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 La strana azienda farmacia...

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C.Lazzeri
Farmacista M.S.F.I.


Maschile Numero di messaggi : 54
Data d'iscrizione : 15.04.08

MessaggioTitolo: La strana azienda farmacia...   Mer Gen 18, 2012 1:40 am

L’AZIENDA ALLA ROVESCIA
E’ precisamente questo che si chiede alla farmacia italiana: aprirsi al mercato e contemporaneamente andare contro il mercato.
Come? Non si sa. Non c’è un progetto ben definito, ma voglia, da parte di chi detiene il potere legislativo, di distruggere per non creare niente. Ci sono bozze, progetti (per modo di dire) nati di notte, dopo una cena pesante, buttati lì. C’è la voglia di voler per forza modificare e stravolgere una delle poche cose funzionanti in quest’Italia da circo, per il gusto di farlo, non perché serva. Almeno ai farmacisti ed ai pazienti! Forse a qualche altro soggetto sì, ma cambiamo discorso…
Dunque, perché “azienda alla rovescia”? Semplicemente perché alla farmacia si impone di ridursi il fatturato e nello stesso tempo d’investire; si chiede di aumentare i servizi e di aumentarsi i costi; si chiedono sacrifici finanziari e pagamenti in ritardo delle ricette; si chiede aumento di personale e riduzione margini; si chiedono limitazioni delle tabelle e uscita dei farmaci fuori canale; si chiede onorario professionale e più farmacisti impiegati; si chiedono più farmacie e diminuzione costi per lo Stato.
In pratica, la farmacia dovrebbe essere l’unica azienda controcorrente, in quanto i servizi pubblici vengono accorpati per limitarne i costi, le farmacie aumentate. Ogni azienda oppone ai tagli di risorse, tagli dei costi e del personale, la farmacia no. Ad essa è richiesto l’opposto. E al mercato si chiede di aumentare solo l’offerta, non la domanda.
Ed oramai la strada della contraddizione è intrapresa da tempo: secondo i giornalisti siamo un freno all’economia del paese, la casta da abbattere. Secondo la politica siamo i polli da spennare ma solo dopo elogi alla “nostra irrinunciabile funzione sociale”. Secondo le persone siamo il servizio pubblico più gradito, ma non importa.
Una volta impegnarsi per un’azienda familiare ed ottenere qualche risultato era motivo di vanto. Adesso è una colpa, un’onta. Solo per noi farmacisti, certo.
Poi c’è la pubblicità, che cita la farmacia solo per integratori e cosmetici, mai o quasi, per il farmaco.
Certo non c’è più ritegno: il farmaco caro in distribuzione diretta, OTC e SOP fuori, generici distribuiti dalla Regione, farmaci recapitati dal postino, altri farmaci con quota da pagare in farmacia dati gratuitamente all’ospedale, fascia C….? Dove, quando? Altra liquidità che se ne va…
Per contro, ritardi nei pagamenti, riduzione delle referenze e servizi gratuiti o pagati non si sa quando e quanto…
Ma serve più concorrenza…aprire un “mercato chiuso”…e andare contro le regole di mercato, appunto.
Per la Grecia lo chiamano “default”, per l’Italia “crescita e sviluppo”.
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