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 Federfarma replica all'Antitrust: demolire le regole danneggia il cittadino

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MessaggioOggetto: Federfarma replica all'Antitrust: demolire le regole danneggia il cittadino   Gio Nov 11, 2010 9:16 pm

Non concordo con le affermazioni del Presidente dell'Antitrust, rilasciate oggi di fronte alla XII^ Commissione del Senato. Lo afferma il Presidente Annarosa Racca, a margine dell'Assemblea nazionale di Federfarma. Demolire le regole che oggi garantiscono il buon funzionamento del servizio farmaceutico sarebbe solo un danno. Il Presidente dell'Antitrust continua, ad esempio, a sostenere che l'eliminazione della pianta organica delle farmacie andrebbe a vantaggio del cittadino che, da una maggiore concorrenza tra farmacie, otterrebbe benefici in termini di risparmio e di facilità di accesso al farmaco.
Questa affermazione è tutta da dimostrare. La Corte di Giustizia Europea ha detto esattamente il contrario: le regole servono a tutelare il cittadino.
Quello che è certo è che l'abolizione della pianta organica e la conseguente possibilità di aprire farmacie ovunque indurrebbe i farmacisti che oggi assicurano il servizio nelle piccole località rurali a trasferirsi nelle zone più redditizie dei grandi centri urbani. In città il numero delle farmacie aumenterebbe, mentre i tanti piccoli centri del nostro Paese resterebbero privi di un servizio essenziale. In molti paesi la farmacia è l'unico presidio sanitario sempre accessibile. Ricordo che in Italia oggi esiste una farmacia ogni 3.300 abitanti, esattamente in linea con la media europea.
Piuttosto che liberalizzare, è necessario dare piena attuazione alla normativa vigente, fare i concorsi e consentire l'apertura delle farmacie dove effettivamente servono. In questo modo si risponderebbe realmente ai bisogni dei cittadini.

Fonte: Federfarma, 11 novembre 2010
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MessaggioOggetto: Re: Federfarma replica all'Antitrust: demolire le regole danneggia il cittadino   Ven Nov 12, 2010 11:10 am

Fofi, qualche contraddizione da audizione Garante in XII Commissione

“Volendo guardare il bicchiere mezzo pieno, nella sua audizione presso la XII Commissione del Senato, il Presidente dell’AGCM sembra avere fatto proprie le indicazioni che da tempo ha fornito la Federazione degli Ordini in tema di miglioramento del servizio farmaceutico: previsione di un quorum più basso, apertura di farmacie in situazioni particolari di grande traffico, indizione di un concorso straordinario per l’assegnazione delle nuove sedi, previsione di un sussidio per le farmacie aperte in luoghi disagiati. Però resta il fatto che si dipinge come un vantaggio per la cittadinanza il moltiplicarsi delle vendite di farmaci fuori dalla farmacia, il che non è”. Così Andrea Mandelli, Presidente della Federazione degli Ordini dei Farmacisti Italiani, comincia il suo commento all’audizione svolta dal professor Antonio Catricalà. Per Mandelli, sostenere che la quota di farmaci da automedicazione venduta nelle farmacie è ancora troppo alta è un’evidente contraddizione: “da un parte si sostiene che il servizio farmaceutico non è in grado di soddisfare le richieste del cittadino, dall’altra si lamenta che i cittadini, in nove casi su dieci, acquistino in farmacia. Questo accade perché la diffusione delle farmacie sul territorio, pur migliorabile, è comunque adeguata”. C’è poi il capitolo del peso del margine delle farmacie sulla spesa sanitaria: “a quel 30,35% indicato dal Garante vanno sottratti gli sconti praticati al Servizio Sanitario Nazionale e quindi il valore scende significativamente. Poi, se si vuole parlare di nuove forma di remunerazione, siamo da tempo disponibili visto che siamo stati i primi a indicare questa via nel 2006” prosegue Mandelli. Quanto al fatto che in Italia il generico sia svantaggiato rispetto alle specialità corrispondenti a più alto costo, è fuori da ogni logica attribuirne la responsabilità al sistema delle farmacie. “La Commissaria Europea alla Concorrenza Neelie Kroes aveva disposto un’indagine sugli ostacoli alla diffusione del generico, che ha indicato come responsabili misure lobbistiche, artifici per ritardare l’immissione sul mercato degli equivalenti e molto altro ancora, ma non una responsabilità delle farmacie. Lo stesso Garante, peraltro, nella sua indagine sugli Ordini professionali aveva riconosciuto l’impegno dei farmacisti nel promuovere la dispensazione dei farmaci equivalenti”. “Il professor Catricalà, a proposito di prezzo dei farmaci” fa notare il Segretario della Federazione, Maurizio Pace “trascura il fatto che le farmacie acquistano a loro volta con uno sconto molto più basso di quello che viene praticato ad ASL e Ospedali ( il 50%), ragion per cui l’Italia è il solo paese al mondo in cui lo stesso identico farmaco viene ceduto con due prezzi differenti a seconda di chi acquista. Ed è per questo che i farmaci di alto costo in farmacia sono assenti da tempo, e seguono invece la via della distribuzione in ospedale e nelle ASL. Con un’analoga base di partenza le farmacie di comunità sarebbero ben più concorrenziali della distribuzione diretta che, malgrado l’impegno dei colleghi farmacisti ospedalieri, ha portato con sé costi occulti non trascurabili e disagi per i cittadini”.

Infine, la questione della Fascia C soggetta a prescrizione medica: “In tutta Europa non c’è un solo farmaco che richieda la ricetta del medico in vendita fuori delle farmacie e men che meno al supermercato come qualcuno vorrebbe. Il motivo è semplice: si tratta di molecole con impatto terapeutico importante (ormoni, anticoncezionali, antipertensivi, psicofarmaci) escluse dal rimborso per motivi economici, che richiedono quindi dal punto di vista farmacologico le stesse attenzioni riservate a quelli rimborsati dal Servizio Sanitario. In pratica, con questa ipotesi, si creerebbe un modello di farmacia non convenzionata, che dispensa soltanto farmaci a pagamento, mentre tutti chiedono più farmacie a tutto tondo in un paese dove quasi tutti i medicinali prescritti sono a carico del SSN. E questa è un’altra contraddizione” chiude Andrea Mandelli.

Fonte: Ilfarmacistaonline, 12 novembre 2010
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MessaggioOggetto: Re: Federfarma replica all'Antitrust: demolire le regole danneggia il cittadino   Ven Nov 12, 2010 11:10 am

Tomassini, da Catricalà sono arrivati spunti costruttivi

Il presidente dell'Antitrust Antonio Catricalà "ha indicato la strada per possibili confronti costruttivi" ieri nel corso dell'audizione in Commissione Sanità del Senato dove è in discussione il disegno di legge sulla riforma della distribuzione dei farmaci. A sottolinearlo il presidente della XII Commissione Antonio Tomassini. "Per quanto riguarda il dato delle parafarmacie e dei corner - sottolinea - l'Autorità pur auspicando una espansione del mercato di supporto, ha fornito dati che sono sembrati non del tutto completi e insufficienti. Rientra nell'ovvietà – ha continuato Tomassini – rilevare che l'approccio dell'Authority sia meramente economista-liberista, ma questo non può essere disgiunto dalla valutazione che, comunque, il mercato del farmaco in Italia è il terzo d'Europa, il quinto del mondo e con il maggior numero dei farmaci salvavita distribuiti ai cittadini a prezzi controllati. Ci domandiamo dunque: è necessario espandere questo mercato?". "Condividiamo - aggiunge il presidente della Commissione – che la fascia C dei medicinali debba essere meglio definita, perché al suo interno vengono impropriamente mescolati importanti farmaci da sorvegliare con altri liberalizzabili. Ma a questo punto, a nostro avviso - ha sottolineato ancora Tomassini - andrebbe rivista anche la fascia H che, se ridistribuita attraverso il canale delle farmacie, procurerebbe maggior vantaggi all'economia e alla salute dei cittadini. Ma su questo non abbiamo rilevato opinioni del Garante. Sarebbe stato anche auspicabile – ha concluso Tomassini - che nell'ambito della liberalizzazione si indicasse il percorso per evitare le creazioni di monopoli e trust che sono state evidenziati nella storia italiana di recente passato".

Fonte: Ilfarmacistaonline, 12 novembre 2010
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MessaggioOggetto: Re: Federfarma replica all'Antitrust: demolire le regole danneggia il cittadino   Ven Nov 12, 2010 11:11 am

Fazio, l'ampliamento della distribuzione va valutato attentamente

“Siamo favorevoli a un ampliamento della distribuzione dei farmaci e prendiamo perciò atto delle dichiarazioni del presidente dell’Antitrust. Ci occuperemo di cosa potrà succedere nelle parafarmacie ma ricordo che il termine parafarmacia non esiste nella nostra legislazione. Queste le parole rilasciate dal ministro della Salute Ferruccio Fazio commentando, a margine di un convegno sulle 'best practice' dell'assistenza territoriale, le dichiarazioni del presidente dell'Autorithy, Antonio Catricalà nell'audizione in commissione Sanità del Senato. “Quanto alla distribuzione dei farmaci di fascia C – ha aggiunto il ministro - è una questione che va esaminata in un quadro più generale".

Fonte: Ilfarmacistaonline, 12 novembre 2010
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