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 Attacco ingiustificato dell'ANPI alla FOFI

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marant
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MessaggioTitolo: Attacco ingiustificato dell'ANPI alla FOFI   Ven Apr 11, 2008 12:17 pm

Comunicato dell'ANPI

La FOFI ovvero l’Ordine dei farmacisti titolari, ne ha fatta un’altra delle sue. Ieri, sul tema dei farmaci contraffatti, è riuscita ad affermare: “La FOFI rinnova l’impegno per contrastare la deriva incontrollata ispirata dal Ministro Bersani che, con la liberalizzazione dei farmaci di fascia C e la proposta di estenderla anche ai farmaci sottoposti a ricetta medica, ha rischiato di trasformare un bene da gestire con grande attenzione nell’interesse del pubblico, quale il farmaco, in un qualsiasi prodotto commerciale su cui speculare, con i rischi maggiori proprio per i cittadini, indotti dal miraggio di acquisti sottocosto a utilizzare strumenti di diffusione non qualificati”. Alla base di questo comunicato, si ravvisa la spregiudicatezza dell’ignorante o peggio ancora, l’arroganza di chi sa di farla sempre franca, perché sicuri che nessuno presenterà mai il conto. L’ANPI informa la popolazione che tutte le parafarmacie italiane prima di avviare l’esercizio debbono avere dal Ministero della Salute il codice di tracciabilità del farmaco come qualsiasi farmacia. Codice obbligatorio per poter ricevere dalle aziende distributrici i farmaci. Non solo, tutte le parafarmacie sono oggetto di visita preventiva, prima dell’avvio dell’esercizio, e periodiche da parte della commissione ASL, come avviene per qualsiasi farmacia. Nell’ambito di queste visite ispettive uno dei controlli prevede proprio la verifica dell’origine dei farmaci dispensati nell’esercizio. Sarebbe troppo facile, per noi professionisti seri e responsabili, ricordare a questi “Farmacisti” le denunce per truffa che hanno ricevuto ancora in questi ultimi mesi. Mentre non ci risulta che vi siano parafarmacie indagate o peggio ancora inquisite per truffa. Per queste ragioni e per la faziosità dimostrata in questi mesi dai vertici FOFI, favoriremo alle prossime elezioni di rinnovo degli organi provinciali della FOFI, farmacisti (siano essi titolari di farmacia, piuttosto che titolari di parafarmacia, ovvero farmacisti dipendenti) che assumeranno l’impegno di rappresentare tutta la categoria. Infine avvisiamo per tempo i vertici della FOFI che nel merito del comunicato di cui sopra, abbiamo dato mandato ai nostri legali di verificare se non vi siano i presupposti per un’azione legale volta a tutelare l’immagine e le imprese dei nostri associati ".
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marant
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MessaggioTitolo: Re: Attacco ingiustificato dell'ANPI alla FOFI   Ven Apr 11, 2008 1:39 pm

Non solo, tutte le parafarmacie sono oggetto di visita preventiva, prima dell’avvio dell’esercizio, e periodiche da parte della commissione ASL, come avviene per qualsiasi farmacia. Nell’ambito di queste visite ispettive uno dei controlli prevede proprio la verifica dell’origine dei farmaci dispensati nell’esercizio.

In merito a quanto sopra mi risulta che la legge Nazionale non preveda esattamente quanto dichiarato dall'ANPI, ma molto sia demandato alle Regioni: solo alcune hanno deliberato.
Il garante Catricalà, supportato in ogni sede dall'ANPI, ha più volte stigmatizzato la legislazione lombarda, perchè impone i controlli sopracitati.

Cara ANPI la botte piena e la moglie ubriaca non si possono avere!
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Darimar
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MessaggioTitolo: Re: Attacco ingiustificato dell'ANPI alla FOFI   Ven Apr 11, 2008 10:02 pm

Aggiungo qualche mia personale osservazione:

1- Che il farmaco sia stato oggetto, dal 2005 a oggi, di una banalizzazione tale da trasformarlo progressivamente da un bene etico di salute (quale è) a un bene commerciale di consumo credo sia fuori discussione, complice anche una nomenclatura inadeguata e più attenta alle esigenze del mercato e alle presentazioni fornite dal titolare dell'AIC che alla letteratura scientifica e alle evidenze sperimentali disponibili.

2- Contribuisce a confermare questa "mercantilizzazione" del farmaco il fatto che esso sia ora venduto anche in esercizi il cui piano ordinamentale risponde alla "disciplina del commercio in generale" laddove "la disciplina di vendita dei farmaci e la regolamentazione delle farmacie rispondono a criteri prevalentemente pubblicistici, considerata la rilevanza che l'ordinamento attribuisce alla vendita di tali prodotti per la salute pubblica".

3- La banalizzazione del farmaco e lo svilimento del suo significato etico incidono negativamente sulla percezione dei rischi ad esso associati e sulle implicazioni tossicologiche di un suo uso improprio, incoraggiando l'acquisto d'impulso e il ricorso a canali di distribuzione privi di qualsiasi garanzia di sicurezza (Internet in testa).

4- Già a dicembre 2007 il Sostituto Procuratore Nazionale Antimafia, Dr. Luigi De Ficchy, aveva espresso preoccupazioni verso i potenziali rischi associati a una deregolamentazione del mercato del farmaco e ai pericoli dei farmaci contraffatti acquistabili via Internet (e non solo) e auspicando invece un potenziamento e un'ottimizzazione dei controlli:

"La liberalizzazione dei farmaci, specie quelli di fascia C con obbligo di ricetta, provoca “ragionevoli preoccupazioni”, soprattutto per il rischio di minori controlli, il che potrebbe incentivare la contraffazione dei farmaci. A fianco dei farmacisti, sul piede di guerra proprio per la terza “lenzuolata” Bersani che permetterebbe la vendita di farmaci con obbligo di ricetta fuori le farmacie, interviene un insospettabile come Luigi De Ficchy, Sostituto Procuratore Nazionale Antimafia.
La liberalizzazione permessa dal primo decreto Bersani, scrive De Ficchy sulle pagine di “E Polis” “ creato nuovi posti di lavoro e calmierato i prezzi di alcuni medicinali. Si è però aperta una pericolosa breccia concettuale nel sistema di cautele che deve circondare la vendita dei farmaci, aggravata dall’approvazione nel giugno scorso alla Camera dei Deputati di un disegno di legge che permette a supermercati e parafarmacie la vendita dei medicinali di fascia C con obbligo di ricetta.
Tra questi vi sono farmaci come gli antiaggreganti e gli psicofarmaci con possibili pesanti effetti collaterali”
La loro vendita in esercizi sottoposti a minori controlli, sottolinea il magistrato, induce alle più ragionevoli preoccupazioni, considerato il rischio che nelle maglie di un sistema meno rigido si faccia strada la vendita dei farmaci contraffatti.
Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità – ricorda De Ficchy – il 3% dei farmaci venduti nel mondo sono contraffatti. Si tratta di falsificazioni spesso scoperte solamente dopo decessi o complicazioni gravi insorte negli assuntori del farmaco falso. Il fenomeno riguarda non solo i paesi in via di sviluppo, ma anche i paesi dell’area occidentale. Un’alta percentuale del traffico è gestita dalla criminalità cinese, che anche nel nostro paese è molto attiva nella contraffazione e nella vendita di merci contraffatte, tanto da aver stretto rapporti operativi con la camorra nel Lazio e in Campania.
A ragione pertanto – conclude – le associazioni di categoria dei farmacisti si stanno opponendo all’approvazione definitiva del citato disegno di legge sulla base di un progetto che prevede invece un considerevole aumento del numero delle farmacie.
Troppo alto è il rischio derivante da una eccessiva liberalizzazione nel settore: al contrario è necessario aumentare i controlli lungo la catena distributiva dei farmaci per salvaguardare la salute dei cittadini."
(Fonte: AGI; cfr. anche Farmacista33, 06/12/2007)

Concludendo, a mio avviso la FOFI si è espressa abbastanza obiettivamente, partendo dal presupposto che l'unica struttura sanitaria integrata nel SSN nella quale sono dispensabili i medicinali è la farmacia e che trasformando il farmaco in un bene commerciale di consumo si incentiva il cittadino ad un uso e a un acquisto impropri. Nulla di strano nè di nuovo.
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Darimar
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MessaggioTitolo: Re: Attacco ingiustificato dell'ANPI alla FOFI   Lun Apr 14, 2008 10:20 am

La FOFI, Federazione degli Ordini dei Farmacisti Italiani, a seguito della presa di posizione dell'ANPI (Associazione delle Parafarmacie Italiane) sull'allarme per i farmaci contraffatti lanciato dall'OMS, precisa quanto segue: in nessun modo la Federazione degli Ordini dei Farmacisti Italiani, che non ha mai inteso dividere i propri iscritti in due categorie, ha rivolto contestazioni ai farmacisti delle parafarmacie; si è invece ritenuto di dover criticare la politica di un Ministro che, se attuata, avrebbe spinto allo svilimento del farmaco, bene da gestire con la massima attenzione nell'interesse del cittadino. In questo ambito la FOFI ha ribadito l'assoluta centralità del farmacista e l'efficienza di un sistema, quello relativo alla farmacia, che garantisce il controllo totale su qualsiasi medicinale, anche da parte delle autorità che possono intervenire dove necessario imponendo il ritiro dal mercato di eventuali prodotti dannosi.
Quanto alle denunce per truffa ricevute da farmacisti negli ultimi tempi, come ha voluto ricordare l'ANPI, la FOFI afferma che all'interno di una totalità di quasi settantacinquemila iscritti, può anche registrarsi qualche episodio di scorrettezza. Tuttavia, l'Ordine si pone appunto quale presidio della correttezza e della deontologia professionale della categoria, perseguendo da sempre con la massima severità qualsiasi irregolarità riscontrata: non a caso, di recente, l'Ordine di Bari ha provveduto a due radiazioni, sei sospensioni e venticinque procedimenti disciplinari nei confronti degli iscritti le cui responsabilità sono state accertate dalla Magistratura.

Fonte: Farmacista33, 14/04/2008
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