le comunali. Forse di Bologna?
Ma come faranno le COOP a gestire situazioni che per i Comuni erano a bassa redditività e contestualmente ridurre i prezzi dei farmaci da banco e SOP ?
La risposta può darla un impiegato di una cooperativa. Egli non è assunto con un regolare contratto a tempo indeterminato, ma è socio della cooperativa. Pertanto ciò che percepisce è al di fuori di ogni logica sindacale. Praticamente, in un sistema concorrenziale, o inghiotti ciò che ti viene dato o sei fuori dal giro.
Per ciò che concerne l'abbattimento del prezzo dei farmaci la soluzione è nella centralizzazione degli acquisti della COOP e/o della Multinazionale che ad essa si affiancherà (mi riferisco in special modo a grossi gruppi distributivi presenti in Europa, già possessori di farmacie in altre nazioni; la Gran Bretagna ne è un esempio).
Il ricatto che imporranno ai produttori è il solito che usualmente viene applicato in altri ambiti.
Se vuoi vendere e utilizzare la mia rete distributiva mi devi dare una commissione d'ingresso in base ai metri quadri di spazio che ti concedo nei miei esercizi commerciali. Questa “tangente” il produttore la paga in diversi modi, sul fatturato, o sui volumi di vendita, o con spropositate dilazioni di pagamento.
Tale modo di operare Sciascia, in Sicilia, lo chiamava con una parola di cinque lettere.
La liberalizzazione faciliterà il cumulo di licenze ai grandi gruppi distributivi, alla stessa stregua di ciò che è accaduto con la liberalizzazione delle licenze commerciali di altri esercizi, con esclusivo appannaggio degli ipermercati.
L'emorragia però non si fermerà qui.
Così come oggi è possibile contrattare il prezzo del farmaco da banco, lo sarà domani (e già accade per le confezioni ospedaliere) per quello che richiede ricetta medica, magari prescrivibile a carico del SSN.
In tal caso quale scenario si manifesterà sul teatro della sanità pubblica con le liberalizzazioni selvagge. Saranno convenzionati solo gli esercizi farmaceutici che faranno al SSN (o alle prevedibili casse assistenziali assicurative) gli sconti maggiori?
Giavazzi & compagni potranno pur far credere, utopisticamente, che il pensionato, in un futuribile domani, possa alzare la mano, salire su un taxi e recarsi all'iperCoop per spedire una ricetta, saranno i fatti a smentirli; ma nel frattempo i danni allo stato sociale si consolideranno in maniera indelebile. E queste saranno cicatrici che difficilmente il tempo riuscirà a levigare.
Vogliamo liberalizzare e creare più occupazione nel settore? Bene, allora chiedo la possibilità, per il farmacista, di allestire nella propria farmacia preparati galenici di OTC e SOP generici senza limitazioni quantitative o qualitative di sorta. Chiedo altresì che sia permessa la lavorazione “per conto terzi” dei preparati galenici.
Unici obblighi:
- notificare alla AUSL di appartenenza i preparati allestiti;
- porre in vendita i prodotti solo previa certificazione, rilasciata da un laboratorio autorizzato, attestante l'esatta rispondenza dei requisiti qualitativi e quantitativi, riportati in etichetta, del lotto da commercializzare, nonché la bontà dei campioni di materie prime utilizzate per l'allestimento del preparato finito.
Pensateci un attimo quali ricadute potrebbe avere sul piano occupazionale un provvedimento legislativo del genere. Molti colleghi riprenderebbero a fare il loro “vero” mestiere con più veemenza, e molti giovani farmacisti, insoddisfatti di farsi qualificare alla stessa stregua di un commesso da supermarket, solidarizzerebbero per l'apertura di laboratori chimici deputati ai controlli di qualità previsti, magari importando essi stessi le materie prime da rivendere ai farmacisti titolari.
La ”Farmalabor”, società di farmacisti associati ne è un esempio.
E i prezzi? Si ridurrebbero di conseguenza alla fonte.
“UNIFARM S.p.A.” e “Federfarma.Co S.p.A.” con il “Neolatte” insegnano che è possibile controbilanciare eventuali intese di cartello di aziende e distributori troppo spregiudicati. A tal proposito, aspetto ancora che Catricalà dia spiegazioni in merito al fatto che, nonostante l'intervento dell'antitrust e le multe comminate, le aziende produttrici di alimenti per l'infanzia continuino a fare del mercato ciò che vogliono.
Non desidero dilungarmi sul decreto Bersani in quanto se ne è già detto troppo, e non se ne dirà mai abbastanza. Di porcherie politiche, mascherate da demagogiche prese di posizioni di tutela verso i cittadini, ne è piena la storia.
Una cosa però vorrei accentuare. Ciò che faranno le COOP e le multinazionali della distribuzione lo possiamo fare anche noi. Mi riferisco alla centralizzazione degli acquisti.
Abbiamo la struttura finanziaria: Credifarma. Non penso sia un caso che la Unipol agognasse la BNL!
Abbiamo la rete logistica di molti distributori “amici”.
Mi riferisco a quei grossisti relativamente piccoli rispetto alle multinazionali della distribuzione, magari sorretti da cooperative di farmacisti.
Sarebbe sufficiente integrare le strutture già presenti (e disponibili ad aderire) sul territorio, per presentarsi compatti con la nostra rete di farmacie ai produttori e contrattare le migliori condizioni di mercato.
Cari colleghi, teniamo bene a mente che ciò che muove noi è anche l'orgoglio di appartenenza a una categoria (Giavazzi legge lobby), unanimemente riconosciuta, di professionisti; ciò che muove i potentati economici (vere lobby) è solo il profitto. Se togliamo ad essi il vero motivo del contendere tutto il castello del decreto Bersani cadrà.
Abbiamo già dimostrato di essere forti.
Nell'avvio del decreto Storace, il 70% delle farmacie italiane non lo condivideva né lo applicava. Furono necessari notevoli sforzi di convincimento dei nostri rappresentanti sindacali per farcelo ingoiare. La medicina amara, però, non è bastata ai politicanti del quartierino.
Bene, preso atto di questo, vomitiamogli addosso il nostro disprezzo, e non umiliamoci ad accettare fantomatiche liste di sicurezza su ipotetici farmaci che potrebbero declassarsi addirittura ad integratori, pur di apparire nei supermercati. La lista di sicurezza dei farmaci è solo finalizzata ad eludere la presenza del farmacista nel distributore.
Compattiamoci nel nostro sindacato e, come accade per i farmaci PHT, individuiamo i grossisti disposti a implementare la loro logistica con la nostra, con reciproca convenienza economica, e centralizziamo gli acquisti.
Potremmo, in tal modo, evitare che molte farmacie diventino prede di società di factoring. Penso ai colleghi di regioni, come la Campania e il Lazio per fare un esempio, oppressi dai ritardi di AUSL inadempienti.
Essi, pur di ricevere dilazioni temporali nel debito verso i distributori, hanno accettato che gli stessi cedessero il credito a società di factoring.
Domanda: cosa accadrebbe a una farmacia che, non ricevendo il corrispettivo dovuto dalla AUSL, si trova a fronteggiare, priva di risorse economiche, le richieste di rientro del debito da parte del “factor”?
Risposta: fallisce.
Spero di aver seminato, con questi miei pensieri, sufficienti dubbi e preoccupazioni nelle vostre menti per far sì che vi sia una più ampia percezione degli impegni futuri a cui i farmacisti saranno messi alla prova.
Per ultima, ma non ultima, considerazione: avete notato anche Voi ,come il sottoscritto, una certa remissione della stampa nel discutere delle effettive conseguenze che le liberizzazioni di Bersani causeranno a medio e lungo termine?
Non è strano che si parli e si scriva solo di risparmi al cittadino, senza poi quantificarli esattamente, e non di ciò che accadrà nella qualità e certezza dei servizi che ad egli verranno erogati?
Forse che i giornalisti siano prigionieri della lobby degli editorialisti?
Forse che nonostante tutte le elargizioni date ai giornali per avere libera stampa in libero Stato, non si sia riusciti nell'intento. Vogliamo discutere anche di questo?
Su altri pezzi di Italia, già tempo fa, potentati economici hanno posto le loro insegne (autostrade, telefonia, energia, ecc.) e non mi pare che il cittadino se la passi (anche economicamente) tanto meglio. Desidero ricordare a Giavazzi che le nostre licenze ad esercitare sono concessioni governative, sotto il controllo dello Stato anche tramite le AUSL, e finalizzate a garantire uno standard di qualità ben definito. Controllo che in altri settori, anche strategici, non vi è stato e non vi è.

Dr. Raffaele Siniscalchi
Tornare in alto Andare in basso
Vedere il profilo dell'utente
R.Siniscalchi
Farmacista M.S.F.I.


Maschile Numero di messaggi : 127
Località : Cagnano Varano (FG)
Data d'iscrizione : 03.04.08

MessaggioOggetto: Re: O sono stupidi o conniventi!   Ven Lug 13, 2012 12:20 pm

Dal sito "Quellichelafarmacia":

http://quellichelafarmacia.com/6512/la-questione-farmacia-a-napoli-e-ancora-irrisolta-urgono-nuove-forme-di-protesta/

La Questione Farmacia a napoli è ancora irrisolta, urgono nuove forme di protesta
12 luglio 2012

La manifestazione tenutasi ieri a Roma ha acceso i riflettori sulla “questione farmacie” a livello nazionale; ancor più grave, però, è la situazione campana, e napoletana in particolare, dove il ritardo nei pagamenti da parte delle ASL ed il relativo costo del denaro che i titolari di farmacia sono costretti a prendere in prestito, di fatto annullano gli introiti per le farmacie, molte delle quali sono oramai a rischio fallimento.
Per questo Federfarma Napoli ed il suo Presidente Michele Di Iorio stanno valutando l’ipotesi di ulteriori forme di protesta che vanno ad aggiungersi alla già prevista serrata nazionale delle farmacie in programma giovedì 26 luglio.
Particolare attenzione alla criticità della situazione anche da parte dell’Ordine provinciale dei Farmacisti, dal momento che l’ulteriore aggravio sulle entrate dei titolare di farmacia mette innanzitutto in serio pericolo centinaia di posti di lavoro tra i dipendenti delle farmacie.
Per questo, venerdì 13 luglio alle ore 11 presso la sede di Federfarma Napoli in via Toledo 156, il Presidente di Federfarma Napoli, Michele Di Iorio annuncerà le ulteriori forme di protesta, mentre il Presidente dell’Ordine dei Farmacisti, prof. Vincenzo Santagada, illustrerà le criticità che il nuovo provvedimento adottato dal Governo Monti comporta in termini occupazionali.
Tornare in alto Andare in basso
Vedere il profilo dell'utente
R.Siniscalchi
Farmacista M.S.F.I.


Maschile Numero di messaggi : 127
Località : Cagnano Varano (FG)
Data d'iscrizione : 03.04.08

MessaggioOggetto: Re: O sono stupidi o conniventi!   Mar Lug 17, 2012 12:34 pm

L'attuale Presidente di Federfarma Napoli, Michele Di Iorio, non trova altra soluzione per risollevare le sorti dei suoi iscritti che scioperare a tavola.
Sull'esempio del più famoso radicale Marco Pannella, annuncia lo sciopero della fame.
A oltranza?
E fino all'estreme conseguenze?

Ma non sarebbe stato meglio, tempo fa, dimettersi dalla presidenza manifestando così il risentimento della base per la perdente linea sindacale della dirigenza nazionale?
Non sarebbe stato meglio denunciare le infitrazioni malavitose che, pare, stiano per accaparrarsi le farmacie?
Non sarebbe stato meglio denunciare la ASL debitrice per non aver versato i contributi sindacali previsti sulle notule?

Forse tutto ciò sarebbe stato meglio che la pagliacciata di annunci di scioperi mai attuati.


Da farmacista33 del 16 luglio la seguente notizia:

Di Iorio (Federfarma Napoli): le farmacie falliscono, pronto a sciopero della fame

Sciopero della fame a oltranza. Ad annunciarlo, in una conferenza stampa indetta per denunciare la particolare criticità della situazione campana, Michele Di Iorio, che così da giovedì prossimo comincerà il digiuno contro i provvedimenti del governo Monti e a causa dei circa 300 milioni di crediti vantati con la regione Campania. «Rischiamo la chiusura di tutte le farmacie di Napoli e provincia» dice Di Iorio. I problemi denunciati dai farmacisti napoletani sono vari. Per cominciare l'1,83 sul fatturato delle farmacie «la nuova tassa del governo Monti» che potrebbe essere un ulteriore aggravio per le attività già in crisi al punto da determi narne la chiusura. E poi il problema dei mancati rimborsi della Regione Campania. Una voragine creditoria di circa 180 milioni di euro solo per l'Asl Napoli 1, una media di 18 milioni al mese di rimborsi mai pervenuti a partire dal dicembre 2010. «La Napoli 1 è sotto questo aspetto l'azienda peggiore d'Italia e quindi d'Europa» dice Di Iorio. «Ci deve anche circa tre milioni e mezzo di contributi previdenziali». Gli effetti di questa situazione sono già tangibili, spiegano i titolari napoletani. In due settimane al solo annuncio dei nuovi provvedimenti del governo Monti, una farmacia su tre ha rivisto la propria pianta organica. Da subito ci sono stati ben 34 licenziamenti, mentre altri titolari hanno preferito la via meno traumatica di trasformare i contratti da full time a part time.
Tornare in alto Andare in basso
Vedere il profilo dell'utente
Contenuto sponsorizzato




MessaggioOggetto: Re: O sono stupidi o conniventi!   

Tornare in alto Andare in basso
 
O sono stupidi o conniventi!
Vedere l'argomento precedente Vedere l'argomento seguente Tornare in alto 
Pagina 1 di 1
 Argomenti simili
-
» Se si produno rifiuti pericolosi sino al 1 giugno sono obbligato ad iscrivermi al sistri
» piacere sono erika
» I mozziconi in spiaggia non sono innocui
» Clini ha invitato "chi è contrario a dirlo espressamente" - IO SONO CONTRARIO
» Che cosa sono i laboratori Larsa?

Permesso di questo forum:Non puoi rispondere agli argomenti in questo forum
Movimento Spontaneo Farmacisti Italiani - Forum :: Sezione pubblica :: L'"Arena"-
Andare verso: