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 Il Governo non votato dagli italiani

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AutoreMessaggio
C.Lazzeri
Farmacista M.S.F.I.


Maschile Numero di messaggi : 54
Data d'iscrizione : 15.04.08

MessaggioOggetto: Il Governo non votato dagli italiani   Lun Gen 09, 2012 10:19 pm

Non serviva un gruppo di professori per una manovra tale. Serviva un “Governo esterno alla politica”, non eletto dal popolo (che “dovrebbe” essere sovrano, anche solo con quella “X” messa su un foglio colorato), in modo da non intaccare la futura eleggibilità di alcuno.
Penso che anch’io avrei potuto, pur non essendo professore, ma solo laureato in farmacia, fare un bancomat del genere, “equo e rigoroso”. Forse avrei addirittura potuto fare peggio.
Troppo facile colpire la prima casa, costruita col sangue donato alle banche (ma non quelle del sangue…), troppo facile aumentare le accise sulla benzina, tanto non ne puoi fare a meno, troppo facile colpire redditi e salari esistenti, eludendo, chissà perché, la “patrimoniale per i grandi redditi”…
Per combattere l’evasione, basta aumentare le imposte, no? Così chi evade continua a farlo.
Per aumentare il gettito IVA, basta aumentarla, no? Così chi non la paga continua a non farlo.
Da sempre il sommerso si combatte così…E il malgoverno si paga…così.

Quello che non mi è particolarmente chiaro è la manovra sulle farmacie e i farmacisti, una categoria che non pesa sui risparmi della gente, non pesa sulle tasse pagate dal cittadino, in quanto professionisti senza liquidazione da parte statale, senza pensione e senza onorario e che sono fra i maggiori contribuenti dello Stato, non perché siano, nella maggior parte, dei milionari, ma perché non possono evadere niente.
Diciamo che non mi va giù, per usare un eufemismo, il fenomeno della denigrazione continua, politica e mediatica, di un professionista, di un Dottore laureato, sempre a servizio del cittadino e dello Stato, giorno e notte, 24h su 24, a costo zero.
Diciamo pure che non mi va particolarmente giù, per usare un altro eufemismo, che un sottosegretario, NON eletto dal popolo sovrano (?), legiferi le proprie farneticazioni, frutto di rancore personale, non di un progetto ben definito.
Gradirei piuttosto sapere, ma non ci credo troppo, se esistono pressioni economiche tali da giustificare la distruzione di un servizio pubblico di cui il popolo sovrano (?) si dichiara soddisfatto in misura eccezionale.
Ecco, se dovesse accadere un giorno che, in un impeto di correttezza, onestà e sincerità, si dicesse chiaramente a noi farmacisti di farmacia “scusate tanto, ma è necessario che la grande distribuzione si accaparri il farmaco, per offrire la farmacia all’interno delle sue mura: ci dispiace tanto, ma capirete l’emergenza del momento…”, saremmo quasi…contenti, anche se tanta gente rimarrebbe senza servizio... Invece si continua a dire che le farmacie sono “un freno alla concorrenza”, sono “un blocco all’economia del paese”, sono la casta, la lobby che “impedisce il risparmio del cittadino” e che “blocca le assunzioni lavorative”, di contro sbandierando nuova occupazione nelle parafarmacie, citando cifre artefatte, di una categoria praticamente senza disoccupazione.
Sarebbe l’ora di finirla con il finto interesse per la sorte dei farmacisti non titolari di farmacia, destinati al fallimento sicuro, e dire i motivi veri che spingono in tale direzione, ovvero la liberalizzazione delle farmacie o dei farmaci in classe C sotto ricetta, un fenomeno mai visto in quell’Europa a cui ci dobbiamo sempre rifare, ma che fa gola ad altri soggetti. Sono sicuro che l’accetteremmo più volentieri, invece di tanta demagogia spicciola cui, probabilmente, nemmeno voi credete.
La liberalizzazione. Basta questo termine che tutto sembra risolto e “modernizzato” (lo fece Crispi nel 1888, un disastro), ma il “cartello” delle vere caste o lobbies d’Italia e del mondo continua e continuerà indisturbato, troppo scomodo da debellare o solo…toccare. Il fallimento di certe liberalizzazioni è impietosamente sotto gli occhi di tutti.
Credo che non ci sia bisogno di un elenco di “cartelli” che tutti conoscono.
Sarebbe molto interessante un Referendum popolare sulla farmacia. Sarebbe la mortificazione di tanto condizionamento mediatico dell’opinione pubblica, il vero braccio armato della “politica economica”.
Forse sarebbe anche la maniera per rendere finalmente “democratico” un atto governativo che di democratico non ha niente, come il Governo attuale.


Ossequi



Ps: questa è una domenica di lavoro (8h), come tante altre. Sono da solo e di turno anche la notte. Non prendo per questo servizio neanche 1 centesimo. L’unica guardia medica (pagata) è a 16 km di distanza e copre un territorio di 5 paesi (11000 persone circa) SOLO per le urgenze manifeste, infatti NON sostituisce il medico di base per le prescrizioni di routine. E’ da venerdì pomeriggio che non si riesce a reperire un medico o un pediatra in zona, neanche pagando i privati. Unica soluzione per i piccoli pazienti è recarsi in ospedale.
Incasso farmacia € 278,16
Utenza potenziale a disposizione 7000 persone, di cui 3500 (farmacia limitrofa chiusa per turno) a 5 minuti dalla farmacia
Utenti serviti 19.
Medici a disposizione da venerdì 0 (esclusa guardia medica)
Uffici aperti da venerdì pomer 0
Enti pubblici aperti 0
Banche aperte da venerdì pom 0
Assicurazioni aperte da venerdì 0
Supermercati aperti domenica 0




Dr. C. Lazzeri
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