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 I perversi meccanismi economici nella distribuzione del farmaco in Europa.

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R.Siniscalchi
Farmacista M.S.F.I.
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MessaggioOggetto: I perversi meccanismi economici nella distribuzione del farmaco in Europa.   Mer Dic 23, 2009 11:03 pm

Su filodirettofederfarma apprendo la seguente notizia:

In rosso i conti delle farmacie Celesio
La crisi economica colpisce anche Celesio, che ha dichiarato per i primi 9 mesi del 2009, una perdita di 95 milioni di euro sul risultato operativo prima degli oneri finanziari (esclusa la divisione distribuzione intermedia). La divisione catene di farmacie è andata in rosso di 16 milioni di euro, soprattutto per le cattive performance dei mercati di Italia, Irlanda e Olanda. Migliori le prestazioni delle catene attive in Inghilterra e Olanda, che contano per l'80 % del business Celesio della vendita di farmaci al dettaglio. Ancora più negativi i risultati legati al business delle cosiddette catene virtuali (il franchising con il marchio DocMorris lanciato in Germania), con perdite per 73 milioni di euro. Tiene invece il business della distribuzione intermedia con 255 milioni di risultato operativo, anche se il fatturato relativo è risultato in leggero calo (0,4%). (Fonte: OTC Bulletin 30/11/09).



A suo tempo vi fu una notifica preventiva di concentrazione alla Commissione Europea (vedi link seguente)
http://eur-lex.europa.eu/LexUriServ/LexUriServ.do?uri=OJ:C:2009:132:0018:0018:IT:PDF

La notizia dell'acquisizione della Doc Morris da parte di Celesio fu pubblicizzata anche in un articolo apparso su Farmamondo (vedi link seguente):
http://www.unicospa.it/altro/CelesioDocmorris.pdf

Anche il “sole24ore” si era occupato dell'argomento:

(il sole24ore del 27 aprile)
Parte dalla Germania la sfida ad Alliance Boots, la catena di farmacie inglesi appena caduta nelle mani del finanziere italiano Stefano Pessina e del fondo Usa Kkr.

Celesio, il primo venditore all'ingrosso di medicinali in Europa, ha annunciato l'acquisto del 90% di DocMorris. Quest'ultima è una piccola ma ambiziosa società olandese che vende medicine per posta e che ha un obiettivo: scardinare il ricco mercato delle farmacie tedesche. Da qualche mese, DocMorris, fondata nel 2000, sta creando in Germania un sistema di franchising, offrendo ai suoi soci farmacisti pacchetti di medicinali a prezzi concorrenziali (fino al 30% in meno rispetto alla norma). L'operazione ha provocato un terremoto su un mercato tedesco particolarmente chiuso, controllato da oltre 21.500 farmacie familiari che per sopravvivere si appoggiano su un rigido controllo dei listini. Proprio questa settimana, DocMorris ha venduto la ventesima licenza tedesca. D'altro canto, l'iniziativa sta ottenendo grande successo: prezzi più bassi, domanda in aumento nelle farmacie convenzionate.

Nessuna sorpresa quindi se Celesio abbia deciso di acquistare la maggioranza di DocMorris, per 200 milioni di euro, secondo alcune fonti di stampa. L'obiettivo è di cavalcare il processo di liberalizzazione del settore in Germania, in Europa; e in Italia? (B.R.)

Poi le prime avvisaglie dell'imminente crisi economica che si sarebbe abbattuta sui mercati internazionali:

Neppure il settore farmaceutico è del tutto immune dalla crisi economico-finanziaria.
Gli analisti prevedono che su di 100 società statunitensi con patrimonio superiore a $ 100 milioni che rischiano la bancarotta entro il 2010, nove o dieci saranno del settore farmaceutico.
Secondo l’IMS nel 2009 le vendite di farmaci di prescrizione cresceranno solo dell’1-2% negli Usa, un po’ meglio andranno i big-markets europei (3-4%), mentre la crescita a due cifre (14-15%) interesserà solo i Paesi Emergenti, compresa l’America Latina, con Cina e Russia in prima fila.
(Reuters, 20/11/2008)

E infatti:

Celesio prevede ricavi in calo.
Il farma-distributore tedesco Celesio prevede per il 2008 una riduzione dell’EBITDA (i ricavi prima di interessi, tasse, deprezzamenti e ammortamenti), rispetto al valore record di € 843 milioni raggiunto nel 2007. La crisi che ha colpito i mercati finanziari e le ipotesi di recessione hanno mutato le circostanze, rendendo arduo raggiungere l’obiettivo di crescita del fatturato intorno al 2% previsto in precedenza.
(Financial Times Deutschland, 14/11/08)

Ricordo a tutti che ADMENTA Italia S.p.A. è la holding italiana della società tedesca Celesio AG, leader a livello europeo della distribuzione farmaceutica al dettaglio e intermedia.

ADMENTA Italia detiene una quota di maggioranza in 7 società di gestione di Farmacie Comunali, che gestiscono un totale di 162 Farmacie Comunali in ben 19 Comuni:

AFM S.p.A. - 37 Farmacie Comunali, di cui 36 presenti sul territorio di Bologna e Provincia (incluso 1 dipensario) e 1 in Savignano sul Rubicone(FC).
AFM S.p.A gestisce anche un magazzino di distribuzione intermedia del farmaco.

Azienda Farmaceutica Municipale di Cremona S.p.A. - 15 Farmacie Comunali a Cremona (incluso 1 dispensario)

Azienda Farmacie Milanesi S.p.A. - 86 Farmacie Comunali a Milano (inclusi 2 dispensari)

Lissone Farmacie S.p.A. - 3 Farmacie Comunali a Lissone

Farmacie Pratesi Pratofarma S.p.A. - 16 Farmacie Comunali a Prato

FAR.CO.SAN. S.p.A. - 2 Farmacie Comunali a San Giovanni Valdarno

Farmacie di Parma S.p.A. - 3 Farmacie Comunali a Parma


Ora la domanda che mi assilla e che vorrei rivolgere a tutti voi che leggete è:

Se una holding, economicamente potente, acquisisce quote di maggioranza nella distribuzione farmaceutica tale da poter e dover alzare l'attenzione dell'antitrust per il potere dominante che ha su un mercato sensibile e delicato come quello del farmaco, a chi riverserà le perdite determinate dalle folli e dispendiose acquisizioni effettuate anche in ambiti non italiani?

Vi sembra giusto che i cittadini di quelle regioni che hanno municipalizzato le farmacie debbano pagare, con le proprie tasse, le perdite di Celesio e di altri suoi potenziali concorrenti (vedi Alliance Unichem) i quali, pur di mantenere il loro dominio a discapito delle farmacie private, hanno offerto servizi e prodotti a prezzi ultraconcorrenziali ma pericolosamente deficitari per i propri bilanci?

Come eviteranno quindi, le multinazionali della distribuzione, di dissanguarsi in attesa che l'ipotetico nemico (le farmacie private) cadano e cedano le loro proprietà?

Semplice, alleandosi con i produttori e divenendo un anello essenziale nella catena della distribuzione intermedia.




GRAN BRETAGNA, una distribuzione sempre più esclusiva.

AstraZeneca, sulla scia di Pfizer, adotterà in Gran Bretagna un sistema esclusivo di distribuzione dei suoi prodotti. La casa farmaceutica anglo-svedese ha annunciato la firma di un accordo in tal senso con AAH e UniChem, due tra le principali catene di grossisti del Regno Unito, che saranno remunerate per il servizio con una tariffa flat. Astrazeneca definisce più moderno e semplice il nuovo metodo che partirà a fine estate, sostituendo quello tradizionale del rifornimento indiretto da diversi grossisti.
UniChem, la divisione ingrosso di Alliance Boots, e AAH Pharmaceuticals di Celesio agiranno come unici due distributori esclusivi per la fornitura a farmacie, medici e ospedali. Una strategia simile era stata adottata a marzo anche da Pfizer che aveva identificato UniChem come distributore esclusivo dei propri medicinali. Mentre anche Novartis sembra interessata ad adottare questo nuovo sistema di vendita, non mancano le critiche e le perplessità: ai farmacisti ed ai grossisti si sono aggiunti ultimamente anche i medici dispensatori.
(The Financial Times online, 21/4/07, Farmacista33, 24/04/07,Focus IFPW 26/4/07, Newsletter Expopharm maggio 2007).

Nel frattempo, brigando e ungendo i meccanismi degli antitrust locali, fatto appello alla libera concorrenza, hanno facilitato l'ingresso di nuovi competitors (le para-farmacie e i corner nella grande distribuzione) che avrebbero fatto crollare i prezzi e diminuire il valore delle farmacie.

Il prossimo passo sarà quello di liberare l'onorario del farmacista dal prezzo del farmaco, in modo che questi molli la presa su ciò che oggi gli garantisce il pane e addenti gli ipotetici nuovi servizi aggiuntivi (costosi e poco remunerativi).

La farmacia perderà così la sua identità e sarà in balia di altri professionisti in un terreno ove non potrà esplicare le sue potenzialità. In pratica una lenta agonia.

Riflettete!
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MessaggioOggetto: Re: I perversi meccanismi economici nella distribuzione del farmaco in Europa.   Mar Dic 29, 2009 11:53 am

Caro Raffaele,
la tua ettenta e precisa disamina della situazione, pur trovando riscontri tangibili e concreti, non trova riscontro presso i FARMACISTI, addormentati ed abbindolati dagli stessi colleghi che ormai hanno poco interesse nel difendere la farmacia privata ed individuale.
Chi dovrebbe difendere la farmacia oggi difende solo i grossi gruppi ben organizzati, è cambiata la testa ma non il fine.
Beato il farmacista che nulla conosce e continua a dar retta a coloro che lo raggirano.
Facciamo gruppo, facciamo catena e portiamo i capitali, e non solo, ad ipotetiche associazioni formate da farmacisti.......guarda caso tutte controllate direttamente od indirettamente da quei gruppi che tu descrivi egreggiamente.
Dove sono finite le Cooperative di farmacisti, quelle vere, quelle che erano veramente gestite dai farmacisti?
Tutte riunite sotto un'unica insegna?????

http://www.federfarmaco.it/societa_collegate.php

Che lucra e strozza i farmacisti.
Vedi accordo Teva e Federfarmaco.
E che con aziende direttamente collegate ed a loro intera partecipazione di capitali, forniscono anche alle E_coop dei prodotti per poter fare concorrenza alle farmacie?
Vedi Asa e Paracetamolo?
Per intenderci Aspiria Coop e Tachipirina Coop.

Troppo a da svegliarsi il farmacista, troppo ha da riflettere.
E' più facile accettare ricatti, stranamente non rilevati dall'Antitrust, ed accettare per imposizione il riversare l'80% del proprio fatturato alle Cooperative, come da statuti e regolamenti da poco approvati all'interno di esse.
E' più facile accettare accordi capestro che gli tolgono il 6,65% di margine.
E' più facile accettare accordi che penalizzano finanziariamente le più piccole farmacie, che forse hanno più bisogno di esser sostenute.
Ma il busines no guarda in faccia nessuno, le liberalizzazioni sono state fatte da economsti al soldo dei grandi gruppi, e servono solo a strozzare pazienti e consumatori.

Da dove devono cominciare i farmacisti a riflettere quando non sanno ne conoscono o ignorano quello che stà accadendo?

Del resto, si sono laureati in farmacia e non in economia o strategie.......
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R.Siniscalchi
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MessaggioOggetto: Re: I perversi meccanismi economici nella distribuzione del farmaco in Europa.   Dom Giu 10, 2012 8:52 pm

E da Bologna incominciano a scoprirsi gli altarini!

Dal sito "www.quellichelafarmacia.com":

http://quellichelafarmacia.com/5613/esclusivo-irruzione-dei-carabinieri-nelle-farmacie-doc-morris/?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=esclusivo-irruzione-dei-carabinieri-nelle-farmacie-doc-morris


ESCLUSIVO – Irruzione dei carabinieri nelle Farmacie Doc Morris
By Redazione on 9 giugno 2012


Bologna Italia. La tattica di penetrazione della catena farmaceutica tedesca nel bel Paese è sempre stata la gestione dei servizi perché la legge italiana vieta che un proprietario possa avere più di 3 farmacie. Da pochi giorni però nella sede bolognese della Doc Morris hanno fatto irruzione i carabinieri con l’ispettorato del lavoro perché hanno trovato un altro problema: una cooperativa esterna lavora nel turno notturno del magazzino di distribuzione dei farmaciviolando la legge. E a sorpresa nei mesi precedenti è iniziata a scomparire l’insegna di proprietà del Comune di Bologna che ha un notevole valore economico, sostituita dal nuovo marchio, Doc Morris, di proprietà tedesca. Il numero uno della Spa tedesca Gehe, proprietaria della gestione si è precipitato in città.
Favorire l’entrata di una catena imprenditoriale nel settore delle farmacie potrebbe portare in Italia altre “catene” e cambiare la natura degli interventi sulla salute. Un’intervista video shock di Affaritaliani Emilia Romagna all’ex presidente delle Farmacie di Bologna, Virginio Biagini, rileva tutti i lati oscuri del caso bolognese che fa da apripista all’avanzata dei tedeschi in Italia.
Doc Morris nel 2000 è una catena di farmacie olandesi che aggredisce il mercato tedesco. Il mercato teutonico dominato dalla conduzione familiare e da un corporativismo simile a quello italiano è stato ben presto messo sottosopra dagli olandesi al punto che i tedeschi della Gehe/Celesio decidono di intervenire massicciamente acquistandone nel 2010 il marchio e il know how per continuarne le gesta.

La Gehe/Celesio già da anni si è mossa in prove tecniche di espansione in Italia partendo da Bologna (fine anni ’90). E così con 24 farmacie nel capoluogo felsineo, 80 a Milano e poi Cremona, Lissone, Prato, San Giovanni Valdarno e Vicenza la Doc Morris si è insediata nel settore della gestione italiana della farmacie. La tattica? La penetrazione in Italia attraverso la gestione di servizi perché la legge stabilisce che un proprietario non può avere più di 3 farmacie delle circa 75000 sul territorio. La strada è lunga ma le esperienze di altri Paesi europei hanno mostrato che ci si mette poco a modificare normative e a cambiare gli assetti proprietari di un settore soprattutto in fasi di crisi rovinose come quella attuale. Bologna ha fatto da a apripista all’avanzata.

IL CASO BOLOGNA- Il nucleo operativo dei carabinieri con l’ispettorato del lavoro ha fatto irruzione, qualche giorno fa, nella sede del magazzino di distribuzione intermedia del farmaco ( in via del Commercio Associato 22-28 ), sede anche della stessa società di gestione delle farmacie comunali di BolognaADMENTA Italia S.p.a.(controllata dalla Gehe/Celesio) e AFM S.p.a.. L’intervento è stato sollecitato dal sindacato UGL perché da tempo ha iniziato a lavorare all’interno dei locali dell’ AFM (Azienda Farmaceutica Municipale) una cooperativa con propri dipendenti (guarda i documenti) che opera nel turno notturno con personale in capo alla cooperativa, per la preparazione degli ordini che partono la mattina per le varie destinazioni, compresa la AFM di Milano.

Il magazzino e le sedi delle farmacie comunali distribuite in città sono di proprietà esclusiva del Comune di Bologna. L’attuale normativa degli appalti prevede che questi lavoratori soci cooperatori possano essere richiesti per pulizie, facchinaggio, trasporti, mensa e guardiania ma non assolvere all’interno della struttura funzioni lavorative per l’esercizio dell’attività di AFM e del magazzino di distribuzione. Questa scelta aziendale non rispetta le normative vigenti e sembrerebbe stata presa a livello discrezionale dall’attuale Amministratore Delegato dottor Leonardo Ferrandino di Admenta Italia ( società del gruppo Gehe/Celesio tedesco che ha l’80% di AFM Spa di Bologna ).

Se fossimo in Germania l’urlo sarebbe “Alarm, alarm” ma qui siamo a Bologna e di tedesco c’è solo l’amministratore delegato della “Ghe“, come la chiamano da queste parti, che rare volte in 13 anni di redditizia attività si era recato così di corsa alla sede delle farmacie comunali in Italia. Per il suo arrivo tutto e tutti sono stati tirati a lucido e in divisa: gonna per le impiegate e pantaloni d’ordinanza per uomini e non un granello di polvere fuori controllo.

Il rischio è grosso. Già perché nel 1999 la Celesio Holding tedesca quotata in borsa, vince attraverso la sua società Gehe l’appalto per la gestione delle farmacie comunali di Bologna e del centro di distribuzione, per 99 anni. Ma Il Comune rimane proprietario titolare della concessione governativa al 100% sulle farmacie e del centro di distribuzione. La situazione è però paradossale in quanto il Comune, legittimo proprietario non esercita il proprio ruolo.

L’operazione di “privatizzazione” del ’99 è voluta dall’ex Sindaco DS Walter Vitali e gestita dall’ex assessore al bilancio Flavio Delbono e dall’ex direttore operativo Sante Fermi.

Admenta Italia S.p.a. è la società della holding tedesca Celesio AG, la quale ha costituito successivamente una società col Comune di Bologna che è la AFM Spa dove l’80% è di Admenta e circa il 18% del Comune; il resto è in quota di altri comuni limitrofi. Con questa partecipazione il Comune ha trasferito la proprietà degli immobili delle farmacie comunali, valore commerciale circa 20 milioni di euro, a AFM Spa e decide in questo modo di rinunciare a percepire i canoni di locazione per 90 anni, circa 100 mila euro all’anno.

In tutta questa complicata e strana operazione finanziaria il Comune di Bologna conserva tutt’ora la proprietà del marchio e non si capisce quindi perché permetta di togliere le insegne di “Farmacie Comunali” sostituendole con le nuove “Doc Morris” della società tedesca. Ma il Comune tace anche se scomparendo il marchio si vedrà arrecata una forte perdita visto che ha un valore economico rilevante.

L’operazione di compravendita di fine anni ’90 fu seguita dal direttore operativo del Comune di Bologna, l’ingegner Sante Fermi, che a transazione compiuta, fu sorprendentemente… nominato amministratore delegato della società tedesca Gehe. L’operazione da 117 miliardi di vecchie lire fu applaudita dal sindaco Vitali che dichiarò “E’ un indubbio successo”… “l’ entità economica è superiore alle previsioni e il partner è di grande affidabilità”. “Non si può certo dire che l’ abbiamo svenduta” aggiunse poi Flavio Delbono, perché fu valutata 37 miliardi in più di quelli ipotizzati inizialmente. Il valore degli immobili e il mancato introito delle locazioni che il Comune quindi non percepisce, si avvicinano ad una cifra di circa 18 milioni di euro (35- 37 mld di vecchie lire) che guarda caso coincidono con la supervalutazione della concessione gestionale delle farmacie e del magazzino.
Forse l’ex sindaco ed ora senatore Walter Vitali e suoi consiglieri non avevano ben capito…. i contenuti economici dell’operazione!?

Oggi l’irruzione dei carabinieri evidenzia “uno stato confusionale” nella gestione generale dell’azienda. Da noi intervistato su tutta “l’anomala storia” Virginio Biagini, ex presidente per 13 anni delle Farmacie Comunali di Bologna, fa notare che il magazzino, e quindi i suoi dipendenti, stanno rischiando seriamente di rimanere senza lavoro a causa della razionalizzazione dei costi. La distribuzione dei farmaci negli anni si sta accorpando in tre grosse società in Italia per la stessa logica di risparmio dei costi che ha attraversato ad esempio il comparto della distribuzione agroalimentare ai centri commerciali e supermercati. Il ribasso poi del ricarico sui medicinali che ha posto il Governo sta orientando le società che distribuiscono i farmaci verso questa scelta e il rischio di diventare obsoleto e costoso per il magazzino di AFM Spa di Bologna, è consistente.

In base alla legge attuale la catena Gehe che gestisce in Italia circa 140 farmacie, opera all’interno dello spirito della legge? Questa stabilisce che non possano esistere catene di farmacie se non gestite da strutture cooperative o enti pubblici e un privato non può avere la titolarità di più di tre farmacie.
Ma dove è la proprietà? Dov’è il Comune di Bologna in questo caso ?
“Una cosa è certa” per l’ex presidente Virginio Biagini “la totale assenza del ruolo del Comune di Bologna per volontà, per incapacità o quant’altro…”.

Domanda - Lei è disponibile a raccontare i dettagli di tutte queste “anomalie” alla Magistratura nel caso fosse interessata?

V.Biagini – “Se posso usare un termine scherzoso…mi alzo dal letto per dirglielo. Ma sono anni che dico che ci sono cose molto strane in tutta questa vicenda. Rifiuto di credere che questa operazione, di dare i beni immobili (gratis, ndr), non sia stata compresa da chi allora aveva tutte le responsabilità. Il Sindaco di Bologna era Walter Vitali, l’assessore al bilancio Flavio Delbono… e mi fermo qui! (sorride Biagini, ndr)”
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R.Siniscalchi
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MessaggioOggetto: Re: I perversi meccanismi economici nella distribuzione del farmaco in Europa.   Mar Lug 17, 2012 12:39 pm

Ed ecco qui i primi risultati delle liberalizzazioni. Oramai la frittata è fatta e pronta per essere servita!

Da farmacista33 del 17 luglio 2012:


E ora DocMorris recluta in franchising tra le farmacie private


Finora in Italia aveva alzato la sua insegna soltanto sulle comunali gestite dalla capogruppo Admenta-Celesio. Ora invece DocMorris - la nota catena con radici in diversi paesi europei - comincia a mettere bandierine anche sulle farmacie private. La prima a essersi vestita con il format del marchio olandese è a Vicenza, con "re-inaugurazione" risalente a qualche mese fa. Ma è solo l'inizio: attraverso la tecnica del franchising, infatti, DocMorris conta di arruolare nei prossimi quattro anni un numero di farmacie tali da replicare il circuito già messo assieme in Germania. Dove il gruppo ha messo il suo marchio su più di 150 "apotheke". Lo conferma a Farmacista33 Leonar do Ferrandino, amministratore delegato di Admenta.

A quante farmacie private puntate con il franchising DocMorris?
Valuteremo le richieste che riceveremo e decideremo caso per caso. In ogni caso, stimiamo che saranno circa 100 nel prossimo quadriennio.

Qual è l'offerta che proponete ai titolari?
La nostra proposta mira a offrire una formula di gestione della farmacia innovativa e profittevole, basata su un modello retail semplificato e orientato al cliente. Offriamo una partnership affidabile e professionale, che garantisce crescita dell'attività e quindi della profittabilità e riduzione del rischio d'insuccesso. Ci sono migliori condizioni d'acquisto grazie all'offerta riservata ai "franchisees" e costi iniziali contenuti: per esempio, progettazione e rinnovo del punto vendita attraverso un format moderno e funzionale, con la possibilità di finanziamento a tasso zero. Inoltre proponiamo nuove tecniche di gestione: nell'offerta di vendita, nella gestione dei prezzi e delle promozioni, nella comunicazione all'interno della farmacia e all'esterno.

L'adesione al franchising è aperta a tutti oppure è DocMorris a selezionare in base a specifiche tipologie di esercizio?
Chiunque abbia interesse in questo progetto può contattarci. Verrà poi organizzato un incontro conoscitivo per entrambe le parti in cui oltre a presentare le caratteristiche principali del progetto è anche nostro interesse ricevere informazioni sulla farmacia ed effettuare le necessarie analisi di geomarketing, al fine di validare le necessarie caratteristiche per poter applicare con successo il concept DocMorris.

Come procede la conversione al marchio DocMorris delle comunali Admenta?
Entro fine 2012 saranno 50 le farmacie trasformate. Per quelle che hanno già la nostra insegna, incluso il franchising, nei due anni precedenti i risultati in termini di vendite e affluenza clienti sono estremamente positivi. Questa è la prova evidente che il concept funziona e produce valore per la farmacia e per il cliente.




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MessaggioOggetto: Re: I perversi meccanismi economici nella distribuzione del farmaco in Europa.   Mer Lug 25, 2012 10:14 pm

E mentre in Italia si da sfogo alle velleità di liberalizzazione chieste da parti politiche che hanno interessi economici condivisi con multinazionali e attività imprenditoriali della distribuzione, in Inghilterra vi sono ripensamenti e marce indietro!

Da filodiretto federfarma:

http://www.federfarma.it/Edicola/Filodiretto/VediNotizia.aspx?id=3095



UK: cancellata la deroga per l’apertura di nuove farmacie


È una decisione importante quella che ha preso il Governo inglese, lo scorso 23 luglio, con la comunicazione ufficiale del Conte Howe, il Ministro della Salute inglese, che ha annunciato la fine della regola delle cosiddette 100 ore. Tale controversa deroga permetteva, ai titolari che s’impegnavano a tenere la farmacia aperta per 100 ore la settimana, di aprire una nuova farmacia senza sottostare alla regolamentazione (il c.d. Control of Entry), che prevede l’apertura di una nuova farmacia solo dopo la formale autorizzazione dell’autorità sanitaria locale.
La decisione è importante perché era molto attesa dai colleghi delle farmacie indipendenti, dato che, grazie a tale deroga, le grandi catene sono riuscite in questi ultimi anni a bypassare una normativa - che, fino al 2005, poneva vincoli rigidi per l’apertura di nuove farmacie - aumentando ancora di più la loro forza economica sul mercato farmaceutico inglese.
La deroga del 2005 fu inserita - assieme ad altre che legalizzarono le farmacie on-line e diedero la possibilità di aprire esercizi farmaceutici nei centri commerciali situati fuori dalle città e all’interno di grandi centri medici associati - dopo una ponderosa indagine, svolta nel 2003 dall’Antitrust, che si concluse con la richiesta al Governo di operare una forte deregulation del Control of Entry.
Il Ministro della Salute ha anche dichiarato che, a breve, verranno rimosse anche le altre due deroghe, ovvero quelle che permettono l’apertura incontrollata negli shopping centers e negli studi medici associati. In tal modo, a breve l’Inghilterra tornerà allo status quo ante il 2005, ovvero ad un sistema che il Conte Howe ha affermato “aiuterà ad assicurare che il servizio farmaceutico pubblico rifletta meglio i bisogni della popolazione locale”. (URI-ML)
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MessaggioOggetto: Re: I perversi meccanismi economici nella distribuzione del farmaco in Europa.   Ven Ago 03, 2012 10:13 am

Dal sito "Quellichelafarmacia": http://quellichelafarmacia.com/4928/boots-si-allarga-la-protesta-dei-farmacisti-britannici/

Boots, si allarga la protesta dei farmacisti britannici

By Redazione on 23 maggio 2012

Non accenna a placarsi la battaglia legale in corso in Gran Bretagna tra i farmacisti della catena Boots e i responsabili dell’azienda. Dopo che 45 farmacisti hanno vinto una causa contro i loro datori di lavoro (cfr Farmacista33 17 maggio) per un taglio del 25% sui pagamenti domenicali, sono oltre 100 quelli che hanno fatto causa per situazioni analoghe. A riferirlo i responsabili della Pharmacist Defence Association Union (Pda) che hanno sostenuto i farmacisti nella loro class action. Secondo l’associazione i lavoratori della catena avrebbero ricevuto una lettera dall’azienda che rivendica gli interventi retributivi come concordati in precedenza, e afferma che la causa appena conclusa non cambierà le cose. Un fatto inaccettabile, secondo John Murphy della Pda Union, che sottolinea come ci siano sufficienti argomenti legali, per tutti quelli che hanno subito il taglio retributivo, il 43% dei farmacisti Boots, per avere indietro i pagamenti sottratti e che il gruppo ha l’obbligo morale e legale di adempiere alle richieste. Sarebbe spiacevole, continua la nota della Pda Union, dover ricorrere a ulteriori cause per risolvere il contenzioso. E in Italia? Il gruppo Alliance Boots che ha appena smentito l’interesse ventilato da alcuni organi di stampa per l’acquisto di Credifarma, interpellato da Farmacista33 sull’argomento preferisce non rispondere.

Marco Malagutti
Via Farmacista33
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MessaggioOggetto: Re: I perversi meccanismi economici nella distribuzione del farmaco in Europa.   Mer Set 12, 2012 11:39 am

...per vedere come stanno andando le nuove realtà del mercato italiano...ieri per altri motivi ho parcheggiato davanti a essere e benessere, non ho resistito, sono entrato, ho preso un maalox plus a 6,30 euro (io lo vendo a 6,20!), ore 16,44 scontrino fiscale numero 33.
Negozio di circa 300 metri quadrati, tutto perfettamente esposto, dalle patatine alla lierac...mi ha colpito vicino alla cassa il banco frigo trasparente dell'algida.
Tre farmaciste...tre, belle pulite e gentili.
Mi sono fatto un bel giro, mi pare che gli sconti siano solo su alcuni prodotti...polase e qualche cerotto per dolori...dimenticavo, fin che ero dentro io è entrata una signora che cercava qualcosa che non avevano...
Essere e benessere spa, stradone porta palio, verona.
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R.Siniscalchi
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MessaggioOggetto: Re: I perversi meccanismi economici nella distribuzione del farmaco in Europa.   Lun Set 17, 2012 8:20 pm

Da "filodirettofedrfarma":

17/09/2012 17.03.58

Boots sotto pressione per le sue offerte 3x2


Anche in Inghilterra, che si ritiene più “permeata” da iniziative ultra commerciali da parte di catene di farmacie e supermercati, c’è chi protesta vibratamente contro iniziative come quella di Boots lanciata il 5 settembre scorso, su un paghi 2 e prendi 3 aperto a qualsiasi prodotto sanitario, inclusi OTC in libera vendita e SOP disponibili solo in farmacia.
La protesta arriva dall’ente chiamato a vigilare sulla professionalità dei farmacisti e delle farmacie d’oltre manica, ovvero la Royal Pharmaceutical Society, che, sollecitata da un proprio membro sui possibili pericoli per la sicurezza del paziente in seguito allo sviluppo di tale pratica, non ha tardato a far sentire la propria voce.
Il Presidente Martin Astbury ha, infatti, affermato come “per la RPS sia chiaro che i farmaci non sono degli ordinari beni di consumo e pertanto non possono essere trattati come tali. “Incentivare i consumatori a comprare più farmaci di quanto ne hanno bisogno non migliora la salute pubblica”.
La chiusura finale è dedicato alla inappropriatezza di queste promozioni multi-acquisto in farmacia, evidenziando come Boots dovrebbe almeno assicurare che pubblicità e marketing legato a tale offerta siano allineati con gli esistenti obblighi professionali e legali in capo ai farmacisti britannici. (URI-ML)
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R.Siniscalchi
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MessaggioOggetto: Celesio mette in vendita DocMorris   Mar Nov 13, 2012 11:46 am

A quanto pare Celesio “getta la spugna” su DocMorris!


Da “farmacista33” leggo la seguente notizia:


Celesio mette in vendita DocMorris
Sono passati solamente cinque anni dall'acquisizione da parte di Celesio del brand DocMorris, e già la multinazionale tedesca ha deciso di vendere. La notizia è stata resa nota qualche giorno fa dal portale finanziario Teletrader. L'acquirente è una società svizzera, da tempo operativa nell'ambito delle vendite on-line di farmaci,  che ha pagato attività e marchio 25 milioni di euro.  Visto che il gruppo tedesco aveva acquistato la catena a circa 55 milioni, l'operazione comporta per Celesio una perdita di circa 30 milioni.
Per il sito  Pharma adhoc, la decisione di vendere sarebbe stata adottata in seguito alle controversie nate nel mercato tedesco, dove il distributore Celesio, con la sua strategia aggressiva nelle vendite on-line, avrebbe allontanato molti titolari di farmacia, di fatto i clienti più importanti per un grossista.
Il marchio DocMorris è diffuso in tutta l'Europa e in Italia è presente a Milano, Bologna, Cremona, Lissone, Prato, San Giovanni Valdarno. Inoltre il brand è stato utilizzato da Celesio anche come modello di franchising per farmacie pr ivate in Italia, Germania, Irlanda e Svezia. Nel nostro Paese il marchio non era ancora riuscito ad affermarsi del tutto, tant'è che alla fine del 2011 risultava affiliato un solo presidio, a Vicenza. Dopo un periodo di transizione, ha fatto sapere Celesio, tutte le farmacie del gruppo dovranno abbandonare il marchio DocMorris”.



Ma non è plausibile la disattenzione della politica verso comportamenti puramente commerciali e di mercato in un settore delicato qual'è la sanità.
Si concede ad attori, forti economicamente e potenzialmente oligopolisti, di poter manipolare il mercato deprimendolo o esaltandolo solo per puro tornaconto, senza valutazione alcuna sulle conseguenze e gli effetti collaterali che siffatte operazioni generano.
A chi la responsabilità dei danni arrecati, alla restante parte del tessuto distributivo, per le operazioni di acquisizione e dismissione della multinazionale Celesio?
E, qui in Italia, cosa pensa di fare l'Antitrust per evitare che simili atteggiamenti di dominio del mercato inducano a disagi per i cittadini e depauperamento del network della distribuzione farmaceutica?


Ultima modifica di R.Siniscalchi il Gio Apr 09, 2015 5:25 pm, modificato 1 volta
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EnricoIX



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MessaggioOggetto: Re: I perversi meccanismi economici nella distribuzione del farmaco in Europa.   Mar Nov 13, 2012 2:01 pm

A queste notizie dovrebbero porre attenzione tutti i titolari.
Sono la dimostrazione chiara di quanto siano affidabili certe multinazionali con le loro promesse, che sia il franchising o altro.
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R.Siniscalchi
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MessaggioOggetto: Svizzera, preoccupano le vicende del marchio DocMorris   Gio Nov 15, 2012 12:17 pm

Da “federfarma.it” di oggi:
Svizzera, preoccupano le vicende del marchio DocMorris

C’è preoccupazione tra i farmacisti svizzeri per l’acquisizione del marchio DocMorris da parte di Zur Rose, azienda elvetica della distribuzione intermedia con un piede nella vendita on line. I timori sono legati alla crescente minaccia delle cosiddette “mail order pharmacies”, farmacie che non effettuano servizio al pubblico e dispensano soltanto per posta. Si tratta di un modello di presidio che sta conoscendo una forte espansione in Gran Bretagna, da cui i timori dei titolari elvetici. «In tutta la Confederazione» spiega Ennio Balmelli, portavoce dell’Ordine dei farmacisti del Canton Ticino «le farmacie di spedizione si contano sulle dita di una mano. Però la loro concorrenza può diventare pericolosa nel momento in cui in Svizzera si adottasse la ricetta elettronica: in alcuni cantoni la legge consente alle farmacie di spedizione di pagare i medici perché mandino le ricette da spedire, con la prescrizione digitale sarebbero ancora più competitive». Con il marchio DocMorris, Zur Rose potrebbe quindi allargarsi ad altri mercati (è già presente in Germania e Austria) oppure sviluppare catene di farmacie in stile “Boots”. «Stiamo seguendo gli eventi con attenzione» sospira Balmelli «tutto è possibile».
Nell’attesa, i farmacisti elvetici possono sempre consolarsi con la recente modifica alla legge federale sugli agenti terapeutici che consente alle farmacie la dispensazione senza ricetta di alcuni farmaci etici. La proposta, approvata dal Governo, mira a contenere le spese sostenute dai cittadini per la Sanità: «In Svizzera» ricorda Balmelli «la visita dal medico e la prescrizione di una ricetta sono a pagamento. In specifiche situazioni, il paziente potrà prendere il farmaco di cui ha bisogno direttamente in farmacia senza passare dal curante». La dispensazione dovrà comunque avvenire dopo un’approfondita consulenza e in base ad algoritmi compilati dal farmacista. (AS)
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EnricoIX



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MessaggioOggetto: Re: I perversi meccanismi economici nella distribuzione del farmaco in Europa.   Gio Nov 15, 2012 12:24 pm

Celesio ha venduto DocMorris perché i farmacisti, per ritorsione, avevano spostato i loro acquisti verso altri grossisti.
I farmacisti svizzeri devono fare altrettanto e smettere di comprare da Zur Rose.
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MessaggioOggetto: Re: I perversi meccanismi economici nella distribuzione del farmaco in Europa.   Mar Dic 18, 2012 12:56 am

Ed oggi ecco la notizia che le comunale Admenta passano di mano all'inglese Lloyds.

Da "filodirettofederfarma.it"

Addio DocMorris, le comunali Admenta diventano “Lloyds”

17/12/2012 14:43:33

Sparisce DocMorris, arriva Lloyds. Cambio di vessillo per le farmacie del gruppo Admenta-Celesio: liberatasi del brand olandese (venduto poche settimane fa alla svizzera Zur Rose, specializzata nella vendita di farmaci via mail) la multinazionale si accinge a “vestire” i 146 presidi comunali sotto il proprio controllo con i colori di “LLoyds pharmacy”, la catena inglese di proprietà di Celesio. Il via è stato dato sabato scorso a Milano e Bologna, dove due farmacie Admenta hanno “innalzato” l’insegna britannica nel corso di una doppia cerimonia, alla presenza di Leonardo Ferrandino, amministratore delegato del gruppo italiano, e Stephan Borchert, componente del board di Celesio.
Questo però è soltanto il primo passo. A parte il restyling delle farmacie che già si erano fregiate del marchio DocMorris (una quindicina), il progetto di Admenta è quello di vestire progressivamente con il brand Lloyd tutti i presidi del gruppo. Poi ci sono gli altri paesi: con la progressiva penetrazione del marchio Lloyd tra i consumatori, Celesio adeguerà al nuovo format le 2.200 farmacie gestite in Europa; «con questo brand» ha detto Borchert «vogliamo creare nei prossimi anni il marchio leader di farmacia in Europa».
In Inghilterra le farmacie Lloyds costituiscono la più grande catena del paese con oltre 1.700 presidi, ubicati principalmente nei centri cittadini e in prossimità di strutture sanitarie. Il gruppo dà lavoro a 17mila persone e spedisce ogni anno circa 150 milioni di ricette, per un giro d’affari che nel 2010 ha toccato 1,8 miliardi di sterline. (AS)
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titurnio



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MessaggioOggetto: Re: I perversi meccanismi economici nella distribuzione del farmaco in Europa.   Mer Gen 16, 2013 1:22 pm

Sapete dirmi di chi sia la proprietà di QUALIFARMA ?
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MessaggioOggetto: Re: I perversi meccanismi economici nella distribuzione del farmaco in Europa.   Mer Gen 16, 2013 2:00 pm

titurnio ha scritto:
Sapete dirmi di chi sia la proprietà di QUALIFARMA ?

Vai nella tua casella di posta.
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MessaggioOggetto: Farmacie Doc Morris in Italia e il caso Bologna   Lun Feb 18, 2013 8:23 pm

Nessun commento:
Farmacie Doc Morris in Italia e il caso Bologna: intervista a ex pres. Virginio Biagini wmv


http://www.youtube.com/watch?v=8-ZSMxe8p1Y
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titurnio



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MessaggioOggetto: Re: I perversi meccanismi economici nella distribuzione del farmaco in Europa.   Gio Feb 21, 2013 11:14 am

...sempre più o meno della serie dove va a finire la farmacia italiana: http://www.pharmaretail.it/articoli/2013-02-03-farmapiana.aspx
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