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 Binomio farmaco-farmacista: alla FOFI, all'ANIFA e a terzi..

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AutoreMessaggio
Darimar
Farmacista M.S.F.I.


Maschile Numero di messaggi : 47
Età : 41
Località : Pordenone
Data d'iscrizione : 03.04.08

MessaggioOggetto: Binomio farmaco-farmacista: alla FOFI, all'ANIFA e a terzi..   Mer Lug 01, 2009 2:30 am

Una serie di consigli disinteressati, premettendo che io per primo trovo assai lecito e virtuoso cercare di individuare i potenziali rischi di un bene pubblico (il farmaco) e di prevenirli nell'interesse della salute pubblica associandovi una figura (il farmacista) potenzialmente in grado di filtrarne l'accesso al cittadino.

1- Prima di difendere un binomio cercate di difendere un monomio (se vi riesce. Io non ce la farei neppure arrampicandomi sugli specchi...): cosa significa "farmaco"? Per legge "tutto" può essere farmaco e, per legge, tutto ciò che oggi è farmaco domani potrebbe non esserlo più (la Coerenza non è contemplata); non solo: sempre per legge, ciò che oggi non è farmaco, domani potrebbe diventarlo. E si parla di cambiamenti "dall'oggi al domani": roba da "Decreto Bersani", tanto per capirci.
Vi sembra un concetto "serio"? Vi sembra normale che un prodotto fino a ieri classificato come "farmaco" possa essere riclassificato arbitrariamente a "integratore alimentare"? Oppure che due prodotti "diversi", classificati rispettivamente come "farmaco" e come "integratore", abbiano la stessa composizione qualiquantitativa? Oppure che, letteratura alla mano, un "integratore alimentare" sia terapeuticamente e farmacologicamente più efficace di un "farmaco" (ma esistono esempi assai peggiori e sappiamo benissimo tutti di cosa sto parlando)? Io, "professionista del farmaco", dovrei sentirmi gratificato di essere "indispensabile" alla vendita di un prodotto che, senza preavviso, viene riclassificato a integratore o a parafarmaco senza che io stesso abbia voce in capitolo? Voi che ne dite?

2- Prima di sopravvalutare il monomio, verificatene gli ambiti legislativi (ve ne presento uno ma ce ne sono parecchi altri, altrettanto "inquietanti"...): se "farmaco" è, in quanto tale, così pericoloso da richiedere necessariamente la presenza del farmacista per prevenire la salute pubblica da rischi tossicologici, come mai per l'OTC la legge autorizza una pubblicità al pubblico "intesa a promuovere la prescrizione, la fornitura, la vendita o il consumo di medicinali" (fonte: DL 219/2006)? Credevo che promuovere la vendita e il consumo dei medicinali non fosse etico, alla luce dei pericoli che i farmaci recano seco per definizione. Dubbio: la faccina che ride salva anche dagli effetti collaterali? A sentire le pubblicità trasmesse per TV ("può avere effetti indesiderati anche gravi"), direi di no... ma io sono solo un farmacista collaboratore, le parole mi confondono. Voi che ne dite?

3- Occhio alle implicazioni etico-sociali del monomio! (vabbè, dimenticavo che oggi conta solo il mercato e che la "concorrenza" vale molto più dei diritti sanitari del singolo cittadino: basta poter giocare agli imprenditori, il resto viene dopo anche in ambito sanitario...). Se davvero "Il farmaco non può essere considerato un prodotto commerciale, bensì un bene indispensabile per l'esercizio del diritto alla salute del cittadino" (fonte: Comunicato stampa F.O.F.I., 29 settembre 2007), come mai SOP e OTC hanno un prezzo a discrezione, tale da discriminare altrettanto l'accesso economico del cittadino al farmaco stesso? Credevo che ogni singolo cittadino della Repubblica, in virtù di quanto previsto dall'Art. 32 della Costituzione, avesse pari diritti in proposito. Voi che ne dite?

4- Se davvero il farmaco è così pericoloso e, soprattutto, il farmacista così necessario/indispensabile, come mai per l'OTC la legge prevede il self-service(fonte: L 405/2001)? Come mai la legge prevede la possibilità che il cittadino, a propria discrezione, bypassi completamente sia il medico sia il farmacista nel proprio approccio all'automedicazione? Mi avevate quasi convinto che il binomio farmaco-farmacista fosse oggi essenziale, invece mi accorgo che già dal 2001 esso non conta più un tubo e che il binomio farmaco-farmacista, oggi, ha invece un odore che ricorda molto la putrescina e la cadaverina (per chi ha avuto contatti ravvicinati in laboratorio), tanto che non si comprende bene quale ruolo oggi rivesta il farmacista, a termini di legge, nella dispensazione dell'OTC. Voi che ne dite?

5- Pausa, per adesso.
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C.Lazzeri
Farmacista M.S.F.I.


Maschile Numero di messaggi : 54
Data d'iscrizione : 15.04.08

MessaggioOggetto: Re: Binomio farmaco-farmacista: alla FOFI, all'ANIFA e a terzi..   Mer Lug 01, 2009 1:30 pm

Darimar ha scritto:
Vi sembra un concetto "serio"? Vi sembra normale che un prodotto fino a ieri classificato come "farmaco" possa essere riclassificato arbitrariamente a "integratore alimentare"? .
Certo!
Aumento del "mercato" potenziale, non più riferito alla solita farmacia, ma proiettato verso la grande distribuzione e quant'altro.
Se non è "farmaco", ma in pratica lo è, ma non lo è "per legge", va bene tutto, basta vendere.
In più vi sono i danni per il consumatore (in questo caso uso il termine appropriatamente). L'integratore costa sempre di più del farmaco, ma non può essere portato in detrazione fiscale. Vogliamo dire che ci sia lo zampino del legislatore, in modo che il famoso "consumatore" paghi di più e più tasse? Suspect
...................
..................
Twisted Evil
Il farmaco da banco è diventato "sorridente", non c'è più lo scioglilingua in TV "attenzionepuòavereeffettcollateralianchegraviconsultareilmedicoincasoidisturbipersistano..." e l'integratore è "innocuo" per natura, quindi il messaggio è che tutti possono fare da sé, non sapendo quanto poco basta per incorrere in gravi effetti collaterali se contemporaneamente si stanno assumendo altri farmaci per certe patologie.
Darimar ha scritto:
Io, "professionista del farmaco"
Una volta.
Ormai l'amara considerazione è che stanno trasformando il farmacista in un burocrate al servizio dello Stato, consulente fiscale del cittadino, addetto al pronto soccorso, analisi, rianimazione, prenotazione esami, come un impiegato dell'Usl, che come "attività collaterale" dispensa addirittura qualche...farmaco! confused
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