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 UTAP: più forte il malcontento

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MessaggioOggetto: UTAP: più forte il malcontento   Lun Feb 09, 2009 10:44 am

A Roma lo SNAMI ha manifestato davanti a Montecitorio per protestare contro le forme di aggregazione forzosa dei medici di famiglia. La posizione della FOFI

L'idea di creare aggregazioni obbligatorie di medici di medicina generale non piace al Sindacato nazionale autonomo dei medici italiani. Molte le ragioni: dalla la perdita del rapporto individuale con l'assistito, a quella della capillarità del servizio. Secondo Mauro Martini, le esperienze estere hanno mostrato che spesso esasperare le forme di associazione tra i medici di medicina generale ha provocato la sparizione degli ambulatori in alcune aree disagiate e geograficamente sfavorite. "Ma anche in Italia, laddove era già partita la sperimentazione, per esempio nel Veneto, si è visto che le UTAP hanno un costo non indifferente, senza nulla aggiungere al servizio, sempre apprezzato, offerto finora dai medici di medicina generale come le forme di associazionismo già esistenti". Un tema, quello della disgregazione del servizi sul territorio che sarebbe provocato dalle UTAP, che sta a cuore anche ai farmacisti e che Andrea Mandelli, alle sue prime uscite come presidente della FOFI, aveva affrontato usando toni. "Queste forme di centralizzazione sono un ritorno al passato, danneggiano il cittadino ma anche gli altri presidi sanitari presenti sul territorio, come le farmacie" ha commentato Andrea Mandelli. Secondo lo SNAMI va poi tenuto presente l'onere economico di questa nuova forma organizzativa. "In un momento di crisi come quello che stiamo attraversando, quando molte famiglie italiane non fanno fronte alle spese quotidiane - ha spiegato Martini- questo accordo per la medicina generale porterebbe a un'esplosione della spesa sanitaria. Nell'accordo si dice che saranno le Regioni italiane a sobbarcarsi i costi delle trasformazioni "strutturali": ma con quali soldi? Se ammettiamo che una struttura complessa di 20 medici possa costare 500 mila euro: quanto costerebbe il tutto moltiplicato per 1.000 o 10.000 medici?".

Fonte: Farmacista33, 9 febbraio 2009
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MessaggioOggetto: Re: UTAP: più forte il malcontento   Lun Feb 23, 2009 11:04 pm

Per Snami sarà deserto sanitario

Il Sindacato nazionale autonomo medici italiani (Snami) continua la sua battaglia contro il preaccordo per la convenzione di medicina generale, firmato da alcuni sindacati a dicembre


"Raggruppando obbligatoriamente i medici di famiglia in strutture centrali, comunque si chiamino, si otterrà l'effetto di allontanare i medici dai loro pazienti, e creare così ampie zone un deserto sanitario in cui non si sa a chi rivolgersi in tempi rapidi" sostiene il Sindacato nazionale autonomo medici italiani (Snami) che, oltre a informare sulle conseguenze delle misure contenute nel preaccordo, rinnova la sua proposta di ristrutturazione della medicina generale, il progetto Me.Di.Co.. La proposta sarà illustrata anche ai parlamentari nel corso di un'audizione, il 26 febbraio, alla Commissione Affari Sociali della Camera. Anche altri operatori sanitari, ricorda Francesco Pecora, vicepresidente Snami, come i farmacisti, si sono resi conto del rischio legato all'obbligo per i medici di lavorare in ambulatori unificati. "Sia la Federazione degli Ordini dei Farmacisti, sia il sindacato dei titolari, Federfarma, hanno fatto presente che se tutti i medici prescrittori si concentrano in una zona, le farmacie, lontane dalla "casa della salute", vedrebbero crollare la loro attività. Vogliamo - si domanda Pecora - quartieri dove non rimangono né un medico né una farmacia?". Secondo il presidente del sindacato Mauro Martini, infine, stanno aumentando le preoccupazioni legate al preaccordo di medicina generale, "per gli sviluppi di quella che sarebbe un'involuzione secca del nostro sistema sanitario: gli unici a non avere preoccupazioni sono i cittadini, perché nessuno li ha informati di che cosa rischiano".

Fonte: Farmacista33, 23 febbraio 2009
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