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 Troppi antibiotici agli italiani

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Maschile Numero di messaggi : 570
Località : M.S.F.I.
Data d'iscrizione : 03.04.08

MessaggioTitolo: Troppi antibiotici agli italiani   Ven Dic 18, 2009 10:31 am

L'Italia è uno dei Paesi europei con il più alto consumo di farmaci
antibiotici, preceduta solo da Francia e da Cipro. Il 44% della
popolazione ha ricevuto almeno una prescrizione di antibiotico nel
2008, con un maggiore impiego in età pediatrica e anziana. In
particolare, lo scorso anno è stato prescritto uno di questi farmaci a
53 bambini su 100 e a 50 anziani su 100, con una preoccupante crescita
del fenomeno della resistenza. Sono i dati dell'Agenzia italiana del
farmaco (Aifa) contenuti nel primo rapporto Osmed dedicato a questi
prodotti. Le stime mostrano che il consumo è stato, in alcuni casi,
doppio rispetto ad altri Paesi. Il dato sull'antibioticoresistenza,
peggiora soprattutto per batteri come l'Escherichia coli, lo
Stafilococco aureo e la Klebsiella pneumoniae, con punte del 40% di
inefficacia dei farmaci. Con l'avanzare dell'età diventa maggiore anche
la frequenza di prescrizioni di antibiotici ripetute: i pazienti che ne
hanno ricevute sei o più rappresentano il 13-14% della popolazione fino
a 64 anni, il 22-24% della fascia 65-74 anni e il 28-32% degli over 75.
Tra le cause più frequenti di prescrizione di farmaci antibiotici le
malattie dell'apparato respiratorio (oltre il 40%), quelle del sistema
genito-urinario (18%) e quelle dell'apparato digerente (13,6%). In
particolare, la cistite è l'infezione associata al maggior numero di
prescrizioni di antibatterici (9,9% del totale), seguita dalla
faringite acuta (8,3%), dalla bronchite acuta (5,7%), dall'ascesso
dentale (5,4%) e dalla laringotracheite (5%). Le classi di antibiotici
più usate in Italia nel 2008 sono state le penicilline, seguite dai
macrolidi, dai chinoloni e dalle cefalosporine.

Fonte: Farmacista33, 18 dicembre 2009
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Admin



Maschile Numero di messaggi : 570
Località : M.S.F.I.
Data d'iscrizione : 03.04.08

MessaggioTitolo: Re: Troppi antibiotici agli italiani   Ven Dic 18, 2009 7:22 pm

NOTIZIE DALL'ANSA
FARMACI: ANTIBIOTICI; ITALIA TERZA IN UE PER USO, SOS RESISTENZE




L'Italia si attesta come
il terzo paese europeo per più alto consumo di antibiotici, preceduta
solo da Francia e Cipro, e il dato allarmante è che aumenta il fenomeno
della resistenza a tali farmaci proprio a causa di un utilizzo in molti
casi inappropriato. I dati emergono dal Rapporto Osmed sugli
antibiotici, curato dall'Agenzia italiana del farmaco (Aifa). Nel 2008,
infatti, in Italia il 44% della popolazione assistibile ha ricevuto
almeno una prescrizione di antibiotico, con un maggior impiego in età
pediatrica e tra gli anziani. In particolare, nel 2008, 53 bambini su
100 e 50 anziani su 100 hanno ricevuto almeno una prescrizione di tali
farmaci . Inoltre, in età avanzata le prescrizioni ripetute sono almeno
sei nel 28-32% dei casi. Penicilline, macrolidi e cefalosporine
costituiscono da sole il 90% del consumo totale di antibiotici, con
marcate differenze regionali: il consumo esplode soprattutto al sud con
in testa Sicilia, Calabria, Basili
cata, Puglia, Campania, Molise, Abruzzo, Lazio e Umbria. Affezioni
dell'apparato respiratorio (40%), genitourinario (18,4%, soprattutto
per cistite) e digerente (13,6%) sono le cause più frequenti di
prescrizione. Un uso 'smodato' e spesso inappropriato degli antibiotici
(in molti casi impiegati inutilmente anche contro infezioni di tipo
virale, per le quali risultano inutili) che ha favorito il fenomeno
della antibioticoresistenza, che rappresenta un allarme anche in altri
paesi europei. (ANSA).

Fonte: Filodiretto Federfarma, 18 dicembre 2009
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Maria Luisa
Farmacista M.S.F.I.


Femminile Numero di messaggi : 30
Località : Settimo Torinese
Data d'iscrizione : 07.04.08

MessaggioTitolo: Re: Troppi antibiotici agli italiani   Mer Dic 30, 2009 10:48 am

N. 46/47 del 18 dicembre 2009

Farmamondo ufficio Rapporti internazionali Federfarma


RESISTENZA AGLI ANTIBIOTICI
Fenomeno in crescita in tutta Europa

Un problema di particolare rilievo per la tutela della salute e un tema sempre più scottante nell’agenda europea è sicuramente il crescente fenomeno della resistenza antimicrobica. Le stime europee parlano di 25.000 decessi annuali per infezioni causate da batteri multiresistenti e il rapporto tecnico stilato da Emea e Ecdc (European centre for disease prevention and control, Centro europeo per il controllo delle malattie) stima che questo tipo di infezione comporti ogni anno almeno 1,5 miliardi di euro di costi sanitari supplementari, oltre alle perdite di produttività. Già nel 2001 la Commissione Ue pubblicò la sua strategia contro la resistenza antimicrobica e il Consiglio europeo diede alla luce una raccomandazione sull'uso prudente degli antibiotici, mentre è dello scorso anno l’istituzione della Giornata europea (il 18 novembre), accompagnata dalla pubblicazione La sfida batterica: è tempo di reagire.
Proprio in tale occasione l’Ecdc ha invitato gli Stati a realizzare campagne di comunicazione rivolte alla popolazione per contrastare questo fenomeno. In tale contesto si inserisce l’iniziativa del nostro Ministero che, in collaborazione con Aifa e Istituto superiore di Sanità, ha realizzato la campagna “Antibiotici sì, ma con cautela” con l’obiettivo di informare i cittadini dell’importanza di ricorrere agli antibiotici solo se necessario e dietro prescrizione del medico. Il direttore dell’Aifa Guido Rasi ha segnalato che, per alcune molecole, la resistenza ha fatto registrare picchi del 400% e dal sondaggio Gli italiani e gli antibiotici, presentato da Enrico Garaci dell’Iss, è emersa una chiara tendenza anche nel nostro Paese a impiegare scorrettamente tale categoria di farmaci.
Anche i farmacisti europei (Gpue) hanno risposto all’appello mobilitandosi contro questa emergenza e approvando all’unanimità la Dichiarazione sul contributo dei farmacisti al controllo della resistenza agli antibiotici nel corso dell’Assemblea generale del 17 novembre scorso. Con questa dichiarazione il Gpue riafferma l’impegno della categoria ad agire per limitare il flagello della resistenza antibiotica, in stretta collaborazione con gli altri professionisti del settore medico-sanitario.
Nel contesto di una strategia europea coordinata per controllare tale fenomeno, il Gpue incoraggia le istituzioni della Ue e gli Stati a promuovere campagne di informazione, anche a livello di farmacia, per ricordare ai pazienti l’obbligatorietà della prescrizione, sottolineando allo stesso tempo l’inefficacia degli antibiotici per il trattamento di disturbi secondari quali tosse e semplici raffreddori. Il Gruppo dei farmacisti europei ha anche affermato come siano necessari cambiamenti, sia nelle pratiche d’utilizzo degli antibiotici da parte dei pazienti (l’efficacia del farmaco abbisogna di un’assunzione responsabile e corretta) sia nella correttezza di medici e farmacisti al momento della prescrizione e della dispensazione.
Infine, il Consiglio europeo, che lo scorso 1° dicembre ha adottato le Conclusioni sugli incentivi per la ricerca su nuovi ed efficaci antibiotici, riconoscendo l’antibiotico-resistenza come un grosso problema sanitario e chiedendo alla Commissione di sviluppare in breve un piano d’azione per lo sviluppo di antibiotici nuovi ed efficaci, utilizzando l’esistente legislazione in materia di farmaci orfani e per uso pediatrico. Il Consiglio si è poi rivolto ai governi, a cui ha richiesto di sviluppare strategie che assicurino consapevolezza tra pazienti e professionisti sul trattamento dell’antibiotico-resistenza, oltre a misure concrete per diminuire la diffusione di tale fenomeno e delle infezioni a esso collegate. All’uopo occorrerà mettere a disposizione dei cittadini strutture che offrano programmi per la diagnosi, la somministrazione degli antibiotici e il controllo delle infezioni. I governi dovranno poi varare, il più rapidamente possibile, incentivi per la ricerca di base e applicata.
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M.S.F.I.


Maschile Numero di messaggi : 71
Età : 58
Località : roma
Data d'iscrizione : 06.04.08

MessaggioTitolo: Re: Troppi antibiotici agli italiani   Mer Dic 30, 2009 12:04 pm

Un motivo in più per rilanciare il nostro impegno alla prevenzione.
Ribadisco l'importanza di dare risalto al lavoro che con grande impegno ha svolto MariaLuisa insieme ad AnnaMaria
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